A un punto morto in F1, i piloti passano alla IndyCar – I

Marcus Ericsson aveva appena compiuto 28 anni lo scorso autunno, quando all’improvviso si è trovato a doversi cercare un altro sedile. Il team di F1 Sauber gli ha tolto il posto da titolare dopo quattro anni passati a tagliare il traguardo quasi sempre in fondo al gruppo. Ericsson voleva lavorare in un ambiente competitivo.

“La Formula 1 è sempre stata più un campionato di costruttori che non di piloti” ha detto Ericsson martedì in un bar di New York. “Se non guidi una delle auto migliori, è dura mentalmente”.

Di fatto impossibilitato a fare carriera in Formula 1, essendoci solo 6 sedili nei top team della categoria, Ericsson non è mai neanche andato vicino a vincere una gara. Però aveva altre opzioni. La migliore di queste era prendere parte alla NTT IndyCar Series in Nord America.

Marcus Ericsson è alla sua stagione da esordiente in IndyCar dopo quattro anni in Formula 1 ( Kamran Jebreili/Associated Press )

Ericsson, originario di Kumla, in Svezia, ha firmato un contratto ad ottobre per un sedile da titolare al volante della Honda del team Schmidt Peterson Motorsports. La sua prima gara sarà questa domenica (il 10 marzo, N.d.T), nell’evento inaugurale della stagione sulle strade di St. Petersburg, Florida.

Ericsson dice che aveva intenzione di guidare in IndyCar da almeno due anni, aggiungendo con un sorriso: “Forse rimarrò qui per sempre”.

“Posso iniziare ogni settimana sapendo di avere una chance, qualcosa che mi mancava tantissimo in Formula 1”, dice.

Ericsson non è il primo europeo ad allungare la sua carriera passando dalla Formula 1 alle vetture Indy, che generalmente assomigliano a semplici monoposto di F1 con abitacolo e ruote scoperti, ma sono molto più difficili da guidare. Cinque ex piloti di Formula 1 parteciperanno a tempo pieno a questa stagione di IndyCar: il numero più alto dal 2003.

Credits: Andy Clary / Spacesuit Media

“Onestamente, in F1 ogni anno ci sono pochissimi piloti con una chance di essere competitivi” dice Mark D. Miles, amministratore delegato di Hulman & Company, proprietaria dell’Indianapolis Motor Speedway e della IndyCar Series.

Secondo l’organizzazione, Ericsson sarà uno dei 11 piloti della categoria ad aver già corso a un certo livello in Europa. Tra questi c’è un altro svedese, il 27enne Felix Rosenqvist, che si è unito al top team di Chip Ganassi come compagno del cinque volte campione della categoria Scott Dixon.

Il 37enne Fernando Alonso, due volte campione di Formula 1, ha intenzione di tornare alla 500 Miglia di Indianapolis dopo aver partecipato alla gara nel 2017. Emerson Fittipaldi e Nigel Mansell hanno gareggiato in IndyCar, ma solo dopo aver vinto mondiali di Formula 1.

Fernando Alonso al volante della McLaren-Honda-Andretti alla 500 Miglia di Indianapolis (LAT Photographic)

Tuttavia, la IndyCar Series, composta da 18 gare (tra cui un evento a Marzo sul Circuit of the Americas di Austin, Texas, che ospita il GP degli Stati Uniti di F1), sta guadagnando popolarità come valida opzione a tempo pieno per i piloti di F1 che non riescono a guadagnarsi un posto in un team di punta.

“Decisamente molti più piloti ci stanno pensando su” dice Max Chilton, pilota inglese di 27 anni, all’alba della quarta stagione in IndyCar dopo tre anni nel team di F1 Marussia.

“Se eccelli qui, potresti tornare in F1” aggiunge. “È decisamente possibile. Tutto è possibile. Per adesso non è nei miei piani. Il mio piano è quello di farmi valere qui.”

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Fonti

Traduzione di Francesca Scapecchi dell’articolo Stalled in Formula One, Drivers Are Moving to IndyCar Series di Dave Caldwell, pubblicato su New York Times il 9/3/2019

Link all’originale: https://nyti.ms/2EXG2QQ

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