L’Italia ha ancora fame di rugby: perde ma vince al Sei Nazioni contro i mostri irlandesi

ROMA Siamo nel Sei Nazioni e no, non è ancora ora di uscirne. Finisce 16 a 26 la terza partita dell’Italia nel celebre torneo dell’Emisfero Nord, giocata contro un’Irlanda sulla carta spaventosa, vincitrice di tutto quello che c’era da vincere ai Rugby Awards 2018. Gli azzurri, padroni di casa circondati dagli oltre 50 mila spettatori accorsi allo Stadio Olimpico, hanno però dimostrato di avere tanto da dire e di essere su una strada che potrebbe portare il rugby italiano fuori da quel pantano che da troppo tempo lo intrappola.

Per raccontare il miracolo bisogna partire dal primo tempo, finito su quel 16 a 12 per l’Italia che ha fatto urlare i tifosi allo stadio e saltare in piedi gli appassionati davanti alla televisione. Non basta però parlare di numeri, perché la furia italiana è in realtà prima di tutto una scarica di adrenalina che arriva quando ormai in molti pensavano di trovarsi davanti alla solita nazionale, fatta di una buona difesa ma incapace di conquistare l’ovale. Una resistenza, per dirla in altre parole, che all’11’ crolla sotto la continua pressione di un’Irlanda imperfetta ma insistente.

Al 20’ sono ancora gli irlandesi a schiacciare, consolidando un risultato che pare l’avverarsi di una maledetta profezia. Ma è in questo momento, dopo aver incassato un solo calcio di punizione, che l’Italia esplode. Sfruttando l’arroganza e la poca concentrazione di un’Irlanda boriosa e sicura di avere in tasca una vittoria facile, è Padovani a sfondare la guardia del trifoglio su un’azione offensiva orchestrata da uno strepitoso Tebaldi.

Scena che si ripete al 38’, con ancora una volta Tebaldi alla regia che sfila agilmente tra le maglie verdi. È Morisi a dipingere la vittoria dopo un passaggio lungo nelle distanze ed infinito nei tempi. I tifosi azzurri vedono quei fotogrammi a rallentatore, trattenendo il respiro ed esultando a meta segnata. Finisce così il primo tempo, con un’Italia in testa che torna negli spogliatoi sorridente e soddisfatta ed un’Irlanda che deve fare i conti con i tanti errori e l’eccessiva supponenza.

Il secondo tempo si apre con gli azzurri ancora alla riscossa, che creano occasioni lasciando tutti con il fiato sospeso. Premono l’acceleratore e fanno vacillare un’Irlanda spiazzata, ma che comunque, complici una preparazione ed un livello superiori a quelli italiani, riesce a marcare altre due mete al 49’ e al 66’, aggiudicandosi così la vittoria con il punteggio di 16-26.

Ma qualcosa è cambiato per la nazionale e tutto il tifo italiano lo ha sentito nelle ossa. La squadra ed il pubblico ne escono fieri ed orgogliosi per quel riscatto tanto agognato e che oggi, davanti ad un mostro del rugby internazionale, ha iniziato a prendere forma. Abbiamo visto la più bella Italia del Sei Nazioni. Qualcuno dirà “alla faccia di chi ci voleva fuori dal Sei Nazioni”. È stata una partita in bilico fino all’ultimo minuto. Gli azzurri hanno retto bene in campo fino alla fine combattendo con le unghie e con i denti, perdendo la battaglia contro una delle migliori squadre al mondo ma dimostrando di aver voglia di continuare la guerra. Indubbiamente gli azzurri hanno scosso e messo in discussione la convinzione di chi li dava già per spacciati.

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