5 cose da non dire mai a tuo figlio dopo una partita di pallavolo

I primi momenti post-partita sono molto delicati. L’adrenalina è ancora in circolo, le emozioni sono ancora fresche e basta poco per urtare la sensibilità del giocatore, soprattutto se giovane. Sia in caso di vittoria sia di sconfitta, certe frasi sono proprio da evitare. Vediamo insieme le 5 cose che un genitore non dovrebbe mai dire al proprio figlio quando rientra a casa dopo una partita (spoiler alert: sono anche le 5 cose che i genitori dicono più spesso in queste occasioni).

1. “MA CHE È SUCCESSO?”

Ho fatto un sondaggio tra centinaia di giocatori adolescenti e questa è la domanda più fastidiosa che un genitore possa porre. Perché? Perché implica un giudizio. Sottintende che tuo figlio abbia fatto qualcosa di sbagliato. Quando parlate sulla strada di casa (e se vogliamo ogniqualvolta parliate di pallavolo) è importante rimanere neutri. Ogni punta di sarcasmo, rimprovero o giudizio può aggravare il processo di autocritica che è già in atto nella sua testa.

2. “IL TUO COMPAGNO HA GIOCATO BENE OGGI!”

Tuo figlio è costantemente messo a confronto con i suoi compagni e con gli altri giocatori, che sia per guadagnarsi un posto nella rosa dei titolari, per ottenere l’attenzione dell’allenatore o per essere scelto nei giochi a squadre. Ogni volta che parli delle capacità di qualcun altro, è un po’ come paragonare tuo figlio a quella persona. Non importa quale sia la tua vera intenzione, parlare di altri atleti può essere doloroso e farlo stare male.

3. “HO NOTATO UN PAIO DI COSE SU CUI POTRESTI LAVORARE”

Anche quando parli con cognizione di causa, questa frase è da evitare assolutamente. Il che non è facile, soprattutto per quei genitori che in passato hanno giocato a pallavolo. Quando dai un feedback o dispensi consigli da allenatore sulle abilità di tuo figlio, inevitabilmente crei confusione. Se gli stai dicendo qualcosa di diverso da ciò che sente dire dall’allenatore, lo metterai in difficoltà. Mentre gioca, potrebbe trovarsi a pensare: “Chi devo accontentare, l’allenatore o i miei? Deluderò sicuramente qualcuno, ma chi?” Non metterlo in questa situazione. La cosa migliore per tutti è lasciare che l’allenatore faccia il suo mestiere.

4. “SEI UN VERO TALENTO”

Il talento è qualcosa di innato, su cui non si ha controllo. Elogiare il talento naturale di tuo figlio può portarlo a credere che il successo si basi più sulla fortuna o sul caso che sull’impegno e sulla costanza. L’atleta più affermata che io conosca a 7 anni era talmente scoordinata che a malapena riusciva a camminare dritta. Ora è una campionessa di ginnastica. Non aveva “talento” in sé, ma aveva passione e si è sempre impegnata moltissimo. Al contrario, ho visto atleti talentuosi mollare non appena le cose diventavano più difficili. Quando lodi tuo figlio, fai in modo di concentrarti sugli sforzi che fa e sulle cose che può controllare (ad esempio le scelte, l’atteggiamento, l’impegno).

5. QUALUNQUE COSA (SE NON HA VOGLIA DI PARLARE)

Se non vuole parlare della partita appena conclusa, non obbligarlo. Spesso le conversazioni più significative avvengono nei giorni successivi, quando la mente è più lucida e si può intavolare un dialogo costruttivo.

Dopo la partita, un giovane pallavolista vuole solo del cibo (un sacco di cibo) e sapere che tu lo ami qualunque cosa sia successa durante la gara.

Fonti

Traduzione e adattamento: Isabella Lega

Articolo originale: 5 THINGS TO NEVER SAY TO YOUR CHILD AFTER A MATCH, Rebecca Smith, pubblicato su VolleyMob e reperibile al seguente link:

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