“No pay, no play”: lo storico sciopero delle calciatrici giamaicane

“Non è soltanto una questione di soldi, ma si tratta di cambiare il modo in cui viene percepito il calcio femminile.”

Per loro il 2019 doveva essere ricordato per due fatti di portata storica: la prima partecipazione a giugno a un Mondiale (dove hanno poi perso con ampio scarto i tre match del girone) e l’accordo con la Federazione per essere pagate.

Tuttavia, ad oggi quest’ultima promessa non è stata mantenuta e le giocatrici da questa settimana sono entrate in sciopero per non aver ricevuto i loro stipendi per il periodo da gennaio ad agosto. Per far sentire la loro voce le calciatrici hanno iniziato a condividere sui social l’hashtag #NoPayNoPlay (“se non paghi, non gioco”). Tra i membri della protesta vi è anche Khadija Show, attacante giamaicana in forza al Bordeaux femminile, che ha dichiarato:


“Siamo la prima squadra caraibica ad aver ottenuto la qualificazione a una Coppa del Mondo. Abbiamo fatto molti sacrifici per portare la maglia della Giamaica. Abbiamo onorato e portato questi colori con orgoglio. Ci troviamo in una posizione in cui lottiamo semplicemente per essere pagate nel rispetto degli accordi contrattuali siglati. Non è soltanto una questione di soldi, ma si tratta di cambiare le cose e il modo in cui il calcio femminile viene percepito, specialmente in Giamaica. Meritiamo di più e loro possono fare di più. Per questo io e le mie compagne non prenderemo più parte a nessun torneo se non saremo state prima pagate.”

Dominique Bond-Flasza, difensore della nazionale caraibica, ha a sua volta denunciato su Instagram : 

“Ne abbiamo abbastanza di promesse non mantenute. Da oggi sospendo la mia partecipazione ai futuri eventi che vedranno impegnata la mia Nazionale fin quando la Federazione giamaicana non terrà fede al contratto. (…) Ad oggi la federazione non ha onorato i suoi obblighi verso di noi e nessuna calciatrice ha ricevuto gli emolumenti mensili sanciti dal nostro contratto.

Il presidente della Federazione giamaicana Michael Ricketts si è poi difeso in un comunicato trasmesso all’Agence France Presse:

“Abbiamo pagato alle giocatrici la metà di quanto dovevamo loro, ma la verità è che siamo ancora in attesa di ricevere il denaro dalla FIFA e ciò non ci permette al momento di pagare gli stipendi per intero.”

Fonti

Traduzione di Andrea Palazzeschi dell’articolo di Lucie Bacon (in collaborazione con Agence France Presse) “No pay, no play” : les footballeuses jamaïcaines se mettent en grève pour être payées“, pubblicato il 5 settembre 2019 su Football Stories.

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