YOG 2018: lottatore si scusa per aver vinto

Nella finale di lotta libera dei Giochi Olimpici Giovanili di Buenos Aires 2018, lo statunitense Robert Howard è finito sotto i riflettori per un gesto di grande sportività.

La più grande vittoria della sua carriera sino ad ora e la seconda medaglia d’oro nella lotta che ha permesso agli Stati Uniti di raggiungere il Giappone, la Russia e l’Iran nel medagliere. 27 Nazioni sono salite sul podio, a dimostrazione di come in 3 giorni di gara nessuna sia prevalsa sulle altre.

Ma se nessun Paese ha dominato nel corso di 15 eventi, l’esultanza di Howard passerà alla storia come il simbolo dello spirito degli YOG.

Il sedicenne, in pedana con le scarpe dorate, sapeva che, battendo l’avversario argentino Hernan Almendra nella categoria -55kg, avrebbe infranto il suo sogno di conquistare il primo oro olimpico nella disciplina per il suo Paese. Perciò, ha deciso di sollevare il suo braccio per festeggiare assieme a lui. «Sapevo che ci teneva tantissimo a vincere. È un peccato che io gliel’abbia impedito – ha detto Howard – «Ho cercato di non fargli pesare troppo la sconfitta alla fine, ma mi dispiace essere stato io il guastafeste».

Howard ha alzato la mano di Almendra mentre i suoi fan lo acclamavano. «Ho solo dato loro ciò che volevano: il loro campione. – e prosegue – L’ho fatto commuovere. Non so se siano state lacrime di gioia o tristezza ma è stato un momento che non dimenticherò mai e credo che anche lui se lo ricorderà per un po’».

L’israeliano Mohammad Ghorbanali Nosrati prega sul tappeto dopo aver vinto l’oro nella categoria 92kg della lotta greco-romana.

Quando Howard ha iniziato questa disciplina quattro anni fa in New Jersey, il coach della palestra gli ha detto che avrebbe dovuto essere il numero uno in qualunque aspetto della sua vita. Questo consiglio lo ha aiutato a sconfiggere la timidezza e diventare un vincente. «Mi hanno solo insegnato ad essere forte, ad essere un campione. Se voglio una cose, me la vado a prendere da solo, perché lei non verrà da me». E aggiunge: «Se voglio uscire con una ragazza, vado da lei e glielo chiedo. Non ho intenzione di starmene lì seduto ad aspettare che lei venga da me. Se voglio prendere un 10 nel tema, studio per ottenerlo. È la mentalità del campione: mettersi in gioco, non solo in pedana ma anche nella vita».

Per la sua compagna di squadra Emily Shilson nemmeno l’oro nella categoria -43kg della lotta libera femminile è stato abbastanza. Ha faticato a sorridere dopo aver vinto il titolo perchè voleva che l’incontro contro l’indiana Simran Simran «andasse diversamente». Alla consegna delle medaglie ha dichiarato: «Non ho combattuto bene come avrei voluto e voglio continuare a ricercare la perfezione. Semplicemente voglio dare il meglio di me e continuare ad essere la migliore al mondo».

Con due medaglie d’argento nella lotta libera maschile e due d’oro nella greco romana, l’Iran è risultato essere il Paese più forte del Padiglione Asia. Protagonisti sono stati Amirreza Mohammadreza Dehbozorgi (45kg) e Mohammad Ghorbanali Nosrati (92kg). Per il Giappone hanno trionfato Wataru Sasaki (51kg) nella lotta greco-romana e Nonoka Ozaki (57kg) nella lotta libera femminile. Hanno anche conquistato due bronzi. Quanto alla Russia, sono saliti sul gradino più alto del podio Akhmedkhan Tembotov (80kg) e Sergei Kozyrev  (110kg) nella lotta libera maschile.

Nella lotta femminile, le altre medaglie d’oro sono andate alla svedese Emma Jonna Malmgren (49kg), la cinese Xinru Zhou (65kg) e la cubana Milaimys Marin Potrille (73kg). Nella lotta greco-romana invece hanno brillato la Georgia con Giorgi Chkkhivadze (60kg) e la Moldavia con Alexandrin Gutu (71kg). Infine, nella lotta libera maschile è uscito vincitore della categoria -48kg l’uzbeko Umidjon Jalolov.

Fonti

Traduzione di Claudia Bondi

Articolo orgininale: Hero Howard makes up for “ruining the party”

Link all’originale: https://www.olympic.org/news/hero-howard-makes-up-for-ruining-the-party

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