Il vecchio coro per Vieira? Ora inneggia a Torreira

Il nuovo centrocampista dei Gunners è già entrato nel cuore dei tifosi a suon di tackle.

L’Arsenal aspettava da tanto tempo un giocatore che chiudesse gli spazi davanti alla difesa, e non dovrebbe perciò sorprendere la velocità con cui tutti si sono affezionati a Lucas Torreira. Il minuto centrocampista è già diventato indispensabile per il gioco dell’Arsenal per la sua copertura del campo e la predilezione per tackle ed efficaci passaggi in avanti.

La motivazione di certo non gli manca, in Uruguay è cresciuto così. “È una nuova sfida per me,” afferma. “Sono il tipo di persona a cui piace lottare, me lo dice sempre mio papà. Sono felicissimo, sto familiarizzando con la città e imparando l’inglese per parlare con i miei compagni. È fondamentale, e non solo per il campo.”

Lui si dice contento dell’avventura all’Arsenal e il sentimento è a dir poco reciproco. I tifosi gli dedicano un coro nato per Patrick Vieira: aiuta che i due cognomi facciano rima, ma diciamo pure che non lo canterebbero al primo che passa. Il testo è semplice ma d’effetto: he comes from Uruguay, he’s only five-foot high, viene dall’Uruguay, è alto solo un metro e mezzo. E Torreira approva. “Mi riempie di orgoglio,” ammette. “Ogni volta che entro in campo, cantano per me o applaudono le mie giocate. Mi piace tantissimo.”

Il reparto difensivo dell’Arsenal non era esattamente il migliore la scorsa stagione, e le prime settimane di transizione verso lo stile di gioco di Emery l’hanno messo a dura prova. Non è un caso che la squadra abbia cominciato a girare meglio con Torreira davanti alla difesa e Leno dietro a spazzare, entrambi molto abili con il pallone. In particolare, salta all’occhio il controllo di Torreira negli spazi stretti.

Lucas Torreira contro Cristiano Ronaldo nel 2-1 dell’Uruguay sul Portogallo nell’ottavo di finale degli scorsi Mondiali. Odd Andersen/AFP/Getty Images

Ha dovuto pazientare un po’ per la prima partita da titolare dopo il trasferimento estivo dalla Sampdoria, ma adesso fa la differenza. “Per ora ho capito che il calcio inglese è più intenso e fisico, in tre passaggi si arriva in porta,” commenta lui. “In Italia è il contrario, tanta tattica e poco spazio per ricevere palla.”

All’inizio, tutto era una novità. “È uno stile diverso di calcio, così come sono diversi i miei compagni, ma l’importante è continuare a lavorare giorno dopo giorno. Ascolto tanto e imparo grazie ai compagni e allo staff che mi aiuta a crescere,” racconta. Sembra sentirsi già a casa.

Gioca davanti alla difesa come se ci fosse nato. È incredibile quanto poco ci abbia messo a imparare, se pensiamo al ruolo offensivo a cui era abituato quando arrivò al Pescara.

“Sono stato fortunato a trovare un allenatore che ha voluto provarmi in questo ruolo difensivo. Mi piace molto e cerco di migliorare ogni giorno,” continua. “Voglio divertirmi con i miei compagni e aiutare la squadra a vincere come fatto finora. Sono sempre disponibile ad aiutarli, sacrificandomi sia in difesa che in attacco. La cosa fondamentale per me è portare equilibrio alla squadra, dare una mano ai difensori e assistere i centrocampisti, servire gli attaccanti e fare in modo che funzioni tutto.”

Sono le piccole cose a fare la differenza, una frase che Torreira potrebbe usare anche per descrivere sé stesso.

Fonti

Traduzione di Alice Bortolosso dell’articolo Arsenal fans adapt Vieira chant to Torreira for good rhyme and reason, pubblicato sul Guardian il 26/10/2018.

Link all’originale: https://bit.ly/2qhdPgV

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *