Virginia Gómez, la giudice garbata della Dakar 2019 – Parte I

Virginia Gómez (foto di Àlex Garcia)

La prima presidentessa donna della giuria di moto ha il polso fermo, ma non perde il sorriso

Quando si parla del giudice supremo di un comitato sanzionatorio la prima immagine che scatta nella mente è quella di un signore in carne e su d’età, con un’espressione austera. Nella Dakar, le cose non potevano essere più diverse di così. Il presidente della giuria è in realtà una presidentessa, una donna di meno di 40 anni con un sorrisone stampato in faccia. La cordialità e la dolcezza di Virginia Gómez, la giudice garbata, sconcertano ma rincuorano anche chi compete per le categorie moto e quad. Virginia è ingegnere meccanico e partecipa alla Dakar rivestendo un ruolo di grande responsabilità, dopo essere stata la “super mamma” dell’atleta spagnola Laia Sanz per quattro edizioni.

La domanda è d’obbligo: “Come riesce una donna che non è mai andata in moto, nemmeno come passeggera, a far parte della giuria del rally più duro del mondo, a soli 37 anni?

“È stato il destino, anche se fin da piccola sono cresciuta in questo mondo, perché i miei genitori erano motociclisti e organizzavano i rally”, ci racconta Virginia, “la mia esperienza è stata decisiva per il mio lavoro”. Ed è un’esperienza di tutto rispetto: 18 anni in direzione gara alle corse di moto, in tutte le specialità di off road, questo grazie alla licenza di direttrice di gara, commissario sportivo e commissario tecnico, ottenuta a soli 16 anni. È una dei soli 30 ufficiali della FIM a possedere una licenza di rally cross-country. “Mi considero una professionista”, afferma.

È approdata in Dakar principalmente grazie a Laia Sanz e al suo ex marito. “Mi sono sposata con un giornalista e da lì mi sono avvicinata al mestiere: nell’agenzia di mio marito mi occupavo della logistica e dell’organizzazione di conferenze stampa, del settore amministrativo e dell’editing dei testi. Ho conosciuto poi Laia, nel 2010, alla vigilia della sua prima Dakar: ero la sua responsabile della comunicazione”.

La catalana Laia Sanz insieme a Virginia Gómez

Il suo rapporto con la pilota catalana si è consolidato velocemente: “Essere due donne in un mondo di uomini ci ha permesso di trovare un’intesa che poi è sfociata in una bella amicizia”. Così bella che Virginia le ha fatto da assistente durante il Mondiale di enduro del 2013 e l’ha accompagnata alla Dakar per quattro edizioni, dal 2014 al 2017, come tuttofare. “Nella Dakar si ha bisogno di una persona che funga anche da psicologa, nella buona e nella cattiva sorte. Quando le gare andavano bene, ne parlavamo, quando andavano male si parlava di ragazzi”, ricorda affettuosamente la Gómez. “Preparavo a Laia gli indumenti, la documentazione, così che lei potesse concentrarsi solo sulla corsa. La svegliavo, perché aveva paura di rimanere a letto, le facevo da mamma in tutto e per tutto. In questo modo lei trovava la tranquillità e il tempo per riposare”.

Fonti:

Traduzione di Benedetta Arsuffi dell’articolo Virginia Gómez, la juez amable del Dakar 2019 di Toni López Jordà, pubblicato su La Vanguardia il 02/01/2019

Link all’originale: https://www.lavanguardia.com/deportes/otros-deportes/20190102/453884554037/virginia-gomez-juez-amable-rally-dakar-2019.html

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