Da anomalia ad attrazione: le tribune dell’autostrada di Berlino – Parte I

Un ambizioso e inusuale progetto di ristrutturazione punta a riconvertire le tribune di un ex circuito entro il 2021.

Hamid Djadda si sporge dalle gradinate in cemento di quello che una volta era uno dei circuiti più famosi in Germania.

Inaugurato nel 1921, era un prodigio della nascente era dell’automobile. Due lunghi rettilinei, uniti da un tornante e da una sopraelevata appena prima del traguardo. Nei giorni di gara, fino a 4000 persone ammiravano piloti spericolati alla guida delle vetture più avanzate. Alcuni superavano record di velocità, altri andavano incontro alla morte.

Dopo quasi un secolo di manifestazioni sportive, tra cui gare motociclistiche e di Formula 1, la Automobil- Verkehrs- und Übungsstraße (AVUS, in italiano “Strada per il traffico e le prove delle automobili”) ospitò l’ultima corsa nel 1998. Le tribune di cemento furono lasciate a disintegrarsi lentamente.

Credits: Nate Berg

Ma dopo venti anni, le auto sfrecciano ancora. Il circuito, infatti, è stato integrato nell’autostrada 115 a ovest di Berlino. Per gli autisti di passaggio le tribune recintate, in rovina e coperte di graffiti sono una stranezza affascinante.

“È una costruzione unica al mondo” dice Djadda sovrastando il rumore del traffico, “perché siamo così vicini. Guarda!” Stende il braccio verso un enorme camion che passa nella corsia vicina, quasi toccandolo. “Non puoi smantellarla a cuor leggero”.

Quasi tre anni fa Djadda ha comprato questa anomalia autostradale, adesso sito di valore storico. Insieme all’architetto Christoph Janiesch, ha elaborato un piano ambizioso per riconvertire le tribune. Djadda vuole trasformare il malconcio edificio in una struttura vetrata con bar vista autostrada. Negli spazi sottostanti saranno costruiti uffici illuminati da una dozzina di lucernari nelle tribune. Oltre a ciò, le vetrate dell’edificio lungo 240 metri esporranno automobili d’epoca. Un autentico museo da ammirare ad alta velocità.

Credits: Oliver Kaiser/Alamy

L’edificio finito sarà uno spettacolo motoristico. La ristrutturazione in sé, però, sarà una vera opera di ingegno. I lavori sono partiti a inizio 2018 con la rimozione del tetto marcio in legno, che secondo Djadda sarà sostituito in primavera. A causa della vicinanza all’autostrada, i lavori sono consentiti solo per brevi periodi. La fine è prevista per il 2021, centenario della costruzione del circuito.

Christoph Rauhut, direttore dell’autorità per la conservazione del patrimonio culturale di Berlino, approva il progetto. “Questi sono siti difficili da conservare”, dice. “Il progetto non è un intervento invasivo, bensì una riscoperta delle caratteristiche originarie dell’edificio.”

“Ha un alto valore simbolico” concorda Richard Vahrenkamp, un esperto di logistica e dei trasporti tedeschi. Nonostante Vahrenkamp speri che il progetto conservi questo pezzo di storia, rimane scettico sul suo valore economico. “C’è troppo traffico, non è un posto adatto per organizzare eventi.”

Potrebbero interessarti anche:

La bellezza della Formula 1

Fonti

Traduzione di Francesca Scapecchi dell’articolo From autobahn anomaly to motorway marvel: Berlin’s roadside grandstands di Nate Berg, pubblicato su Guardian il 20/12/2018

Link all’originale: https://bit.ly/2HiKvSC

Tutti i contenuti tradotti in questo sito sono e rimangono di proprietà dei rispettivi autori e si intendono tradotti come tali ai soli scopi di divulgazione e informazione.

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *