Ironman Italy 2018: Boecherer e Zanardi sono gli uomini d’acciaio della Romagna

Lo scorso fine settimana, in Emilia Romagna si è svolta la seconda edizione di IRONMAN, la gara di triathlon più dura ed emozionante. 3,8 km a nuoto, 180 km in bici e 42,2 km di corsa da percorrere in un tempo massimo variabile tre le 16 e le 18 ore. Solo così si può indossare la maglietta dell’ironman finisher e tentare di aggiudicarsi lo slot per i campionati del mondo a Kona, Hawaii.

Il 22 e 23 settembre la città di Cervia e altre località romagnole hanno messo le proprie bellezze naturali a disposizione di più di 2300 triatleti dai 18 ai 74 anni provenienti da 60 Paesi. Professionisti, amatori e Ironman virgin (così viene chiamato chi affronta un Ironman completo per la prima volta) hanno sfidato se stessi in una gara durissima fisicamente e psicologicamente.

Le caldissime temperature e la presenza di meduse in mare hanno contribuito a inasprirla, tant’è che 300 atleti hanno mollato la gara anzitempo. 2000, tuttavia, sono arrivati in fondo e hanno potuto indossare la maglietta dell’ ironman finisher, riservata solo a chi completa il percorso. Di questi, solo i vincitori delle categorie PRO maschili e femminili e quelli di ogni gruppo d’età si sono qualificati per i mondiali di Kona.

Il trentacinquenne di Friburgo, Germania, Andi Boecherer si è confermato l’uomo d’acciaio più veloce della gara romagnola per il secondo anno consecutivo, giungendo alla finish line dopo sole 8 ore 1 minuto e 50 secondi. Favorito, è partito con il pettorale numero 1 alle 7.30 del mattino dalla spiaggia libera di Cervia e ha percorso il tratto a nuoto in 47’55’’, la frazione in bici in 4h18’31’’ e la maratona in 2h48’43’’. Staccando i connazionali Michael Ruenz, Julian Mutterer e Lukasz Wiojt rispettivamente di 18’20’’, 21’48’’e 24’5’’, si è così aggiudicato lo slot per i mondiali che si svolgeranno il prossimo 13 ottobre. Occupano il quinto e sesto posto del podio della categoria PRO maschile Reece Barclay, britannico, e Zoltan Petsek, ungherese.

La “ironwoman” di Ironman Emilia Romagna 2018 è Daniela Saemmler, che ha tagliato il traguardo in 9 ore 5 minuti e 49 secondi. Dietro di lei l’ungherese Gabriella Zelinka (9h19’51’’), l’austriaca Bianca Steurer (9h22’19’’) e un’altra tedesca, Carolin Lehrieder (9h28’22”). Quarto posto per la nostra Federica De Nicola a + 23’10” dalla prima, mentre chiude il podio la finlandese Heini Hartikainen (9h43’18”).

Quest’anno più che mai la competizione ha regalato grandi emozioni, con il debutto di Alex Zanardi a Ironman Italy. Il fatto che Ironman non preveda una vera e propria categoria dedicata agli atleti diversamente abili non ha fatto alcuna differenza per il bolognese, che ha concluso la gara in 8 ore 26 minuti e 6 secondi. Un’ora in meno dei triatleti normodotati del suo range d’età e quinto posto assoluto, a soli 25 minuti da Andi Boecherer. E, come se non bastasse, con questa performance Zanardi ha superato il suo record personale fatto ad Ironman Barcelona 2017, con il quale aveva già abbattuto il muro delle 9 ore e registrato il record mondiale della categoria disabili.

Fra le altre performance strepitose di quest’edizione ricordiamo quella della cesenate Rita Gabellini, prima della categoria femminile più anziana della competizione (60-64 anni) e quella degli atleti della categoria maschile 70-74 anni. Ma è da ammirare soprattutto l’unico e leggendario triatleta della fascia d’età compresa tra i 75 e gli 80 anni: il tedesco Siegfried Schmidt ha percorso le tre frazioni in 14 ore 43 minuti e 26 minuti, dimostrando che che l’età è solo un numero.

All’interno della cornice dell’IRONMAN Italy, Emilia-Romagna uno spazio speciale è stato riservato ai più piccoli: al pari degli atleti adulti, i giovanissimi di età compresa tra i 5 ed i 15 anni hanno vissuto per la prima volta l’emozione di sfidarsi nel cuore della manifestazione, dimostrando di essere dei veri IRONKIDS. Si è trattato di una gara non competitiva, consistita in una duplice prova di nuoto e corsa a distanza variabile in base all’età dei partecipanti, che ha riscosso un enorme successo.

La domenica, infine, si è disputata sulle coste romagnole la 5150, una gara di triathlon a distanze olimpiche che ha visto la partecipazione di 600 atleti dall’Italia e dal mondo. Chissà che questi non diventino gli ironman vergin dai braccialetti verdi del prossimo anno.

 

Articolo a cura della redazione di PalaSport

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