Difficile? Il rugby è più facile di quanto pensi – Parte I

Sei un amante del rugby? Perfetto. Non ti piace? È possibile. Non lo capisci? Ti dimostreremo che è più semplice di quanto possa sembrare a prima vista. Non è il calcio? È proprio lì l’attrazione principale di uno sport che è emerso a braccetto con il cugino dalla palla rotonda, ma negli ultimi 150 anni si è evoluto in parallelo, con concetti molto diversi.

Origine

Sebbene all’epoca non esistessero regole consolidate, nella prima metà del XIX secolo si giocava un misto tra calcio e rugby in cui era normale prendere la palla e calciarla in avanti.

Secondo la leggenda popolare è stato nel 1823 che un ragazzo di nome William Webb Ellis (nome del trofeo dato al vincitore della Coppa del Mondo) ha deciso di correre con la palla tra le mani. Inconsapevolmente ha dato vita ad uno degli sport più popolari al mondo che ha preso il nome della città in cui William viveva. Rugby, appunto.

Tuttavia il termine calcio identificava ancora entrambi gli sport che, poco a poco, stavano prendendo strade diverse. Solo molti anni più tardi la loro separazione è stata sancita con la nascita dei primi organi ufficiali, la Football Association nel 1863 e poi la Rugby Union nel 1871.

(Foto di Jean Francois Fournier Photographe – tratta da www.flickr.com)

Regole di base

La forma più popolare di questo sport è conosciuta come rugby a 15. Durante il gioco due squadre di 15 giocatori cercano di segnare più punti possibile schiacciando oltre la linea di fondo campo una palla ovale.

Principalmente si usano le mani per passare la palla, anche se in alcuni momenti la si può calciare.

Il gioco si svolge in due tempi da 40 minuti ciascuno su un campo che ha dimensioni simili a quelle dei campi da calcio, ovvero 100 metri di lunghezza per 70 di larghezza.

La squadra vincente è quella che totalizza più punti, anche se nei gironi della Coppa del Mondo o dei campionati locali c’è la possibilità che la partita finisca in parità.

Punteggio

Il modo per ottenere il maggior numero di punti in una sola azione è segnare una meta, ovvero quando un giocatore attraversa la linea di fondo campo con la palla tra le mani e la appoggia a terra. La meta vale 5 punti.

Dopo aver marcato una meta, la squadra attaccante ha la possibilità di ottenere due punti aggiuntivi con la trasformazione, ovvero quando la palla viene calciata verso i pali, proprio come un fallo nel calcio. L’ovale deve passare in mezzo ai pali e al di sopra della traversa.

Il calcio di punizione, che vale 3 punti, si verifica quando una squadra ha la possibilità di calciare tra i pali dopo un’infrazione commessa dalla squadra avversaria.

Un’altra azione che frutta punti è il drop, che si segna quando un giocatore decide, in una situazione di gioco aperto, di calciare la palla direttamente tra i pali. La palla deve rimbalzare al suolo prima che entri in contatto con il piede. Anche questa azione vale 3 punti.

Fonti

Traduzione di Silvia Muzzupappa dell’articolo «¿Difícil? El rugby es más sencillo de entender de lo que crees» pubblicato il 18/09/2015 su «BBC»

Link: ¿Difícil? El rugby es más sencillo de entender de lo que crees

Tutti i contenuti tradotti in questo sito sono e rimangono di proprietà dei rispettivi autori e si intendono tradotti come tali ai soli scopi di divulgazione e informazione.

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *