Edna Santini, un razzo nel rugby – Parte I

Edna Santini è la stella della nazionale femminile che ha partecipato per la prima volta alle Olimpiadi. La disciplina è rimasta per più di 90 anni fuori dai Giochi

Con poco più di un metro e mezzo di altezza ed un peso di 54 kg, Edninha è già abituata ad essere scambiata per una ginnasta olimpica. Ma l’atleta, classe 1992 ed originaria di San Paolo, in realtà è la stella della nazionale femminile di rugby. Uno sport in cui la forza fisica è imprescindibile. Questa disciplina è stata una delle novità delle Olimpiadi di Rio, ritornata dopo 92 anni fuori dai Giochi.

Il fisico di Edna Santini è proprio ciò che le dà l’agilità e l’abilità per dribblare le avversarie, spesso più forti e più alte di lei. La “bassetta” della squadra ha imparato fin da subito ad affrontare rivali ancora più difficili da gestire. A 10 anni, quando ha iniziato a praticare questo sport, Edninha giocava solo con ragazzi dal momento che non c’era una squadra femminile nella sua città, São José dos Campos, all’interno di San Paolo. “Penso che mi abbia aiutato molto aver giocato con gli uomini nel diventare più forte e più veloce. Dovevo fare molti sforzi per stare lì, mi ha fatto sviluppare alcune abilità che oggi fanno la differenza” racconta a El País.

L’atleta, che soltanto a 15 anni ha trovato una squadra femminile in cui giocare, è diventata anche la beniamina dei compagni di rugby. “Loro mi difendevano sempre quando mi tiravano i capelli o se qualche ragazzo mi picchiava più forte. Durante le trasferte mi lasciavano un bagno solo per me. Era divertente essere una ragazza lì in mezzo” afferma.

(Foto di Fernando Frazão/Agência Brasil – Tratta da wikipedia.org)

La carriera di Edna ha decollato, tuttavia, nella squadra femminile, lontana dai suoi “protettori”. A 16 anni l’atleta è stata convocata dalla nazionale brasiliana e quattro anni dopo, nel 2011, ha giocato la sua prima partita ufficiale nel Women’s Sevens Challenge Cup a Dubai, negli Emirati Arabi. Da lì in poi ha già vinto il titolo di miglior giocatrice del Brasile e ha portato a casa insieme alle sue compagne una medaglia di bronzo mai vinta prima ai XVII Giochi Panamericani, disputati a Toronto, in Canada. Ha ricevuto anche il nuovo soprannome di “Pocket Rocket” per il suo fisico e la sua agilità, assieme a quello di “Neymar del rugby”, che lei ritiene comunque più adatto alla stella del calcio femminile brasiliano Marta Vieira da Silva.

Fonti

Traduzione di Silvia Muzzupappa dell’articolo «Edna Santini, um foguete no rugby» pubblicato il 4/08/2016 da Heloísa Mendonça su «El País»

Link: Edna Santini, um foguete no rugby

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