Juve, OM, Nazionale… la carriera di Fabrizio Ravanelli in cinque tappe

Fabrizio Ravanelli, ex attaccante tra le altre di Juve e Olympique Marsiglia, spegne cinquanta candeline. Per l’occasione “France Football” ripercorre le tappe che ne hanno contraddistinto la carriera.

La Juve, il suo “sogno da bambino”

Fabrizio Ravanelli ha all’attivo 600 partite tra i professionisti in sedici anni di carriera, di cui 160 giocate con la maglia della Juventus (1992-96), squadra per cui fa il tifo fin da bambino. Raggiunge la Vecchia Signora nel 1992 dopo aver indossato le maglie di Perugia, sua città natale, Avellino, Casertana e Reggiana. Sotto la Mole metterà a segno 68 reti incrementando notevolmente il suo palmarès con un campionato, una coppa Italia, una Coppa Uefa e una Champions League. Le buone prestazioni gli valgono anche la chiamata in Nazionale. Pochi giorni dopo aver messo a segno l’unica rete dei suoi nella finale di Champions (1-1 nei tempi regolamentari, 4-2 ai rigori) nel 1996, l’umbro mancino viene tuttavia inserito nella lista dei partenti dalla società e con una punta di amarezza si accasa in Inghilterra al Middlesbrough.

Marsiglia, l’idolo di un popolo

Dopo una stagione ricca di soddisfazioni sul piano personale (16 reti in 33 match di Premier League), ma complicata per il club con il Middlesbrough costretto alla retrocessione, “Penna Bianca” lascia l’Inghilterra nel settembre 1997 per raggiungere il Marsiglia, che sborsa per lui la bellezza di 48 milioni di franchi (7,4 milioni di euro). Marcatore e assistman già alla prima di campionato, diviene presto l’idolo dei tifosi dell’OM. Molto vicino al pubblico, che ama spesso arringare, non dimentica mai di andare a salutare i tifosi a fine partita o di incendiarli con le sue esultanze. In poco più di due stagioni nel sud della Francia, gioca 84 incontri in tutte le competizioni con 31 marcature.

Un rigore che resterà negli annali

È anche grazie a ciò che si è trasformato in una leggenda a Marsiglia. L’8 novembre 1997, poche settimane dopo il suo arrivo, “Penna Bianca” si procura un rigore al Parco dei Principi contro il PSG per un fallo dubbio di Eric Rabesandratana. Una decisione che farà discutere e di cui si parlerà e scriverà a lungo. Replay e rallenti non chiariranno mai bene la dinamica dell’intervento. Laurent Blanc non si fa però intimidire e segna la rete della vittoria marsigliese sul campo degli storici rivali (1-2).

La Nazionale, una storia d’amore tormentata

Convocato con l’Italia per la prima volta il 25 marzo 1995 per la partita contro l’Estonia, Ravanelli apre subito le marcature di un match terminato 4-1. Tuttavia il giocatore indosserà la maglia azzurra solo in 22 occasioni (tra cui due spezzoni di partita a Euro 96), mettendo a segno 8 reti. Inserito nel gruppo dei 22 per la Coppa del mondo del 1998, è costretto ad alzare bandiera bianca all’ultimo minuto a causa di una broncopolmonite. L’ultima presenza in Nazionale risale quindi al 2 giugno 1998, in un’amichevole persa con la Svezia (0-1).

La carriera da allenatore finora deludente

Passato dal centro di formazione e dalle giovanili della Juventus, dove muove i primi passi come allenatore, Ravanelli viene nominato mister dell’Ajaccio, in Ligue 1, nell’estate 2013, per essere cacciato alla dodicesima giornata, con la squadra penultima in classifica con una sola vittoria. Dopo un lungo periodo in cui rimane fermo, l’Arsenal Kiev gli riaffida una panchina nell’estate 2018. L’epilogo sarà però lo stesso: esonero dopo un inizio di stagione catastrofico (1 vittoria in 9 incontri). L’inizio dell’avventura sotto questa nuova veste non è dunque dei più promettenti…

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Fonti:
Traduzione di Andrea Palazzeschi dell’articolo di B.Ro “Juve, OM, sélection… Fabrizio Ravanelli, une carrière en cinq points”, pubblicato l’11/12/2018 su France Football.
Link all’originale: https://www.francefootball.fr/news/Juve-om-selection-fabrizio-ravanelli-une-carriere-en-cinq-points/967366
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