Rugby Sei Nazioni, l’Italia crolla contro la Francia e chiude senza vittorie

ROMA Troppi errori, troppa sfortuna, troppo lavoro da fare. L’Italia perde anche l’ultima partita del Sei Nazioni, giocata oggi contro la Francia allo stadio Olimpico di Roma. Una sconfitta che consegna agli azzurri il nono cucchiaio di legno, guadagnato proprio sulla centesima presenza italiana all’interno del torneo.

Un’occasione sprecata per i padroni di casa, che non riescono mai a far volgere a loro favore una partita in realtà alla loro portata, complici una nazionale francese azzoppata ed una nazionale italiana tra le più interessanti degli ultimi anni.

Nonostante lo scontro doloroso contro l’Inghilterra della settimana scorsa, gli azzurri sono scesi in campo affamati di vittoria spingendo fin da subito per sfondare la difesa della Francia. Un gioco intenso e nervoso, spettacolare ma costellato di numerosi errori da entrambe le parti. Sono i francesi a subire maggiormente, incassando due calci contro piazzati tra i pali dall’Italia.

È proprio su quel 6 a 0 che il tifo di casa si accende. Inizia ad assaporare quella vittoria da troppo tempo attesa, quella medaglia che da sola avrebbe dato un senso all’ennesimo Sei Nazioni carico di polemiche e delusioni. Ma è la meta trasformata del francese Antoine Dupont a interrompere il sogno, ricordando che la partita è ancora aperta e non c’è spazio per gli errori.
L’Italia freme, reagisce, spinge e si schiaccia sulla linea di meta francese senza però incassare punti. Errori e sfortuna che portano alla fine del primo tempo con un leggero vantaggio della Francia.

Gli occhi sono quindi puntati sulla ripresa, con l’Italia che approfitta della poca differenza di punteggio per suonare la carica. La tensione e la stanchezza sono però le vere protagoniste del secondo tempo, che portano gli azzurri a sprecare le tantissime occasioni d’oro offerte dagli avversari.
Dopo una seconda meta firmata dalla Francia ed una italiana marcata da Tito Tebaldi, gli ospiti continuano a rimanere in testa di una manciata di punti. Un equilibrio precario che accompagna il veloce scorrere dei minuti. L’Italia ci riprova con un Marco Zanon che non schiaccia per un soffio al 74’, ultima azione di una squadra che ce l’ha messa tutta ma che ormai si sente sconfitta. A chiudere definitivamente la partita l’ultima meta francese ad opera di Damian Penaud. Un 25 a 14 che brucia come pochi nei cuori italiani.

Per gli azzurri si chiude così il Sei Nazioni, tra speranze tradite e sogni infranti. Un risultato che lascia l’amaro in bocca, con l’impressione che la tanta sfortunata è in realtà andata a braccetto con altrettanti errori, commessi anche in situazioni del tutto favorevoli.

Il responso è chiaro. Senza una singola vittoria all’attivo e una lunga scia di polemiche, il rugby italiano torna a leccarsi le ferite uscendone sconfitto per la 22esima volta consecutiva. Ma se è vero che quello che conta è il tabellino all’80esimo, è vero anche che forse mai come prima in molti hanno visto e sentito un’Italia grintosa e capace di avere un gioco proprio. Una segnale che, per quanto insufficiente, sarebbe sbagliato ignorare.

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