Master 1000 di Shanghai: quel momento di transizione fra due epoche

Il Master 1000 di Shanghai verrà probabilmente ricordato come l’evento di transizione fra due epoche del tennis maschile: è stato il primo Master 1000 dall’Open di Amburgo del 1999 in cui tutti i semifinalisti avevano meno di 23 anni.

Ma c’è molto di più oltre ai numeri: per la prima volta in molti anni, la nuova generazione ha prevalso sui campioni più esperti, non solo in termini di abilità tecniche.

Nessuno ha mai messo in dubbio le capacità dei NextGen, ma la scorsa settimana queste giovani promesse hanno dimostrato di poter essere forti anche sul piano mentale.

Ovviamente, Daniil Medvedev ha già dimostrato più volte di essere solido come una fortezza quando si tratta di forza mentale, ma anche gli altri, che solitamente si trovavano in difficoltà in situazioni di pressione, a Shanghai hanno mostrato grandi maturità e professionalità.

Ad esempio, Stefanos Tsitsipas nel match contro Novak Djokovic si trovava già sotto 3-0 ad inizio match, ma dopo questo inizio traballante non ha più concesso una singola palla break a quello che è probabilmente il miglior ribattitore che questo sport abbia mai visto.

Per non parlare di Alexander Zverev, spesso considerato uno che nei momenti di difficoltà se la fa sotto. Nel match contro Roger Federer non ha sfruttato cinque match point nel secondo set, poi perso, ma ha mantenuto un certo autocontrollo che gli ha permesso di vincere il match.

E adesso il ragazzone italiano Matteo Berrettini. Il modo in cui si è costruito i punti nel match contro Dominic Thiem è stato semplicemente eccezionale. Thiem sembrava impotente contro di lui, tanto da non riuscire spesso nemmeno a toccare la palla in risposta alle potenti bordate dell’italiano, e alla fine è uscito sconfitto dal confronto.

Ultimo, ma non in ordine di importanza, ecco Medvedev, che sta giocando un tennis stellare negli ultimi mesi. Le statistiche attuali dicono che ha disputato 6 finali di fila, 18 set di fila e ben tre titoli, il tutto negli ultimi sei tornei disputati e la stagione non è ancora finita. Due di questi titoli, Cincinnati e Shanghai, sono Master 1000.

A dire il vero, molti dei meriti della resistenza messa in atto da questi giovani dovrebbero essere attribuiti proprio al russo. Negli ultimi due mesi ha dimostrato che non è impossibile per i NextGen essere costanti e vincere titoli importanti.

Non manca molto alle Finals di Londra, e questa volta pare esserci davvero un buon equilibrio fra i vecchi e i giovani. E con l’inaugurazione dell’ATP Cup a gennaio, le cose si fanno più interessanti che mai per gli appassionati di tennis.

Speriamo quindi che questo scontro fra generazioni faccia uscire il meglio da tutti e che potremo goderci uno spettacolo a livelli ancora più alti nel futuro prossimo.

Fonti:

Articolo originale: Shanghai Masters 2019: The transition between two eras

Link all’originale: https://www.sportskeeda.com/tennis/shanghai-masters-2019-the-transition-event-between-two-eras

Autore: Ajit Singh, 14.10.2019

Traduttrice: Daniela Terzo

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