Mondiali di calcio femminili: la pazza storia della scozzese Rose Reilly

Il primo match tra le Nazionali femminili di Scozia e Inghilterra risale al 1972. Rose Reilly è diventata il simbolo di quella partita. La sua storia si incrocia con quella del calcio nel suo paese di origine.

Il 18 novembre 1972 la Nazionale femminile scozzese si apprestava a giocare il suo primo incontro ufficiale. Le avversarie erano nientepopodimeno che le Auld Enemy dell’Inghilterra, rivali sportive di sempre. Il calcio femminile scozzese, proibito dalla federazione nel 1921, è agli albori. Questo primo match internazionale si gioca allo Ravenscraig Stadium di Greenock, che lascia senza fiato le giocatrici abituate fino a quel momento a solcare solo stadi comunali con le tribune affollate da pochi spettatori locali.

Il fatidico giorno la Scozia verrà sconfitta dalla perfida Albione per 3-2. Tuttavia, di questo match in cui avevano aperto le marcature e fatto venire i brividi alle Inglesi dopo essere state avanti per 2-1, le Scozzesi ricordano soprattutto un episodio: la rete messa a segno da Rose Reilly, che aveva permesso loro di credere per un attimo nell’impresa. L’attaccante aveva trovato la porta direttamente da un tiro dalla bandierina.

La Reilly non era una giocatrice qualunque in quella squadra, anzi. La calciatrice che militava nel club scozzese del Westhorn ha una storia a dir poco singolare che ben illustra quanto fosse difficile per le donne praticare tale sport.

I capelli tagliati cortissimi per confondersi tra i ragazzi

La ragazza ha giocato a calcio da sempre. Tuttavia ha dovuto utilizzare diversi stratagemmi per vivere la sua passione. All’età di sette anni ad esempio si è tagliata ai capelli alla maschietta su consiglio del proprio allenatore, per confondersi tra i ragazzi della squadra locale.

Il suo talento è tale che un osservatore del Celtic Glasgow, impressionato dalle sette reti che la giovane Rose mette a segno in una partita a cui aveva assistito, si avvicina immediatamente per proporle un contatto, per poi ritrarsi non appena si accorge che non ha di fronte un ragazzo. “Pensavo che se fossi stata abbastanza brava avrei potuto giocare nel Celtic“, si rammaricherà qualche anno dopo.

I genitori non accettano la sua passione per il pallone e tentano di indirizzarla verso l’atletica, disciplina in cui eccelle da adolescente. A scuola viene selezionata dal professore di ginnastica della squadra maschile che la fa allenare con loro.

Presto Rose si trova di fronte a una scelta, ma non riesce a dire basta col pallone. I genitori non approvandone la decisione, che reputano senza prospettive, non la sosterranno e la loro reticenza riflette bene la mentalità dell’epoca.

Reilly non molla. Dopo aver vinto la prima Coppa di Scozia femminile nel 1971 con lo Stewarton Thistle, parte alla volta di Reims, in Francia, per iniziare la carriera da professionista nel 1974.

Dopo sei mesi di militanza nel club transalpino dove conquista il primo posto nella classifica di Division 1, continua il suo viaggio alla volta dell’Italia per aggregarsi tra le fila del Milan, il che le varrà l’espulsione dalla federazione scozzese.

Ma poco importa per Rose : “Peggio per loro. Ero passata a qualcosa di completamente diverso. Non ero testarda, ma pragmatica e realista e in quel frangente mi sono resa conto di che mentalità ottusa avessero”, confidava nel 2017 al Guardian.

Scozzese e Nazionale italiana

Nel 1980 la calciatrice riuscirà nell’impresa di giocare per due squadre contemporaneamente. Il sabato a Lecce, prima di volare a Reims e disputare la partita il giorno successivo. In quell’anno vincerà due campionati, in Francia e in Italia, suo paese di adozione, dove resterà per venti anni, militando per otto diverse squadre e arrivando a indossare addirittura la maglia azzurra.

Nel 1984 trionfa con l’Italia nell’edizione femminile del Mundialito dove segna una rete nella finale vinta per 3-1 contro la Germania.

Nel 2007 entra a far parte della Hall of Fame degli sportivi scozzesi. Un riconoscimento dal valore particolare per lei che non aveva mai ricevuto l’appoggio della famiglia o della nazione sportiva d’origine.

Quando ripensa alla prima partita Scozia-Inghilterra al femminile, Rose dichiara con un pizzico di nostalgia ai microfoni della FIFA nel giugno 2019 : “Si è trattato di un match fantastico, una bella vetrina per il calcio femminile”; e sul Mondiale alle porte, il primo per la sua Nazionale: “Spero solamente che le ragazze abbiano un quarto della passione che avevo e ho ancora per questo sport. Penso che ci renderanno fieri di loro.”


Fonti:

Traduzione di Andrea Palazzeschi dell’articolo “Coupe du monde féminine : la folle histoire de l’Écossaise Rose Reilly” pubblicato su Le Monde il 09/06/2019

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