Il successo di Berrettini, le sue riflessioni

Agli Us Open di inizio settembre, Matteo Berrettini ha raggiunto il più grande risultato della sua carriera, diventando soltanto il secondo italiano nella storia a raggiungere la semifinale nello Slam newyorchese dopo Corrado Barazzutti nel lontano 1977.

La corsa del 23enne, fermata da Rafael Nadal che avrebbe poi vinto il titolo, ha fatto guadagnare a Berrettini il best ranking di n. 13 al mondo ed è stato il più recente successo in un fantastico 2019. La star romana ha raggiunto tre volte l’atto finale di un torneo ATP nei primi sei mesi della stagione, vincendo il titolo a Budapest (sconfiggendo Krajinovic) e a Stoccarda (battendo Auger-Aliassime), cedendo invece a Monaco (battuto da Garin).

Ma la fiducia che lo ha portato a raggiungere questi risultati è scaturita dal successo dello scorso anno al J. Safra Sarasin Swiss Open di Gstaad, Svizzera. Solo 14 mesi fa Berrettini si giocava la prima possibilità di raggiungere un quarto di finale a livello ATP, senza alcuna vittoria invece in tornei di doppio.

Berrettini, allora n.84, è arrivato in Russia senza coach, che si era preso una settimana di vacanza. Ma questo non gli ha impedito di generare il suo miglior tennis, sconfiggendo tre teste di serie consecutive e conquistando il titolo, per poi aggiudicarsi anche il titolo in doppio qualche ora più tardi.

“[Gstaad è stata una] settimana incredibile. Ho vinto sia il singolo che il doppio, e prima di allora non avevo nemmeno mai vinto un match di doppio, è successo tutto in fretta,” ammette Berrettini. “Non dimenticherò mai quella settimana. Mi sono davvero divertito. Ovviamente mi sono piaciute anche la città e il pubblico. Molti italiani sono venuti a vedere le partite, è stato molto divertente.

“Mi è piaciuto giocare là. Mi piacevano le condizioni di gioco, l’altitudine e i campi in terra. È stata una settimana fantastica. Se ci ripenso sono molto contento.”

Berrettini ha avuto bisogno di un po’ di tempo per rendersi davvero conto di quello che aveva ottenuto nel torneo ATP 250 di Gstaad. Il successo dell’italiano nel sud est della Svizzera si è poi rivelato la rampa di lancio per una stagione 2019 stellare nel circuito maggiore. Berrettini ha un bilancio di 34 vittorie e 16 sconfitte a livello ATP in questa stagione, eclissando il suo miglior risultato di sempre dello scorso anno di 19-19.

“È stata una sensazione incredibile [vincere il titolo]. La mia famiglia guardava i miei match dall’Italia insieme ai miei amici e il mio coach,” ha detto Berrettini. “Mi sono davvero goduto il momento e solo dopo qualche settimana mi sono reso conto di quello che avevo fatto.

“Quella settimana ho capito che avevo le armi per competere contro i più grandi giocatori al mondo. E questo è sicuramente un fattore importante per un ragazzo che sta crescendo.”

Il gigante destrorso alto 1,98 m è adesso in azione nel St. Petersburg Open, classificato 49 posizioni più in alto rispetto al suo debutto nel torneo russo lo scorso anno ed è grato per il supporto della sua famiglia mentre continua a scalare la classifica ATP.

“La mia famiglia non mi ha mai forzato, ma sono loro che mi hanno messo la racchetta in mano,” racconta Matteo. “Durante questi anni mi hanno sempre aiutato molto. Li devo ringraziare.”

Berrettini si presenta in Russia occupando la nona posizione della Race per il Master finale di Londra 2019: oltre alla fiducia, una motivazione in più per far bene questa settimana a San Pietroburgo. Grazie alle molte lezioni imparate a partire dal successo nelle Alpi svizzere del 2018, ce la farà l’italiano questa settimana a compiere un altro passo in avanti nella sua rapida scalata verso la vetta?

Fonti:

Articolo originale: Berrettini Reflects On His Breakthrough

Link all’originale: https://www.atptour.com/en/news/berrettini-my-story-feature-2019

Autore: Atptour.com, 17.09.2019

Traduttrice: Daniela Terzo

Foto: DPA, ATP

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