Roland-Garros 2018 : Palermo si gode il “miracolo Cecchinato”

Martedì sera nel capoluogo siciliano tutti sembravano essere diventati d’un tratto membri della famiglia di “Ceck”, il carnefice di Djokovic.

Al ristorante Pizzi Cotto, vera e propria istituzione del quartiere Favorita, un cellulare passa di mano in mano tra i tavoli accompagnato da grida e cori. Sullo schermo la leggenda del tennis americano John McEnroe, oggi commentatore per Eurosport, chiede: “Ma come diavolo si pronuncia? Tchetchinato? Kekinato?” “Si chiama Marco Cecchinato e vi ricorderete a lungo di questo nome”, tuona tra le risate uno dei presenti che afferma di essere un “cugino alla lontana” del tennista siciliano che ha realizzato un autentico exploit martedì 5 giugno al Roland-Garros, qualificandosi per le semifinali a spese del serbo Novak Djokovic.

Stasera a Palermo davvero tutti sembrano essere parte della famiglia di “Ceck”(soprannome con cui viene chiamato il giocatore italiano). Sensazione ancor più evidente al Tennis club Palermo 2, in via S. Lorenzo, sui cui campi in terra rossa il giovane Cecchinato ha cominciato a tirare i primi colpi nel 1999.

Nel pomeriggio, i parenti del giocatore venticinquenne si erano riuniti nella hall del piccolo circolo palermitano che conta una decina di campi. Su uno schermo televisivo poco più grande di quello che si potrebbe trovare nella casa di una famiglia siciliana media, i tifosi della rivelazione di questa edizione del Roland-Garros hanno seguito l’incontro tra il loro beniamino – che si era presentato ai nastri di partenza del torneo senza neanche una vittoria all’attivo in un match del Grande Slam – e l’ex numero 1 al mondo. Unici assenti giustificati, la fidanzata Gaia e i genitori di Cecchinato, che sono volati a Parigi lunedì dopo il match degli ottavi vinto contro il belga David Goffin.

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L’esultanza di Cecchinato dopo aver messo a segno un colpo vincente

“È un sogno, non posso crederci”

Dopo un tie-break mozzafiato nel quarto set – “Guardalo lì, sta mettendo i nostri nervi a dura prova”, si arrabbia una donna seduta in ultima fila -, si ritrovano tutti a esultare. La nonna di Marco non riesce a smettere di abbracciare tutti quelli che la circondano e che gridano al “miracolo”.

Lo zio, Gabriele Palpacelli, presidente del comitato FIT Sicilia, non riesce a trattenere le lacrime. “Non riesco neanche a parlare, è un sogno, non posso crederci”, afferma commosso colui che è stato il primo a iniziare Cecchinato alla nobile arte del tennis. “Viva il tennis siciliano!” urla ancora, sperando che la straordinaria prestazione del suo pupillo permetta di “far conoscere il lavoro fatto dal circolo”.

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Novak Djokovic si congratula con Cecchinato al termine dell’incontro

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“Chi era stato l’ultimo?”

È superfluo dire che Palermo non si aspettava certo di scoprire un simile campione. Martedì pomeriggio in centro era necessario vagare un bel po’ prima di trovare un locale che trasmettesse l’incontro, diffuso in esclusiva da Eurosport. I clienti del Caffè del Kassaro hanno impiegato una ventina di minuti per trovare il famigerato quarto di finale su un sito di streaming.

“In una settimana abbiamo portato alla ribalta un capo di governo e un giocatore di tennis, entrambi sconosciuti”, afferma compiaciuto sulla terrazza Michelle Vallo, muratore palermitano di 47 anni, riferendosi anche al nuovo Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ex accademico che fino alla settimana scorsa non aveva mai fatto politica. “Non potevate prevederlo, eh? Beh, in realtà neanche noi”, esulta quest’uomo col vocione, che per festeggiare offre un giro di bevute ai clienti in terrazza, felice di “vedere che finalmente si parlerà in maniera positiva dell’Italia, le cose stanno cambiando”.

Bisogna ammettere che gli Italiani avevano perso l’abitudine ad esultare per i successi dei loro connazionali nel tennis, almeno in campo maschile. “Chi era stato l’ultimo?”, chiede un cliente del Kossaro. I volti attorno a lui mostrano un certo smarrimento. “Se si fosse parlato di calcio non avrei avuto dubbi, ma sul tennis…”, ammette Giuseppe, liceale di 17 anni, che tenta di guardare l’incontro sullo schermo del cellulare. Bisogna infatti tornare indietro nel tempo di quaranta anni per ritrovare un Italiano in semifinale a Parigi. L’ultimo a riuscire nell’impresa era stato il friulano Corrado Barazzutti, ex numero 7 del ranking. “Questa volta però vale ancora di più poiché è stato un Siciliano a farlo”, rincara Giuseppe.

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Corrado Barazzutti, ultimo semifinalista italiano a Parigi

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, non si è fatto cogliere impreparato e si è a sua volta congratulato per una vittoria che “proietta Palermo e l’Italia nella storia del tennis mondiale”. Marco Cecchinato aveva tuttavia lasciato la città ancora giovane per andare inizialmente ad allenarsi a Caldaro, sulla strada dei vini del Sud-Tirolo, poi a Bordighera, vicino alla frontiera francese, e infine a Bologna dove ha incontrato il suo attuale coach. A ogni modo il miracolo compiuto sulla terra rossa del Suzanne Lenglen resta per il primo cittadino siciliano “la migliore dimostrazione che Palermo è la capitale italiana della cultura sportiva”.

 

Fonti

Traduzione di Andrea Palazzeschi dell’articolo di Charlotte Chabas: “Roland-Garros 2018: Palerme se prend de passion pour le « miracle Cecchinato »”, pubblicato il 6 giugno 2018 su Le Monde.

Link all’originale: https://www.lemonde.fr/roland-garros/article/2018/06/06/roland-garros-2018-palerme-se-prend-de-passion-pour-le-miracle-cecchinato_5310167_1616946.html

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