L’Editoriale del Bar Sport @Serie A

Dopo un’estate all’insegna dei grandi trasferimenti, finalmente è iniziato il campionato di calcio.

Presto, dopo sole quattro giornate, per tirare le somme, ma il mese passato ci ha dato un’idea di quello che potremmo aspettarci dal futuro prossimo della nostra Serie A, già con qualche (precoce) delusione e altre (piccole) piacevoli sorprese. In primis la Spal, che con 3 vittorie – Bologna fuori casa, Parma e Atalanta al Mazza – è seconda a 9 punti alla pari del Napoli, dietro alla sola capolista Juventus (a punteggio pieno a 12 punti). L’altro esempio – non del tutto nuovo – di piacevole underdog alla ribalta è invece il Sassuolo, che con De Zerbi – allo scorso anno alla guida del Benevento – sembra aver trovato la forma dei giorni migliori. Di fatto la retrocessione dei campani lo scorso anno non rendeva giustizia al lavoro fatto dal tecnico bresciano in Serie A. Pur senza l’undici toto-italico che tanto piace a Squinzi, i neroverdi dopo 3 giornate erano secondi (con i 7 punti attuali) prima di essere fermati dalla doppietta di Cristiano Ronaldo, ai suoi primi gol in Serie A e con la maglia della Juventus. La squadra non si dà per vinta – in gol al 92’ contro la Juventus in una partita che sembrava finita – e gioca un buon calcio, anche grazie ai nuovi innesti – fra tutti Boateng, al grande ritorno – e a un ritrovato Berardi. Proprio quest’ultimo – interista sfegatato, dicono – ha regalato la prima sconfitta dell’anno all’Inter (su rigore, ndr), che aveva condotto, in termini di qualità, un mercato secondo soltanto a quello della Juventus, avendo portato alla Pinetina – fra gli altri – Nainggolan, De Vrij e Keita. Non tre scartine. Lo so, sto passando di palo in frasca, ma di carne sul fuoco ce n’è tanta.

Di Marco esulta contro la sua Inter, il Parma sbanca San Siro.

I tifosi nerazzurri si aspettavano forse qualcosa di diverso, magari un Modric in più o i riscatti di Cancelo o Rafinha. Sta di fatto che il girone di ferro in Champions (*see Tottenham*) e le prime uscite in Serie A non fanno ben sperare. Quattro punti in quattro giornate, una vittoria, un pareggio e due brutte sconfitte contro Sassuolo e Parma. Aspettiamo l’Europa – davvero? – per un commento più organico. Gli stessi punti (con una partita in meno), ha il Milan, che ha cambiato assetto societario mollando i cinesi – finalmente! – e abbracciando il “nuovo-vecchio” trio di leggende rossonere: Gattuso, Leonardo e Maldini (alla sua prima esperienza da dirigente). Un Milan che ha mostrato da un lato dei pregi già visti lo scorso anno – in primis il gran cuore e la fisicità, oltre che un pubblico ritrovato – ma che scopre lentamente nuovi difetti, fra tutti la difesa e la mancanza di un leader ben definito, ruolo cui tuttavia sembra destinato Gonzalo Higuain, fresco di arrivo dalla Juventus. Proprio dai bianconeri è arrivato l’altro colpo grosso – non di grande esperienza, ma di grandi speranze – che risponde al nome di Mattia Caldara. Per molti un affare – oh, prendi un ventiquattrenne per un trentunenne vez – per molti un azzardo – vez ma ti vendi il capitano e gli fai pure il favore di piazzargli Higuain? – di fatto il Milan non spende (o poco) e si trova due giocatori forti. Butta via…

Un commento sulla Roma? Oramai la conosciamo, è un diesel. Come ogni anno ha ceduto tanto comprando tanto. Dovrà per forza di cose prendersi del tempo per sistemare alcuni meccanismi. La Champions è alle porte, il girone sembra di quelli morbidi. Per ora i tifosi – pur avendo vinto solo alla prima giornata contro il Torino, manco tanto bbene – dormono sonni tranquilli. Più a Sud, a Napoli, è arrivato Re Carlo Ancelotti, che nonostante la débacle di Genova (3-0) contro la Samp – che sapeva un po’ di blackout e sfiga unite a un’overperformance dei blucerchiati – ha portato in dote ai partenopei ben 9 punti, rimanendo saldamente seconda dopo 3 partite difficili con Milan, Lazio e Fiorentina. L’ambiente tuttavia non appare entusiasta come con Sarri: Maurizio se n’è andato e non ritorna più, il treno del Chelsea se l’è portato via e con lui “il bel gioco” e il grande duello a distanza con Allegri. Adesso il Napoli assomiglia più alla sua versione quadrata che evocativa, e permangono dei dubbi.

Quanta tamaraggine ma quanta bellezza c’è in questa foto?

Il Napoli, tuttavia, è sempre forte, sappiamo che è forte, e perciò non ci preoccupiamo. Sarà bello vedere come evolverà, dopotutto un ciclo era finito ed era giusto ricominciare (*bye Maurizio*). Piccola postilla sulla Samp (con annessa rivincita su Defrel che a Roma “era scarso”): quattro giornate, quattro gol, spettacolo contro Napoli e Frosinone. Quagliarella fa quello che gli pare. Tanto oramai è vecchio e non deve più competere, può solo BRILLARE come un diamante. Chiudo con un accenno sull’Atalanta, che dopo aver fatto il colpaccio con Zapata – un mostro – e Rigoni non ha tuttavia dato ancora gas. Anzi, persa l’Europa League contro il Copenhagen (per colpa dell’ex Cornelius), il gruppo orobico appare a tratti depresso: il 4-0 al Frosinone l’unico lampo, poi tre punti contro la Roma (praticamente fatti) persi un po’ così e via le sconfitte con Cagliari e Spal. Gasperini, che succede?
Con questo dolce sole di fine estate, vi lascio con delle domande, qualche spunto, e più che altro un nudo specchio (già a questo punto?) di questo primo mese di A.
“Au revooooiiiir” (cit.).

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