Tra scherma e Star Wars – Tutti pazzi per la spada laser

La nuova disciplina basata sulla fortunata saga Disney, di cui la Federazione francese di scherma ha appena organizzato la seconda edizione dei campionati nazionali, affascina nerd e praticanti di arti marziali.

Nella penombra schizzano fuori due bastoni luminosi di colore verde che iniziano ad agitarsi nell’aria. Nell’arena circolare, delimitata da una striscia colorata, i due combattenti attendono il via dall’arbitro. Il punteggio è di 10 pari. Maxime Fayt, a destra, è stato artefice di una prodigiosa rimonta ai danni di Anthony Lococo, a sinistra, grazie a due stoccate messe a segno sulla maschera dell’avversario. Il prossimo assalto decreterà il vincitore. Ma Anthony è bravissimo nella fase di “armé d’engagement“(movimento che consiste nel portarsi la spada dietro la schiena prima di sferrare l’attacco, n.d.t.) e con un tocco alla maschera dell’avversario conserva all’ultimo respiro il titolo di campione nazionale di spada laser.

Sulla trentina, pizzetto e capelli lunghi e bruni raccolti in uno chignon,
Anthony Lococo è il prototipo dell’atleta che pratica questa disciplina: è fan di Star Wars e ha praticato diversi tipi di arti marziali. Insegnante di educazione fisica, ha scoperto “per caso” questa disciplina nata meno di tre anni fa e affiliata da maggio 2018 alla FFE, la Federazione francese di scherma. Nella sua squadra nell’Essonne (dipartimento francese della regione dell’Île-de-France, n.d.t.), il campione si allena una volta a settimana. Il programma della durata di due ore prevede: “Riscaldamento con esercizi fisici, alcuni movimenti kata delle arti marziali giapponesi e tecniche di disarmo”, racconta colui che tiene anche diversi corsi con più incontri settimanali.

Spade “più dure di un osso”

Domenica 10 febbraio erano in 34 – tra cui due ragazze – venuti da tutto il paese per disputare i campionati nazionali di spada laser a Beaumont-sur-Oise. Sono stati suddivisi in quattro arene per il cosiddetto “tempo dei temerari”, ovvero la fase a gironi. Nel linguaggio Jedi, questa prima fase precede il “tempo dei coraggiosi” e il “tempo dei conquistatori”.

Sì, è meglio conoscere la saga di Guerre Stellari prima di addentrarsi in questo universo dove, tra un combattimento e l’altro, è possibile imbattersi in Dart Fener, comandante dei soldati imperiali, anche se per una questione di diritti non vedrete i loghi né sentirete i termini della celeberrima saga Disney.

La spada è composta da un manico in acciaio e un tubo in policarbonato, plastica molto resistente che comincia a essere ormai nota in Francia : “Parliamo dello stesso materiale usato per gli scudi della polizia antisommossa; è più duro di un osso”, precisa Julien, arrivato da Metz. Ai 130 euro minimo per una spada da competizione, accessorio indispensabile, vanno aggiunte poi le protezioni che comprendono maschera da scherma, pettorina e guanti da hockey o lacrosse (obbligatori), oltre a conchiglia, gomitiere e ginocchiere (opzionali).

Malgrado il costo, la disciplina si sta diffondendo rapidamente in Francia, unico paese in cui la Federazione scherma ha integrato ufficialmente l'”Accademia di spada laser”. Si contano oggi oltre 1100 iscritti in 92 società. “Puntiamo a toccare quota 2000 iscritti entro il 2020. Personalmente credo che questo traguardo sarà raggiunto senza problemi”, rivela ambizioso Serge Aubailly, segretario generale delle FFE.

“Siamo riusciti a far avvicinare i nerd allo sport, che già di per sé è fantastico, e a far interessare gli sportivi all’universo di Star Wars, nonostante in molti non avessero mai visto un episodio della saga”, si rallegra Michel Ortiz, referente nazionale per la spada laser alla FFE.

Julien, diplomatosi all’Accademia di spada laser di Metz, è in prima categoria: “Io e lo sport non eravamo mai andati d’accordo, all’inizio sono andato solo per divertirmi. Invece oggi non prendo più la cosa sotto gamba, anzi considero la spada laser un vero sport”. Frédérique, dell’accademia di Plessis-Bouchard (Val-d’Oise), prima praticava invece il naginata, arte marziale giapponese. L’annullamento di una lezione, sostituita da una dimostrazione di spada laser ha conquistato questa giovane padawan di 60 anni che lo ha trovato “troppo divertente”.

“Combattimenti belli da vedere”

Per coloro che praticano arti marziali sono necessari alcuni adattamenti, come nel caso di Jonathan Dubois, originario di Lons-le-Saunier (Jura) e venuto per “scoprire tecniche differenti e confrontarsi con altri fighter”. L'”armé d’engagement“, la mossa che permette di acquisire la priorità nell’attacco dopo essersi fatti passare la spada dietro la schiena, lo lascia infatti un po’interdetto.

Quattro arbitri appositamente formati hanno diretto i combattimenti per tutta la durata della giornata. “Controlliamo la forza dei colpi inferti e se necessario possiamo dare dei cartellini”, spiega William Smets. Si occupano inoltre di far osservare il rispetto delle regole tecniche interrompendo le azioni troppo “indisciplinate”: “Il nostro compito è quello di far sì che i combattimenti siano belli da vedere, poiché l’interesse di questo sport nascente sta anche nella sua dimensione coreografica e spettacolare.”

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Fonti

Traduzione di Andrea Palazzeschi dell’articolo di Clément Argoud “Entre escrime et chorégraphies de « Star Wars », les débuts prometteurs du sabre laser”, pubblicato il 16 febbraio 2019 su Le Monde.

Link all’originale:
https://lemde.fr/2Tkpdc7

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