Le “3 C” di un buon capitano

Essere nominati capitano della propria squadra è un grande onore. Tale ruolo è attribuito a quegli atleti che godono della fiducia e del rispetto dei compagni poiché sanno portare la squadra nella giusta direzione. Ma da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Un capitano deve farsi un sano esame di coscienza dopo una brutta prestazione o dopo un allenamento scadente. Ci si aspetta che il capitano giochi bene nei momenti critici fino a condurre la sua squadra alla vittoria. Un vero capitano poi deve saper mantenere la calma nelle situazioni più stressanti, diventando un modello di eccellenza per i compagni. Allenatori e giocatori hanno dunque delle aspettative molto elevate nei confronti del loro capitano…ma vale davvero la pena ricoprire questo ruolo?

Secondo noi, fare il capitano è uno dei più grandi onori che un atleta possa ricevere. Eppure, molti danno per scontato questo privilegio, senza comprendere a fondo il significato delle responsabilità che comporta. Di fatto, in alcune situazioni il capitano viene scelto solamente perché è popolare all’interno della squadra, e non sulla base delle qualità necessarie a ricoprire tale ruolo. Tuttavia, fare il capitano è un lavoro serio e richiede riflessioni importanti. Per noi, un vero capitano deve avere le cosiddette 3 C: Cura, Coraggio, Coerenza.

 

Cura:

Il capitano ha una passione travolgente per lo sport in questione, per l’agonismo e per i suoi compagni. Un vero capitano mette il successo della squadra davanti alle sue esigenze personali e si prende cura di tutti i membri del team. Un capitano premuroso tratta tutti con rispetto e riconosce il contributo apportato da ciascuno. Se sorge un problema con un compagno, il capitano gliene parla in privato e in modo costruttivo per affrontare la situazione insieme e trovare una soluzione. Un vero capitano deve sapere mettere fine ai pettegolezzi e alle voci di corridoio (o di spogliatoio), per evitare che tali comportamenti distruggano l’armonia del gruppo.

Coraggio:

Il capitano deve essere sempre pronto a far sentire la propria voce, a passare dalle parole ai fatti senza timore di scontrarsi con altri, anche nelle situazioni più spinose. Un capitano deve sapere dare l’esempio al resto dei compagni. Le sue azioni devono rappresentare i valori fondamentali della squadra, in particolare nei momenti più duri. Deve essere un modello di coraggio e dedizione, delineando degli obiettivi ambiziosi e lavorando sodo per raggiungerli. Infine, un capitano deve dimostrare che ha piena fiducia nell’allenatore e nei compagni, ai quali richiede impegno affinché la squadra possa crescere.

Coerenza:

Un capitano efficace è anche un modello di coerenza. Per questo, deve dare il 100% in ogni allenamento o partita. Non può allenarsi in modo approssimativo e pretendere il rispetto dei compagni e dell’allenatore, che è necessario per guidare la squadra in modo efficace. Un capitano coerente ha anche uno stile comunicativo genuino: alcuni affermano la loro leadership attraverso le azioni, altri attraverso le parole. Per essere un capitano coerente è inoltre necessario mantenere il proprio stile comunicativo e rimanere sempre se stessi, senza fingere di essere qualcun altro.

Se un capitano ha dalla sua queste 3 C, allora otterrà anche la quarta C: credibilità. Niente è più importante dell’essere un leader credibile e autentico.

 

Ma se uno non avesse queste qualità? La buona notizia è che capitani non si nasce, ma si diventa. Per migliorare le vostre 3 C, trascorrete del tempo con i capitani che conoscete e osservate come gestiscono le situazioni più delicate. Potrete così ispirarvi a loro e acquisire le loro qualità migliori. Potete imparare tanto anche leggendo articoli e biografie dei più grandi capitani a livello professionistico. Infine, parlatene con i vostri allenatori, scoprite cosa si aspettano dalla figura del capitano e cosa dovreste fare per ricoprire quel ruolo al meglio.

Ma in ogni caso prendete seriamente il ruolo del capitano. Siate pronti a fare ciò che è meglio per la squadra, anche se vi farà perdere popolarità. E poi passate ai fatti. Imparerete tanto con la pratica, soprattutto grazie ai vostri errori.

 

Fonti

Traduzione: Isabella Lega

Articolo originale: Larry Lauer, PhD and Kevin Blue, Michigan State University, pubblicato sul sito Association for Applied Sport Psychology:

https://appliedsportpsych.org/resources/resources-for-athletes/the-3-c-s-of-being-a-captain/

 

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