Nathalie McGloin: l’amore per le corse va oltre la paralisi

Nathalie McGloin non ricorda nulla del terribile incidente che le ha cambiato la vita. A soli 16 anni è rimasta coinvolta in un incidente d’auto che ha avuto come conseguenza la frattura delle vertebre C6-C7, lasciandola paralizzata dal torace in giù.

“Ad essere sincera non ricordo il momento in cui me l’hanno detto” racconta ai microfoni di CNN. “La gente me lo chiede sempre, ‘Oh, come l’hai presa? Cosa ti hanno detto?’. Non mi ricordo quella conversazione. Penso che il cervello a volte attivi dei meccanismi di protezione, ma credo che lo sapessi e basta. Penso semplicemente di aver capito che non riuscivo a sentire il mio corpo. Non riuscivo a muovermi, non riuscivo neppure a stare seduta. Ero in tracheotomia, attaccata a un respiratore.”

McGloin ha trascorso circa due mesi in terapia intensiva mentre i medici la stabilizzavano, ma una serie di complicazioni, tra cui un’infezione da MRSA potenzialmente letale, hanno fatto sì che rimanesse in ospedale per quasi un anno. Sfidando tutte le avversità, Nathalie è tornata a scuola appena dimessa ed è riuscita a completare gli studi.

Nathalie McGloin accanto alla sua Porsche da corsa

Il suo amore per il motorsport, ammette, è sbocciato tardi. Inizialmente faceva parte della nazionale britannica di rugby in carrozzina, che si stava allenando per le Paralimpiadi. Un grave infortunio, però, ha fatto crollare le sue speranze olimpiche, e nove mesi di stop hanno frenato la sua passione per questo sport.

“Quando ho provato a riconquistare il mio posto squadra, il mio entusiasmo si era già un po’ raffreddato. Beh, molto, in realtà. Sapevo che avevo bisogno di altro”.

Ed è qui che entrano in gioco le corse. Da sette anni McGloin partecipava a giornate in pista, dopo che un suo amico l’aveva convinta a mettere alla prova le proprie auto per vedere quale fosse la più veloce. Fino all’infortunio, però, aveva visto le corse esclusivamente come un “hobby costoso”. Ben presto, invece, si è innamorata di questo sport, poiché la sua disabilità non le impediva di competere contro i normodotati.

“Amo le corse perché l’unica cosa importante è la tua posizione sul traguardo alla fine della gara. Genere, disabilità, razza, religione, niente di tutto questo importa. Ciò che conta sono le tue capacità e le tue abilità alla guida. Penso che sia uno dei pochi sport che offre questa possibilità.”

Lo scorso luglio, Nathalie McGloin ha avuto l’onore di essere tra coloro che hanno consegnato i premi sul podio del GP di Gran Bretagna di F1 (Credits: JEP/LAT Images)

Attraverso la sua passione per le corse automobilistiche, Nathalie McGloin è entrata a far parte di “Dare to be different”, un’organizzazione creata dall’ex collaudatrice Williams Suzie Wolff per promuovere e incoraggiare la partecipazione delle donne negli sport motoristici.

“La promozione inizia fin dall’infanzia: vediamo bambine e ragazze provare a divertirsi per esempio con i kart, che sono il primo passo verso la Formula 1. Il nostro ruolo è quello di presentatrici, vado e mostro loro la mia auto da corsa. Stiamo solo cercando di trasmettere un po’ di entusiasmo nelle ragazze, di dire loro che il motorsport è bello, è divertente ed è qualcosa che potrebbero voler fare in futuro”.

Adesso Nathalie McGloin è presidente della Commissione FIA per la Disabilità e l’Accessibilità. Spera che la sua storia sia di incoraggiamento per le nuove generazioni di appassionati delle corse, dimostrando che né la disabilità né il genere sono un ostacolo.

“Spero di convincere le ragazze a pensare che il motorsport sia fatto anche per loro, semplicemente mostrando loro che nelle corse tutto è possibile. Insomma, sono disabile, sono una donna, e gareggio contro uomini, e a volte anche donne, normodotati. Spero che dal fatto che corro in sedia a rotelle le ragazze capiscano che il motorsport non fa così paura. Che se fino ad ora hanno visto le corse come un ambito puramente maschile, io sono l’esempio che dimostra che non deve essere per forza così.”

 

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Fonti:

Traduzione di Francesca Scapecchi dell’articolo Nathalie McGloin: how paralysis fueled a love of motorsport, pubblicato su CNN il 22/08/2018

Link all’originale: https://cnn.it/2MEUZNT

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