Tifosa del Bayern Monaco per un giorno

“Che storia”, penso, guardando i miei biglietti per andare a vedere il Bayern Monaco. La partita è quella contro il Colonia, programmata per sabato 21 settembre, ore 15:30. Il mio “che storia” è dovuto al fatto che è praticamente impossibile trovare biglietti, tra tutti quelli riservati per i fan club, gli abbonamenti annuali (esiste una lista d’attesa per poterne ricevere uno, ma iscriversi ora significa che forse sarà vostro nipote a ottenerlo) e quei pochi rimasti per i tifosi ospiti. 

Tutta contenta, mi dimentico completamente del bordello che al 99,99% ci sarebbe stato. Certo, la partita del Bayern è sempre un evento (75.000 spettatori proprio alla partita contro il Colonia, per dire), ma l’altra grande manifestazione che avrebbe avuto luogo era, proprio lui, l’Oktoberfest. Ma non un giorno qualsiasi dell’Oktoberfest. Il primo

Pazienza, e si parte. Il mio ragazzo ed io prendiamo il treno da Regensburg, dove viviamo, in direzione Monaco. Il treno si riempie in un millisecondo. Tanti indossano il Tracht, molte il Dirndl, i vestiti tradizionali bavaresi. Mi sento fuori luogo io che ho i jeans. Ma le vere star sono quelli che hanno programmato la loro giornata tipicamente bavarese che includerà fiumi di birra, stadio e, dulcis in fundo, la prima sera di Oktoberfest. Per l’occasione, il completo designato è composto da scarponi, calzettoni in lana, Lederhose (i pantaloncini in cuoio) e la maglia del Bayern. Idoli.

Anche noi in realtà abbiamo in programma una giornata piuttosto bavarese. Andiamo a casa di un amico che verrà allo stadio con noi. Ci prepara una bella colazione tipica: Weisswurst (quei salsiccioni bianchi bolliti che si mangiano con la senape), Brezen e Weissbier. È quasi mezzogiorno e siamo incollati allo schermo della televisione. Come vi ho detto, è il primo giorno di Oktoberfest. Alle dodici in punto, il sindaco di Monaco apre il primo barile ed è fondamentale assistere a questo momento ufficiale. Dopo la nostra colazione altamente calorica, ci dirigiamo verso lo stadio. La metro brulica di appassionati, sia del Bayern, sia dell’Oktoberfest. 

Dalla fermata della metro all’Allianz Arena ci saranno circa 10 minuti di camminata. Il percorso sembra essere una processione, con i tifosi vestiti di rosso diretti verso la loro cattedrale (ah sì, ci sono anche i tifosi del Colonia, anche loro in rosso). Non pensavo ci sarebbe stata così tanta gente, ma il Bayern Monaco sta ai propri tifosi come il Barcellona sta ai catalani; è come se fosse una squadra nazionale. Almeno questo mi è sembrato di capire. Il Bayern, oltre a una squadra di calcio, è uno dei simboli dell’identità bavarese, di un popolo che un po’ si sente diverso e che un po’ è sentito diverso dal resto della Germania. Una mia amica di Amburgo che è venuta a studiare qui una volta mi ha detto: “Che bello che siamo entrambe all’estero, no?”.

Dopo i controlli, una coda corta per i ragazzi, più lunga per me (sarà per le borsette?), entriamo. Davanti a me sono seduti un papà con i due figli, entrambi con magliette originali che probabilmente dovranno tenersi per altri 10 anni, larghe come sono. Forse l’inizio di una tradizione del fine settimana che li accompagnerà per sempre.

L’interno dello stadio è magnifico, anche da molto in alto la partita si segue alla perfezione. I cori dei tifosi rimbombano per tutti e 90 i minuti di gioco. Tempo di fare qualche foto e prenderci una birra, ecco che arriva il primo gol di Lewandowski. Il commentatore ci tiene a far presente il punteggio agli avversari con l’aiuto del pubblico: “Bayern München?” “Eins!” “FC Köln?” “Null!” “Danke!” “Bitte!”. Così per gli altri tre gol che affonderanno il povero Colonia, disarmato di fronte all’organizzazione dei giocatori del Bayern e la passione dei tifosi padroni di casa. In quanto tifosa del Liverpool, sono molto felice di aver visto giocare Coutinho, che ha anche segnato su un rigore che ha dovuto ripetere per aver fermato la rincorsa durante il primo tentativo. Gli altri due gol li segnano Perišić (vi manca, interisti?) e ancora Lewandowski.

Non so voi, ma allo stadio una partita mi sembra durare 10 minuti, non 90. Quando l’arbitro fischia la fine del massacro del Colonia, non ci credo che sia già finita. Altro fatto incredibile della giornata: lo stadio è l’unico posto su questo pianeta dove il bagno delle donne è più libero del bagno degli uomini. Tanta roba. 

Dopo un paio di litri di birra e un’ora e mezza di treno, durante la quale ci fanno compagnia una coppia di mezza età con i vestiti tradizionali, torniamo a casa, cotti come delle salsicce bianche, ma soddisfatti come uno che riesce a portare 10 boccali di birra tutti assieme all’Oktoberfest.

Fonti

Articolo scritto da: Naomi Alboino

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