Virginia Gómez, la giudice garbata della Dakar 2019 – Parte II

Il salto fra l’assistere alla Dakar da dietro le quinte e parteciparvi in veste di giudice Virginia l’ha fatto nel 2017, su proposta di Marc Coma, l’allora direttore sportivo. “Conoscevo Marc da molto tempo, una volta l’avevo persino escluso da una gara! Mi riteneva una persona seria e mi ha proposto come presidentessa della giuria di moto e quad”, un ruolo che ha la funzione, insieme a due commissari sportivi, di decidere le penalità e “ingoiare il rospo”. “Applichiamo il regolamento quando ci è possibile, ma se succede qualcosa che non è specificato dobbiamo essere noi a decidere come agire”.

E proprio in queste situazioni si fa largo la Virginia con il pugno di ferro nel guanto di velluto: “Sono molto esigente nella vita di tutti i giorni, ma durante la Dakar lo sono ancora di più, perché è un ruolo di estrema responsabilità e voglio fare le cose per bene”. Per questo deve essere inflessibile, anche se a volte le dispiace, come quando dovette penalizzare 63 piloti con un’ora di ritardo a causa di un errore nell’organizzazione. “Sapete cosa si prova quando un ragazzo di vent’anni viene da te in lacrime, dicendo che gli hai rovinato la vita? In quei momenti mi sento malissimo, cerco di essere al servizio di tutti con gentilezza e serenità e spiego loro il perché di una determinata decisione. Fa molto male prendere decisioni impopolari”.

Un’immagine della Dakar 2019 nel deserto peruviano

Tuttavia Virginia si sente realizzata. “Fare bene il mio lavoro ed essere imparziale mi rende felice; lavoro sodo per prendere le decisioni corrette, mi consulto con molte persone finché non ne sono pienamente convinta”, dice Virginia.

“In un ruolo come il mio si nota immediatamente che tutti cercano di essere gentili nei tuoi confronti; tutti cercano di tirare l’acqua al loro mulino, sono come dei bambini, ma mai nessuno ha oltrepassato il limite. Mi sento rispettata come donna”, afferma la giudice, che si è guadagnata il rispetto e la stima dei piloti e della federazione. “Mi fa piacere che siano contenti del mio operato. In un rally estenuante come il Dakar, la gente apprezza un volto amico, una persona gentile e incline a risolvere i problemi con gentilezza e buone maniere. Penso che avrò un futuro in questo campo”.

Diventare la direttrice di gara di moto e quad, carica al momento ricoperta da Marc Ducrocq, sarebbe un bell’avanzamento di carriera per Virginia; per ora è stata nominata direttrice di gara del Rally di Merzouga, che si terrà ad aprile. “È il banco di prova per la mia carriera futura”.

Fonti:

Traduzione di Benedetta Arsuffi dell’articolo Virginia Gómez, la juez amable del Dakar 2019 di Toni López Jordà, pubblicato su La Vanguardia il 02/01/2019

Link all’originale: https://www.lavanguardia.com/deportes/otros-deportes/20190102/453884554037/virginia-gomez-juez-amable-rally-dakar-2019.html

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