Intervista a Federico Roccio – Il cacciatore di stadi

Federico incarna il sogno di ogni appassionato di calcio… 

Lui non è un tifoso come gli altri. Questo ex cuoco di 29 anni ha lasciato tutto per realizzare il suo sogno: scrivere un libro sulla sua più grande passione, il calcio, o meglio, gli stadi di calcio. Per fare ciò solca ormai da diversi anni gli impianti di tutta Europa e oggi al suo attivo ne conta oltre 500. Da queste sue esperienze è nato un libro intitolato “Il cacciatore di stadi”. Tuttavia, anche dopo la pubblicazione, Federico ha continuato le sue peregrinazioni in giro per l’Europa. Di seguito l’intervista a questo grande appassionato del mondo del pallone.

Football Stories ⎜Quando è cominciato questo tuo lungo viaggio per gli stadi?

Federico ⎜L’idea è nata nel 2007. Sono da sempre un grande tifoso del Milan e in quell’anno giocavamo la finale di Champions League contro il Liverpool. L’incontro si disputava ad Atene e volevo assolutamente esserci. Il problema era che mio padre non mi permetteva di andare in trasferta perché non ero ancora maggiorenne (all’epoca avevo 17 anni anni e 11 mesi). Da quel giorno mi sono detto: “D’ora in avanti faccio quello che voglio.”

Quindi qual è stata la tua prima trasferta? 

A Lecce, per l’incontro tra la squadra di casa e il Milan. Tra l’andata e il ritorno ho impiegato 28 ore, un vero e proprio battesimo di fuoco!

Quanti impianti hai visitato? 

Ad oggi 536, senza contare quelli che ho visto solo dall’esterno, in 35 paesi, tutti in Europa.

Federico, ospite de “I soliti ignoti” su Rai 1 per presentare il suo libro”Il cacciatore di stadi”

Come scegli gli stadi? Hai una lista? 

A essere onesti, nella maggior parte dei casi è una questione di prezzo (ride). Spesso le compagnie aeree fanno offerte per determinate destinazioni e allora cerco di approfittarne. Altrimenti prendo la macchina e faccio car pooling per dividere le spese.

Sei già stato in qualche stadio francese?

Certo, in molti in realtà. Sono stato a Nizza all’epoca del vecchio stade du Ray per un match di Coppa di Francia. Se non sbaglio era un Nizza-Châteauroux. Poi anche al Vélodrome per una partita di Champions tra Marsiglia e Milan, oltre che a Nantes, Bordeaux e Lione per incontri di Ligue 1 o di Europa League.

Qual è il tuo stadio francese preferito?

Il Matmut Atlantique. Ci sono stato per un Bordeaux – Saint-Étienne e ho molto apprezzato l’aspetto moderno di questo nuovo impianto. Sennò, restando in tema di nuovi stadi mi è molto piaciuto il Groupama Stadium di Lione. Ci sono stato per Euro 2016 e per la finale di Europa League anno scorso e ho davvero un bel ricordo.

Ma non è certo lì che hai trovato l’atmosfera più bella…

No di certo, specialmente a Bordeaux (ride). Se parliamo solo di atmosfera mi ha molto impressionato la Beaujoire di Nantes.

Nelle sue numerose trasferte, Federico non perde occasione per degustare birre e specialità locali

E sempre in termini di atmosfera, qual è il tuo stadio europeo preferito?

Senza dubbio il Celtic Park di Glasgow. Lì c’è la più bella atmosfera al mondo e il clima allo stadio è qualcosa di fantastico. Ho vissuto quattro mesi in Scozia e ho avuto la fortuna di assistere a due Old Firm, il derby tra Celtic e Rangers. Ci sono stato anche in veste di tifoso nel 2013 per una partita del Milan. Il Celtic in quell’occasione ha perso 3 a 0, ma i tifosi non hanno smesso un attimo di sostenere la squadra cantando per tutta la partita, al termine della quale ci hanno invitato a bere un bicchiere insieme. Una roba da matti.

Sei mai stato al Parco dei Principi? 

No, ma è sulla mia lista. D’altronde Parigi è l’unica grande città europea che non ho mai visitato. Spero di andarci presto con la mia fidanzata. Per la cronaca, le ho chiesto di sposarmi in tribuna a San Siro durante la partita tra Milan e Fiorentina nel maggio scorso. E lei…ha detto sì!

Complimenti! E lei ti accompagna nel tuo tour per gli stadi? 

Non sempre, ma ne ha ben 94 all’attivo che direi è una cifra di tutto rispetto (ride).

Una proposta di matrimonio speciale alla “Scala del calcio”

Hai qualche aneddoto particolare da raccontarci sui tuoi viaggi negli stadi? 

In realtà no, mi dispiace deluderti. Quello che cerco ogni volta è condividere quei momenti con i tifosi locali, che sia prima, durante o dopo l’incontro. Infatti, ammetto che quando sono in uno stadio non guardo quasi mai la partita…

Il calcio è quindi una buona scusa per viaggiare? 

Assolutamente sì. Bevo birre, mangio panini, incontro gente… Come dicevo, cerco di godermi l’atmosfera, intonare cori coi tifosi, conoscere la loro cultura. Per me è questo che conta davvero. Poi colleziono figurine, quindi chiedo ogni volta ai tifosi di lasciarmene in ogni nuovo stadio che visito per conservarle come ricordo.

Quale sarà il tuo prossimo stadio? 

Sabato sarò a Brescia e la settimana prossima a Istanbul per il derby tra Galatasaray e Fenerbahce. Non sarà facile – il mio aereo atterrerà solo un’ora prima del fischio d’inizio – ma proverò a esserci!

 

Il video saluto di Federico Roccio a PalaSport

Fonti:

Traduzione e adattamento di Andrea Palazzeschi dell’articolo di Julien Choquet ” “J’ai été impressionné par l’atmosphère de la Beaujoire” : on a discuté avec cet Italien qui a visité plus de 500 stades “, pubblicato su Football Stories.

Link all’originale: https://bit.ly/2Ryhcf9

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