Inter: quando la miglior difesa… è la difesa

Nelle tre giornate di campionato in cui è stata schierata dall’inizio, la difesa a 3 dell’Inter formata da Skriniar, De Vrij et Godín non ha incassato nemmeno una rete. Per non parlare di Handanović, semplicemente mostruoso nell’ultimo match disputato contro la Lazio.

João Pedro può essere davvero orgoglioso di sé. L’attaccante del Cagliari è infatti ad oggi l’unico a potersi vantare di avere segnato una rete ai Nerazzurri in questo inizio di stagione in Serie A*. Il fatto è accaduto alla seconda giornata di campionato, in occasione della vittoria interista in Sardegna per 1-2. Una prodezza, che occorre tuttavia specificare, è avvenuta quando né De Vrij né Godin erano presenti sul terreno di gioco (l’Uruguiano è entrato in campo a soli 10 minuti dal termine). Poiché infatti quando i Fantastici 3 (Skriniar, De Vrij et Godín) sono stati contemporaneamente in campo, l’Inter è stata assolutamente impenetrabile con zero reti al passivo. L’Udinese non è riuscita ad andare in goal, così come il Milan e in seguito la Lazio. E anche quando gli attaccanti biancocelesti sono riusciti a eludere la stretta sorveglianza del trio difensivo, hanno poi dovuto fare i conti con un insuperabile Handanović. La prestazione fornita dal portierone sloveno è stata talmente magistrale che in rete è tornato a circolare un vecchio meme che lo ritrae in un santino con sembianze mistiche.

Godín: come un pesce nell’acqua

Ma torniamo ai difensori. Già lo scorso anno la coppia Škriniar-De Vrij aveva dato grandi garanzie a Luciano Spalletti. L’Inter aveva subito 33 reti in campionato, aggiudicandosi la palma di seconda miglior difesa della Serie A dietro la Juve con 30. Alla coppia mancava solo un ultimo elemento per essere perfetta. Ed ecco allora che Diego Godín, dopo nove stagioni disputate con la maglia dell’Atletico Madrid, ha deciso di accasarsi a Milano. Con D’Ambrosio (o Asamoah) e Biraghi (o Candreva) sulle fasce, Conte ha finalmente tutte le pedine per mettere in campo il suo modulo tipo.

Titolare da tre giornate, l’Uruguaiano sembra già essersi perfettamente ambientato portando in dote esperienza da vendere, mestiere e tecnica, che si combinano perfettamente con le caratteristiche dei due compagni di reparto. Nel derby disputato contro il Milan è stato autore di una prestazione maiuscola al punto di far nascere una piccola polemica tra i tifosi: La Gazzetta dello Sport gli aveva attribuito un 6 al termine del match, voto giudicato troppo basso dai supporter nerazzurri. Il quotidiano rosa è stato perfino costretto a fornire una giustificazione per la valutazione data, spiegando all’indomani della partita che “le uniche occasioni di pericolo corse dalla difesa sono giunte dalla fascia sinistra presidiata da Godin e d’Ambrosio”, ma che tale valutazione “non mette certo in dubbio le qualità del giocatore”.

Grande contrasto con le mani dietro la schiena

Škriniar et De Vrij stanno confermando a loro volta le eccellenti sensazioni dell’ultima stagione. Contro la Lazio, sua vecchia squadra che incontrava per la prima volta da avversario, De Vrij si è esibito in una masterclass, fornendo una prestazione da padrone assoluto dell’aria di rigore. Alcuni dati a conferma di ciò: tre tiri respinti, due intercetti, sette duelli vinti, 97 passaggi riusciti su 99 eseguiti. E un’immagine su tutte: un incredibile contrasto in area di rigore con le mani dietro la schiena per fermare un cross di Correa. Un muro.

La difesa migliore d’Europa

Per Conte, riabilitare in pieno l’immagine della difesa a tre all’Inter è già di per sé una bella scommessa. Poiché da tradizione questo modulo (chiaramente il preferito da Conte, che con uno schieramento simile ha portato a casa tre Scudetti di fila con la Juve dal 2011 al 2014) non evoca dolci ricordi tra i tifosi nerazzurri. Nella stagione 2003/04, Alberto Zaccheroni aveva tentato di mettere in campo un 3-4-3 con il trio difensivo formato da Materazzi, Córdoba e Cannavaro. L’esperimento si era rivelato tuttavia fallimentare come testimoniato dai 5 goal incassati dall’Arsenal in un match casalingo di Champions League terminato per l’appunto 1-5.

Qualche anno dopo, Gian Piero Gasperini ha proposto a sua volta una linea difensiva a tre con Ranocchia, Samuel e Lúcio e dopo i primi 3 turni di campionato l’Inter aveva messo in cascina un solo punto, incassando ben sette reti che sono valse l’esonero lampo del Gasp. Qualche stagione fa, Walter Mazzari, anche lui amante del 3-5-2, aveva voluto schierare una retroguardia a 3 con Juan Jesus, Campagnaro e Ranocchia e anche in quell’occasione il risultato era stato a dir poco disastroso. A un certo punto della sua gestione, pure Spalletti aveva abbondonato il caro 4-2-3-1 a favore di un 3-4-3, sempre con scarso esito. Conte rompe dunque questo trend negativo, essendo la sua difesa ad oggi la meno perforata d’Europa. E la cosa non potrà che rendere João Pedro ancor più orgoglioso.

*NOTA DEL TRADUTTORE: L’articolo è stato pubblicato la mattina del 28/09/2019. Nel successivo turno di campionato, giocato nel pomeriggio dello stesso giorno, l’Inter ha incassato un’altra rete a firma di Jankto della Sampdoria, nella vittoria per 1-3 di Genova.

FONTI

Traduzione di Andrea Palazzeschi dell’articolo di Éric Maggiori “INTER : LA MEILLEURE DÉFENSE, C’EST LA DÉFENSE” pubblicato il 28/09/2019 su So Foot.com.

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