Tra il pubblico e il fango

Le gare di ciclocross al Parco Olimpico di Monaco di Baviera, tenutesi lo scorso 27 e 28 ottobre, sono state accompagnate da una pioggia battente. Nonostante le condizioni meteo avverse, l’Unione Ciclistica Internazionale tornerebbe volentieri a Monaco l’anno prossimo.

Un tracciato cosparso di fango e insidie

Sebastian Wagner sta lottando. L’espressione sul suo viso coperto di fango è sofferente, mentre risale la collina accanto all’anfiteatro del parco olimpico.  Le ruote lasciano solchi profondi, le piogge dei giorni precedenti hanno reso il terreno molle. Poco dopo la partenza, Wagner viene coinvolto in una caduta ed è costretto a riguadagnare terreno. Ha già 21 chilometri nelle gambe: fango, salite, sampietrini, il tutto in sella a una bici da corsa, che ha sì delle ruote più spesse rispetto a una bici da strada, ma che a differenza di una mountain bike non dispone di ammortizzatori. Wagner è più volte costretto a scendere dalla bici per poter superare alcuni passaggi particolarmente difficili da percorrere.

Quando arriva a metà dell’ultimo giro,  il campione tedesco di ciclocross Marcel Meisen alza le braccia al cielo un chilometro più avanti. Una vittoria netta per l’atleta originario di Stolberg, cittadina tedesca della Renania settentrionale – Vestfalia , che stacca di gran lunga  i rivali provenienti da più paesi. Diversamente da Wagner, Meiser è un corridore professionista di ciclocross, disciplina conosciuta anche come corsa ciclocampestre. L’obbiettivo di Wagner non era sconfiggerlo, ma classificarsi tra i primi dodici, per poter conquistare i suoi primi punti nella classifica dell’Unione Ciclistica Internazionale (UCI).

Il ciclocross, un buon modo per terminare la stagione

Wagner ha 29 anni e fa parte della nazionale marathon tedesca, il suo terreno preferito sono le corse su strada di sei ore. “Le gare di un’ora non sono proprio il mio forte. Più a lungo si corre, meglio riesco a esprimermi”. All’inizio, il ciclocross per lui era soltanto un hobby, un buon modo per terminare la stagione: “volevo prima di tutto divertirmi, partecipare a una corsa senza alcuna pressione di vincere, però poi l’ambizione è presto tornata”.

Wagner partecipa a due gare nel corso del weekend, di cui la prima è la staffetta nella serata di sabato, dove conquista il quarto posto assieme ai suoi compagni del team “Die Schwalben München”. Questo risultato lo soddisfa e ritiene che la squadra abbia fatto “bella figura”. Le piogge costanti hanno reso il percorso dell’Olympiapark ancora più difficile di quanto non lo sarebbe stato normalmente: “ci sono molti strappi ripidi, tante salite e tante discese, non si può quasi mai riprendere fiato. Anche la parte in asfalto è molto impegnativa a causa della pioggia. Una piccola disattenzione e si rischia di cadere, e a quel punto sei fuori gioco”, spiega Wagner.

Per favore, come si arriva al lavaggio bici? Chi ha intenzione di cimentarsi nel ciclocross, conosciuto anche come corsa ciclocampestre, non deve avere troppa paura di sporcarsi. (Foto: Claus Schunk)

La storia del Supercross all’Olympiapark

Il “Munich Supercross” si svolge per la sesta volta all’interno dell’Olympiapark, e per la prima volta ci sono in palio dei punti per la classifica stilata dall’ Unione Ciclistica Internazionale (UCI). “Questo era uno degli obbiettivi iniziali che ci eravamo prefissati nel 2012”, dichiara Robert Klimsa, organizzatore dell’evento e presidente del team “Die Schwalben”. L’obbiettivo a lungo termine sarebbe quello di riportare nuovamente il campionato del mondo Supercross a Monaco.  Klimsa aggiunge che “la strada da percorrere è sicuramente impervia e anche la politica dello sport deve fare la sua parte. Noi vogliamo che l’Olympiapark sia di nuovo utilizzato per il suo scopo originale, devono essere organizzati più eventi sportivi.” Il weekend di ciclocross ha mostrato il cammino da seguire.

Oltre alla gara Elite si sono anche svolte le corse delle categorie Juniores, Senior, ciclisti amatoriali e mountain bike. Sulla piazza principale del parco, la Coubertinplatz,   si sono tenuti dei workshop, nei quali alcuni grandi del ciclismo come Andreas Klöden hanno fornito consigli ai ciclisti amatoriali e mostrato loro nuove tecniche. Tuttavia, a causa del maltempo, ci sono stati meno spettatori del previsto. Mentre Klisma osserva che per lo meno adesso “ sappiamo come si presenta il peggior scenario possibile”, Roman Stoffel, anche lui tra gli organizzatori, gli risponde scherzosamente attribuendogli la responsabilità delle condizioni meteo avverse. Sebbene non ci sia moltissimo pubblico, il feedback dei corridori e dell’Unione Ciclistica Internazionale è estremamente positivo. “L’UCI ha già chiesto se sarebbe possibile ripetere il tutto anche il prossimo anno”, afferma Stoffel, che subito dopo viene distratto dagli atleti che gli transitano accanto.

Infangato ma soddisfatto: Sebastian Wagner non è riuscito a raggiungere la zona punti, ma si dice comunque soddisfatto della sua prestazione. (Foto: Claus Schunk)

Un risultato dignitoso

L’ultimo giro procede bene, Wagner scala la classifica posizione dopo posizione a suon di sorpassi. Una volta giunto al traguardo si guarda intorno, scuote la testa e dichiara:  “il livello qua era estremamente alto, ma non ho ancora idea di come mi sia piazzato.” Alla fine è arrivato un 31° posto: “è un risultato più che dignitoso, senza la caduta iniziale le cose si sarebbero fatte interessanti.”

Due gare in due giorni risultano impegnative, anche per un corridore professionista come lui, ma non c’è tempo per riposarsi. “Lo sforzo si sente molto nelle gambe. Questa sera dovrò darmi una bella lavata, domani un paio d’ore di pedalata tranquilla e poi si prosegue con l’allenamento. Tra due settimane è in programma la prossima gara della coppa tedesca di ciclocross a Stoccarda.”

La bella lavata però deve aspettare, perché Wagner ha le mani così fredde che non riesce più a muoverle. Il rammarico per la caduta è presto svanito: “è stato molto bello correre sul circuito di casa, ho sentito più volte urlare il mio nome e ho riconosciuto molte voci amiche”. Forse l’anno prossimo il meteo sarà un po’ più clemente, ci saranno ancora più voci amiche e sarà anche possibile conquistare dei punti per la classifica UCI.

Traduzione di Mattia Brizzi dell’articolo “Von Matsch und Menschen”, pubblicato su “Süddeutsche Zeitung” il 28/10/2018.
Link all’originale: https://bit.ly/2PfPnqz

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