Pukki, il finlandese volante

Miglior giocatore e capocannoniere dell’ultima Championship, Teemu Pukki è diventato il nuovo idolo di Carrow Road. In questa stagione, in cui ha messo finora a segno sei reti, tra cui una clamorosa tripletta al Newcastle, il Finlandese ha mostrato di non avere affatto subito il salto di categoria. In realtà, dopo le stagioni fallimentari con Siviglia, Schalke 04 e Celtic, in pochi avrebbero scommesso su un simile ritorno ad alti livelli.

Dalla sua elezione a Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron riceve regolarmente maglie da calcio in regalo. Ultime in ordine di tempo quelle del Rodez e del Clermont Ferrand, a inizio ottobre. Qualche settimana prima, a metà settembre, il primo ministro finlandese Antti Rinne, aveva a sua volta portato con sé durante la sua visita diplomatica a Parigi, una maglietta della sua nazionale con il numero 10 e un nome che probabilmente non diceva molto a Macron: Teemu Pukki, il nuovo idolo degli Huuhkajat (i “Gufi”, soprannome della nazionale scandinava).

«Non avevamo un giocatore come Teemu dai tempi di Jari Litmanen» ha dichiarato Niklas Kalatsev, suo amico e vicino a Kotka, dove hanno giocato insieme in prima divisione. «Ha segnato molte reti importanti per la nazionale, quando fino a qualche anno fa veniva criticato per le sue prestazioni con la Finlandia, in particolare su giornali e Internet». Ma questa è una vecchia storia. Poiché a 29 anni, oltre a essere il miglior cannoniere dei Canarini del Norwich, Pukki sta trascinando a suon di goal il suo paese a Euro2020, che potrebbe essere la prima storica partecipazione per la Finlandia a un Campionato europeo.

Un passo avanti, due passi indietro

Sembrerebbe di trovarsi di fronte a un’ascesa folgorante. In realtà Pukki ha iniziato il suo momento di grazia un anno fa, nel settembre 2018. L’8 ha segnato l’unica e decisiva rete del match che vedeva la sua nazione opposta all’Ungheria in Nations League. Tre giorni dopo si è ripetuto andando di nuovo a segno contro l’Estonia. Di ritorno al suo club di appartenenza, il 15 settembre è stato ancora decisivo nell’incontro tra Norwich e Middlesbrough, che ha rilanciato la stagione dei Canarini, impantanati fino a quel momento nei bassi fondi della classifica (17esima posizione) dopo tre sconfitte, due pareggi e una sola vittoria. Contro il Boro, Pukki ha messo a referto la sua terza marcatura in sette giornate di Championship. Sette mesi più tardi, dopo una cavalcata trionfale, il club dell’East Anglia si è infine guadagnato il ritorno in Premier. Oltre a essere stato il miglior marcatore della competizione con 29 reti, davanti a Tammy Abraham e Neal Maupay, Pukki è stato soprattutto eletto miglior giocatore della stagione, divenendo così la nuova star di Carrow Road. Nulla di troppo sorprendente secondo Dawda Bah, suo compagno di squadra a Helsinki nel 2010: “Non ho mai avuto dubbi su Pukki. Ha avuto la sua occasione e ha saputo sfruttarla. E oggi non è certo una sorpresa vederlo lì”.

Tuttavia la sua carriera non è stata affatto facile. Infatti dopo un buon debutto, con la prima rete nella massima divisione finlandese segnata a 17 anni, il successivo trasferimento al Siviglia nell’inverno del 2008 si rivelerà un fiasco. La madre Teijia si prende addirittura un anno di aspettativa per andare a vivere con lui in Andalusia, ma le difficoltà linguistiche e la sua timidezza ne frenano l’adattamento. “All’epoca era un bel trasferimento per un Finlandese. Era molto giovane e si trattava di un importante club spagnolo. Nonostante tutto, lì è riuscito a diventare un professionista”, sostiene Niko Ikävalko, che ha giocato con gli lui agli esordi a KooTeePee. Pukki in Spagna dovrà attendere sei mesi prima di giocare con la squadra B e altri sei per disputare i suoi unici 27 minuti in Liga, di cui Abdoulaye Konko, suo compagno in Andalusia, conserva solo un vago ricordo: “Parliamo di parecchio tempo fa, ma mi ricordo di un biondino che si allenava ogni tanto con noi, All’epoca non è era facile guadagnarsi un posto in prima squadra a Siviglia”.

No Pukki, No Party

Nonostante ciò, Pukki riesce a guadagnarsi la prima convocazione in Nazionale prima di passare al HJK Helsinki nell’agosto 2010. Al fianco di Jari Litmanen e Mikael Forssel, Pukki – soprannome finlandese di Babbo Natale – rialza la testa e ritrova la fiducia, come confermato dal gambiano Dawda Bah, compagno di quel periodo: “Teemu era già molto rapido al tempo. Giocavo dietro di lui ed era un vero divertimento, poiché oltre a essere veloce, era anche un giocatore intelligente. Gli ho fatto un bel po’di assist, ma in realtà non aveva certo bisogno di me per segnare”. In quella stagione il ventenne attaccante contribuisce largamente al titolo di campioni di Finlandia vinto dal club della capitale. Pukki si guadagna così di giocare gli spareggi di Europa League, in cui metterà a segno tre reti contro lo Schalke 04, spingendo il club tedesco a reclutarlo per un tozzo di pane. Ma anche nella Ruhr il processo di ambientamento si rivelerà più ostico del previsto.

Nella prima stagione, chiuso da Klaas-Jan Huntelaar e Raúl, disputa solo 5 incontri da titolare in Bundesliga, con altrettante reti segnate. Lo spartito non cambierà nemmeno l’anno seguente, in cui è presente solo per due volte nell’undici titolare di mister Jens Keller. Fortunatamente l’allenatore tedesco gli dà una chance in Champions League e i due incontri disputati contro il Montpellier e poi con il Galatasaray gli permetteranno di farsi notare dal Celtic. A ciò seguirà un nuovo trasferimento tra le fila dei campioni di Scozia. Tuttavia neppure a Glasgow Pukki riesce ad imporsi faticando ad assimilare il football britannico. Dopo essere finito in panchina, si lega al Brøndby per provare a rilanciarsi. In Danimarca le prime due stagioni sono positive, ma nessuno pensava che sarebbe potuto tornare un giorno protagonista nel calcio europeo ad alti livelli. Forse ciò non sarebbe avvenuto davvero senza Alexander Zorniger, ex allenatore dello Stoccarda che approda al Brøndby nell’estate 2016. I metodi del mister tedesco si adattano perfettamente alle caratteristiche di Pukki che tornerà a essere protagonista conquistando per due anni di seguito il titolo di miglior marcatore del campionato danese, dimostrando quindi che il coach del Celtic Neil Lennon si sbagliava quando aveva affermato che: “non può trasformarsi in Superman solo perché si è trasferito a Brøndby”.

Il GOAT di Natale

Magari non si sarà trasformato in Clark Kent, ma dopo quattro stagioni da protagonista in Danimarca e uno nuovo status acquisito in nazionale, Pukki decide di non rinnovare. Inseguito a lungo dal DS del Norwich City Stuart Webber, passa a titolo gratuito al club inglese nell’estate 2018. Il mister, Daniel Farke, lo schiera inizialmente sulla fascia o a sostegno di Jordan Rhodes, prima di consegnargli una maglia da titolare come punta centrale contro il Middlesbrough con gli esiti che ben conosciamo. A 28 anni il Babbo Natale finlandese si presenta così al calcio inglese e i suoi nuovi tifosi gli dedicano perfino un coro sull’aria di “Don’t you want me” del gruppo britannico The Human League. Il Finlandese non si è ancora trasformato in Superman ma i supporter dei Canarini lo considerano come il loro GOAT (greatest of all time), acronimo inglese che gli calza pennello poiché tra l’altro in finlandese Teemu significa proprio “capra”! In Inghilterra le sue numerose marcature non passano certo inosservate e tanti suoi ex compagni di squadra ormai non si perdono nulla delle sue gesta; Niklas Kalatsev in primis: “Non siamo rimasti molto in contatto, ma sto guardando tutti i suoi match di questa stagione. E lo scorso anno, quando militava in Championship, mi sono visto tre o quattro incontri, nonché tutti gli highlights”.

Esaltato da Zlatan Ibrahimović dopo la prima stagione in Inghilterra, Pukki ha continuato il suo ruolino di marcia impressionante nella categoria superiore. Nella prima giornata contro il Liverpool – club con molti seguaci in Finlandia dopo le esperienze con il club di Jari Litmanen et Sami Hyypiä – segna la sua prima rete in Premier nonostante la sconfitta dei suoi per 4-1. Il fine settimana seguente, contro il Newcastle, diventa il primo giocatore del Norwich a siglare una tripletta in Premier dopo il poker di Efan Efoku nel 1993. Teemu si mette ancora in evidenza nella sconfitta contro il Chelsea e poi nella vittoria a sorpresa dei suoi contro il Manchester City. Anche in nazionale, il nativo di Kotka è entrato in un’altra dimensione mettendo a referto sette reti negli ultimi otto match disputati dalla Finlandia, spingendola fino al secondo posto del girone di qualificazione a Euro2020 dietro l’Italia. Con il club, dove ha segnato più del 50% delle reti del Norwich in questa stagione, ha vinto solo due partite in otto giornate e occupa una deludente 19esima piazza, malgrado un gioco propositivo e a tratti spumeggiante. Ma come di consueto, l’umile Teemu mantiene la calma perché sa che la ruota girerà. La stessa ruota che ha permesso al suo strano cognome di ritrovarsi nel guardaroba di Emmanuel Macron.

Fonti

Traduzione di Andrea Palazzeschi dell’articolo di Maxime Renaudet “PUKKI, LE FINLANDAIS VOLANT” pubblicato il 19/10/2019 su SoFoot.com.

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