I piloti e la comunicazione: cosa si nasconde dietro le frasi fatte di un pilota di MotoGP?

Abbiamo sentito le interviste dei piloti centinaia di volte, ma cosa si cela dietro le loro risposte?

A volte può risultare difficile capire che cosa vuole dire con esattezza un pilota di MotoGP. È uno sport estremamente competitivo, sei al centro dell’attenzione, i giornalisti analizzano ogni tua singola parola, dunque un pilota professionista deve essere molto prudente e rispondere alle domande dei giornalisti con cautela.

In questo articolo vogliamo passare in rassegna alcune delle frasi più utilizzate a mo’ di risposta nel corso delle interviste in MotoGP e cercare di svelare il loro vero significato…

I piloti durante la conferenza stampa del Gran Premio del Mugello 

1. Sono molto/abbastanza soddisfatto

Questa è sicuramente la più facile da decifrare! Si tratta di una delle frasi preferite dai piloti per stare sul vago ed eludere la domanda. Nel caso in cui un pilota voglia dire che non è contento o che ci sono dei problemi, normalmente dice “abbiamo avuto una giornata difficile”. Arrivati a questo punto ci troviamo ad un bivio: o il piloto tace e lascia trascorrere secondi di silenzio o esplode in un fiume di lamentele. L’ultima reazione è ovviamente la più divertente per lo spettatore, ma c’è da dire che si verifica raramente.

2. Il feeling era…

Eccolo, il fantomatico feeling. Per fare riferimento alle impressioni avute in sella alla moto, un pilota si sbilancia dicendo: “nell’insieme il feeling era buono” o, al contrario, cita solo i punti positivi della moto e glissa su tutto ciò che non ha funzionato debitamente.

3. Un passo alla volta/poco a poco…

Espressione molto ricorrente durante il weekend di gara, ci segnala che la situazione migliora di pari passo con i test, oppure che l’evoluzione della moto è troppo lenta per i gusti del pilota. Se la risposta è positiva, vedi numero 1 per scoprire il resto della frase.

Andrea Dovizioso e Marc Márquez rispondono alle domande dei giornalisti

4. Sono sicuro/convinto che…

Il “sono sicuro che…” è un vero e proprio classico della MotoGP e tenetevi forte: non significa niente. È sicuramente una delle espressioni più popolari all’interno del paddock, e quasi tutti i piloti la usano per generare un senso di fiducia nel futuro.

5. Non siamo competitivi/C’è ancora molto lavoro da fare

Avanti un’altra! La numero 5 è l’urlo disperato di un pilota che ancora non ha visto la luce alla fine del tunnel. È chiaro che non è contento perché non riesce a trasmettere le sue sensazioni in sella alla moto ai meccanici del team o, più semplicemente, la moto non funziona come dovrebbe. Per farla semplice, vi citiamo le parole di Colin Edwards dopo un ritiro: “la moto è una merda”.

6. Stiamo lavorando nella giusta direzione

Proprio così, devi andare dritto avanti a te e devi farlo a più di 300 km/h; scherzi a parte, questa frase denota positività e indica che, nell’insieme, il pilota è soddisfatto della moto, a meno che non ci tenga a sottolineare qualche problema particolare.

7. Ci sono stati dei problemi

Tradotto, in questo caso il pilota intende dire: “non è stata colpa mia” e attribuisce i suoi problemi ai pneumatici, al grip, alle sospensioni, all’elettronica, o allo stesso team che si porta a casa le colpe. In rarissimi casi, il pilota può affermare: “dobbiamo imparare ad adattare lo stile di guida”.

8. Sono riuscito a mantenere un buon ritmo

Leggendo fra le righe, si possono trarre varie conclusioni da questa frase. Può voler dire che la moto e le gomme hanno impiegato molto tempo a riscaldarsi, o al contrario, il pilota può essere riuscito ad imporre un buon ritmo da subito. È una frase che spesso si sente quando un pilota è deluso perché ha visto sfumare il podio per pochi secondi; di norma questo accade a causa del calo delle gomme negli ultimi giri che obbliga il pilota a rallentare il ritmo o perché non riesce a stare in scia al rivale.

9. Voglio ringraziare…

Subito dopo un risultato importante il pilota, esausto e sudaticcio, viene piazzato davanti a microfono e telecamere: lì, al parco chiuso, gli spettatori aspettano le sue prime parole post-gara. Snocciolerà una serie di nomi senza dimenticare nessuno: famiglia, amici, sponsor e, last but not least, il fanclub. Il tutto si conclude con un bacio alla telecamera e il segno della pace. E voilà, missione compiuta.

 

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Fonti

Traduzione di Benedetta Arsuffi dell’articolo “¿Qué quiere decir realmente un piloto de MotoGP?”, di Joseph Caron Dawe, pubblicato su Redbull.com

LINK ALL’ORIGINALE: https://www.redbull.com/mx-es/motogp-entrevistas-9-respuestas-habituales-pilotos

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