FC St. Pauli: la lotta dei tifosi contro il fascismo e l’ascesa dell’estrema destra

La rete mondiale del St. Pauli composta da fan club antifascisti e femministi aiuta i rifugiati e lotta contro l’ascesa dell’estrema destra nel Regno Unito, in Europa e negli Stati Uniti.

“È molto importante per noi, ci sta a davvero cuore”, dice Sven Brux, capo della sicurezza al Sankt Pauli.

Parla di calcio e di una squadra tedesca unica, rinomata per la sua lotta contro il fascismo.

Brux lavora da 29 anni al St. Pauli, una squadra di calcio emblematica con sede ad Amburgo e i cui tifosi sono ben conosciuti per la loro politica di sinistra e il loro sostegno nei confronti dei rifugiati.

Orgoglioso di avere la quota più alta di tifose donne nel calcio tedesco, il club ha rimosso le pubblicità del periodico per uomini Maxim dal proprio stadio a seguito delle proteste dei tifosi per la rappresentazione sessista delle donne.

La squadra ha anche ospitato la FIFI Wild Cup, una competizione di una sola edizione vinta dalla Repubblica Turca di Cipro del Nord in cui hanno gareggiato anche Tibet e Zanzibar, nazionali non riconosciute dalla FIFA.

Grazie alla sua presa di posizione contro il neonazismo, l’omofobia e l’intolleranza in generale, il St. Pauli ha guadagnato fama a livello internazionale negli ultimi anni, vedendo la nascita di oltre 50 fan club in tutto il mondo che accolgono la sua politica e l’ethos della tolleranza e del rispetto.

Rappresentata dal Totenkopf (il teschio), la squadra milita in Bundesliga 2, la seconda divisione tedesca, e persino i tifosi più sfegatati la ritengono mediocre, anche se finora ha dimostrato un buon livello di gioco (al momento è quarta) [articolo del 22/11/2018, n.d.t].

Per molti però è casa: il Millerntor Stadium, con una capacità di 32.000 posti, offre infatti una delle atmosfere più elettrizzanti in Europa.

Come rito pre-partita, i tifosi marciano tutti assieme fino allo stadio e i giocatori entrano in campo sulle note del fragoroso inno degli AC/DC “Hells Bells”.

L’opposizione dei tifosi del St. Pauli al fascismo è evidente. Il loro slogan, Gegen Rechts (“contro la destra”), fa parte della loro essenza e molti indossano magliette con un pugno che distrugge una svastica.

Brux, che lavora al club dal 1989, ha spiegato come il St. Pauli, conosciuto come “i ragazzi in marrone”, abbia subito una trasformazione circa trent’anni fa, quando gli squatter anarchici hanno iniziato a vedere le partite in casa allo stadio.

Sven Brux lavora al St. Pauli da 29 anni.

“Erano gli anni ’80 e sempre più persone alternative, tipi di sinistra e squatter si sono trasferiti nell’area del St. Pauli.

“Dicevano, ‘andiamo a vedere un po’ di calcio’ e, allo stadio, hanno deciso di comportarsi come facevano fuori, per cui non avrebbero mai accettato alcuna forma di razzismo né hooliganismo di destra.

“È stata questa la generazione che ha iniziato ad opporsi al fascismo”.

Durante gli anni ’80 e ’90, l’hooliganismo di destra associato al neonazismo stava minacciando la sfera calcistica in tutta Europa, ma i tifosi del St. Pauli hanno preso posizione, una posizione che si è sviluppata fino a diventare la ragion d’essere del club.

Sono diventati la prima squadra in Germania a vietare ufficialmente le attività e manifestazioni nazionalistiche di destra allo stadio.

Ad oggi, non esistono gruppi apertamente di destra o fascisti al Millerntor Stadium, a differenza di altri club tedeschi che hanno avuto vari problemi con i neonazisti, tra cui i nemici giurati e rivali cittadini dell’Amburgo.

La linea antifascista è particolarmente attuale in un momento in cui l’antica frattura tra est e ovest si sta riaprendo in Germania, con bande di razzisti che insorgono per le strade di Chemnitz e il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD) che getta benzina sul fuoco.

In direzione ostinata e contraria, i fan club del St. Pauli si dedicano a vari progetti sociali proattivi e progressivi che includono il calcio multiculturale per i giovani e sostegno ai rifugiati che arrivano ad Amburgo da zone di conflitto come la Siria e l’Afghanistan.

Al picco della cosiddetta crisi dei rifugiati, il club ha accolto i nuovi arrivati invitandoli a dormire all’interno dello stadio dopo il loro arrivo nel cuore della notte.

Brux afferma che il St. Pauli sostiene attualmente organizzazioni che soccorrono i rifugiati nel Mar Mediterraneo invitandole a raccogliere fondi alle partite in casa.

Foto di Michael40001

All’estero ci sono almeno 50 fan club, tra cui lo Yorkshire St. Pauli in Inghilterra, uno dei più grandi coi suoi 130 membri.

Si riuniscono a Leeds per guardare le partite, organizzare viaggi ad Amburgo e offrire sessioni di allenamento ai richiedenti asilo e ai rifugiati.

Sostengono inoltre un’organizzazione benefica locale e hanno finanziato la Leeds Anti-Fascist Network, come afferma Chris Webster, che aiuta a dirigere il fan club dal 2012.

“Trasmettiamo le partite nei bar locali e gestiamo Football for All, un’iniziativa che offre un luogo di incontro ai richiedenti asilo e ai rifugiati”, dice Webster, che è stato ad Amburgo sei volte la scorsa stagione per veder giocare la sua squadra.

“Succedono così tante cose attorno al club, non si tratta solo di calcio”, aggiunge Webster, spiegando che l’opposizione al razzismo è un importante valore aggiunto e che lo Yorkshire St. Pauli è stato proattivo nella lotta contro l’estrema destra in Inghilterra, dove alcuni tifosi sono stati personaggi di spicco nell’ascesa di due gruppi nazionalisti estremi, la English Defence League e la Football Lads’ Alliance, entrambe coinvolte in episodi di violenza in strada.

Webster afferma che la resistenza contro l’estrema destra è cresciuta e i membri del club hanno recentemente manifestato per le strade per sostenere una contro-manifestazione organizzata dalla Anti-Fascist Network contro un’organizzazione di estrema destra.

“Il fan club riconosce che abbiamo un ruolo da svolgere in tutto questo, piuttosto che semplicemente dire ‘siamo antifascisti’.

“Dobbiamo agire in nome di questa filosofia e non limitarci a difenderla a parole”, dice.

Il suo pensiero è condiviso anche in Scozia, dove i fan del Glasgow St. Pauli, ispirati dalla scritta “Niente calcio per i fascisti” dipinta sulle tribune ad Amburgo, sfoggiano su delle magliette lo slogan “Nea Fitbaw for Fascists” [versione scozzese di “No football for fascists”, n.d.t].

A luglio è nato un nuovo gruppo antifascista nel Regno Unito. In seguito alla trasformazione della Democratic Football Lads Alliance, diventata un gruppo di destra a sostegno dell’ex leader della English Defence League, Stephen Yaxley-Lennon (Tommy Robinson), la nuova Football Lads and Lasses Against Fascism (FLAF) è nata dai tifosi che ne avevano abbastanza del razzismo.

Con il loro motto “Per l’unità della classe operaia contro il fascismo”, il gruppo si è guadagnato più di 12.000 follower su Facebook, un segno che il movimento antirazzista sta crescendo tra i tifosi di calcio nel Regno Unito.

Foto di Martin Abegglen

Anche negli Stati Uniti vi è attivismo ispirato al St. Pauli, sia a New York che a Buffalo. L’FC St. Pauli Buffalo è uno dei fan club più recenti e festeggia questo mese il suo primo anniversario.

Il fondatore, Ernie Thalhamer, afferma che tra gli scopi principali ci sono combattere contro il “fascismo dilagante” e prestare aiuto ai 15.000 rifugiati che vivono nell’area di Buffalo, persone che sono fuggite dalla guerra che sta devastando paesi come l’Iraq e la Repubblica Democratica del Congo.

Sulla stessa lunghezza d’onda, un fan club della città di New York afferma che sostenere gli emarginati è estremamente importante per i propri membri.

L’FC St. Pauli Fans New York City (alias “The East River Pirates”) è stato fondato nel 2008 e per Shawn Roggencamp, membro del club, la cultura politica del St. Pauli è importante tanto quanto l’aspetto calcistico.

Il club ha raccolto fondi per il programma “Immigrant Defense Project”, volto alla promozione dei diritti degli immigrati e legato ad attivisti che hanno organizzato le manifestazioni antifasciste a Charlottesville l’anno scorso, quando Heather Heyer è stata uccisa durante le violente proteste dei neonazisti. Il club ha poi raccolto fondi per coloro che sono stati feriti durante l’attacco.

“Il nostro gruppo è mezzo americano e mezzo tedesco, alcuni sono di Amburgo”, dice Roggenkamp.

“Alcuni membri tedeschi non erano neanche tifosi del St. Pauli, ma si sono uniti a noi per l’aspetto sociale, perché credevano nella politica ed erano interessati alla comunità.

“Non conta se il St. Pauli è la tua squadra del cuore, l’importante è che tu sia una brava persona”.


Fonti

Traduzione: Naomi Alboino

Articolo originale: FC St Pauli: Football fans unite against fascism and the rise of the far right, pubblicato il 22/11/2018 su Lacuna Magazine e reperibile al seguente link: https://lacuna.org.uk/protest/fc-st-pauli-football-fans-unite-against-fascism-and-the-rise-of-the-far-right/?fbclid=IwAR1uhq8Bqo5_g-hIyycnxSA94-Kh_i2YEiUlC42lO5fUWBoZPV8TldcgPDI


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