Un nuovo nome per il DTM: un tema molto delicato

A sentirla così, sembra un’autentica contraddizione. “Il DTM è un marchio forte”, ha sottolineato più e più volte Gerhard Berger, il boss della serie. Tuttavia, questo “marchio forte” deve cambiare nome.

Perché, ovviamente, la “D” del Deutsche Tourenwagen Masters (“Campionato Tedesco Turismo”, N.d.T.) rappresenta un intoppo, se si vuole seguire la strada dell’internazionalizzazione. Berger ha dovuto sperimentarlo sulla sua pelle nella ricerca di un costruttore che sostituisca la Mercedes. In molte case automobilistiche è ancora forte il pregiudizio che, per dirla con le parole di Berger, il DTM sia qualcosa come un club tedesco.

Politica, lobby, collusione e nepotismo sono tutti retaggi del passato che non hanno aiutato nella ricerca di un nuovo concorrente. Per questo motivo il nome della serie dovrà essere modificato per il 2020.

Per farla breve: nel 2019 vedremo per l’ultima volta la sigla DTM.

Nonostante ciò, l’amministratore delegato di ITR (ente organizzatore del DTM, N.d.T) Achim Kostron, vuole andarci cauto su questo argomento spinoso. Il lavoro sul “progetto” insieme ai costruttori e a una società di consulenza è iniziato a gennaio ed è attualmente in fase di valutazione.

Tuttavia, non è ancora detto che il cambio di denominazione debba avvenire già nel 2020. “Non voglio escludere nessuna ipotesi, è un progetto in corso. Il nuovo nome deve riflettere il prodotto. Dobbiamo pensare a un nome che rispecchi i nostri valori, la nostra vision e il nostro messaggio. Bisogna decidere esattamente su cosa concentrarsi per il futuro. Deve essere un nome che coinvolga le persone”, ha detto Kostron, intervistato da SPEEDWEEK.com.

Una cosa è certa: un cambiamento rischia di essere accolto freddamente da parte dei tifosi. In fondo, come sottolinea ripetutamente Berger, il campionato affonda le sue radici in Germania. Inoltre, il mercato tedesco rimane di gran lunga il più significativo per il DTM.

La domanda è lecita: il nome DTM non è abbastanza popolare da attrarre case automobilistiche straniere? Dopo tutto, la serie di vetture da turismo è conosciuta con questa sigla da quasi 40 anni.

Kostron, però, conferma che la “D” è davvero un problema. “Effettivamente, discutendo con i marchi, i costruttori o i team, ci troviamo di fronte a questa tematica. E bisogna affrontarla”, ha detto.

Ma Kostron afferma anche: “Stiamo osservando il problema con cautela e da molti punti di vista. DTM è un marchio forte, e il secondo più popolare dopo la Formula 1 in Germania dopo la Formula 1. Dobbiamo vedere dove vogliamo andare e come lanciare in futuro un marchio così valido”.

Ecco perché non si può escludere che la sigla attuale finisca per essere mantenuta. “Cambiare completamente il nome è un conto, conservare la sigla ma con un significato diverso è un’altra possibilità. Esistono anche delle vie di mezzo. Queste sono le tematiche che discutiamo con gli esperti”.

Le tre lettere “DTM” sono legate a doppio filo alla storia della serie fin dal 1986. Dopo l’esordio nel 1984 con il nome di DPM, ovvero “Deutsche Produktionswagen-Meisterschaft” (“Campionato tedesco delle auto di produzione”, N.d.T.), il campionato assunse il nome di Deutsche Tourenwagen-Meisterschaft, mantenuto fino al 1996. Dopo la parentesi fallimentare come International Touring Car Championship (ITC), nel 2000 il campionato rinacque come DTM, che dal 2005 è l’unica denominazione usata.

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Fonti

Traduzione di Francesca Scapecchi dell’articolo Neuer Name für die DTM: Ein sehr sensibles Thema di Andreas Reiners, pubblicato su SPEEDWEEK.com il 24/02/2019

Link all’originale: https://bit.ly/2NEIBLA

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