La “racchetta spaghetti” che sfidò le regole del tennis

Quarant’anni fa, il giovane Michael Fishbach, numero 200 al mondo, conobbe un improvviso successo agli US Open di tennis grazie a una speciale arma segreta…

Di recente sono state innescate due polemiche in rapida successione legate all’abbigliamento di due giocatrici di tennis: l’Americana Serena Williams, il cui completo nero sfoggiato al Roland-Garros non è stato affatto gradito dal presidente della Federtennis francese, e la Transalpina Alizé Cornet, sanzionata con un warning durante gli US Open per essersi levata la maglietta indossata al rovescio nel corso di un incontro.

Alizé Cornet e Serena Williams negli ultimi tempi hanno fatto molto discutere per due vicende extra sportive legate al loro abbigliamento…

Questi due episodi fanno ben intendere quanto gli organizzatori dei tornei del Grande Slam siano talvolta scrupolosi e intransigenti. Tuttavia, le regole del tennis non sono sempre state così puntigliose, ma si sono piuttosto evolute col tempo. Una tra le dimostrazioni più lampanti di ciò è rappresentata dalla celebre “racchetta spaghetti” dell’Americano Michael Fishbach. Una vicenda sorprendente che il New York Times è andato a ripescare dai suoi archivi venerdì 31 agosto, in concomitanza con il terzo turno dello slam sul cemento di newyorchese.

È la fine dell’agosto 1977 quando questo giovane giocatore di 23 anni si presenta sui campi dello US Open. Noto per il carattere stravagante e per lo stile di gioco singolare, Fishbach pensa di aver finalmente trovato la soluzione per abbandonare l’anonima posizione occupata nel ranking (200esima mondiale): una racchetta iconoclasta, con un’incordatura inghirlandata con cordoncino in nylon per tende veneziane, tubi di plastica e nastro adesivo. Il giocatore stesso aveva confezionato personalmente questo curioso strumento seguendo le indicazioni di un orticoltore tedesco patito di tennis, Werner Fischer.

“Non si sa mai quello che può succedere con quel maledetto arnese”

La mitica incordatura in stile “spaghetti”

Il risultato non delude le aspettative, almeno nei primi due turni del prestigioso torneo americano. Fishbach riesce infatti a battere due avversari ben più in alto nelle classifiche grazie ai rimbalzi imprevedibili creati dalle asperità di questa speciale racchetta. La sua corsa si ferma però al terzo turno quando viene battuto da John Feaver, che a margine dell’incontro dichiarerà: “Non si sa mai quello che può succedere con quel maledetto arnese.” Altri tennisti cominciarono presto ad utilizzare questa racchetta strampalata, come Ilie Nastase al Grand Prix di Aix-en-Provence nell’ottobre 1977, contro un avversario furioso che alla fine abbandonerà il campo.

La collera degli “antispaghetti” però monta rapidamente fino a giungere alle alte istanze del tennis: la federazione americana, seguita a stretto giro dalla federazione internazionale, introducono allora un divieto temporaneo alla racchetta, la cui condanna definitiva viene sancita nel maggio 1978 quando si stabilì che l’incordatura “deve essere uniforme”. Da quel giorno dunque i tennisti dovettero dire addio alla mitica “racchetta spaghetti” di Michael Fishbach.

Michael Fishbach con la racchetta che lo ha reso celebre in tutto il mondo

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Fonti

Traduzione di Andrea Palazzeschi dell’articolo US Open : en 1977, une étrange raquette « spaghetti » défie les règles du tennis, pubblicato su “Le Monde” il 31/08/2018.

Link all’originale: https://lemde.fr/2xpPRUd

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