Anche gli avversari vogliono il peruviano Guerrero al Mondiale

Il capitano del Perù, squalificato per 14 mesi dopo essere stato trovato positivo alla cocaina, andrà a perorare la sua causa al cospetto della FIFA. Intanto, oltre al sostegno di tutto un paese, ha ricevuto anche quello degli avversari che denunciano una punizione eccessivamente severa.

Tutti vogliono la star del calcio peruviano Paolo Guerrero al Mondiale di Russia: compagni di squadra, connazionali, governo e perfino gli avversari. L’unico ostacolo che si frappone tra il capitano del Perù e il primo Mondiale della sua carriera, nonché il primo per il suo paese dopo 36 anni, è una squalifica di 14 mesi per doping, confermata la scorsa settimana dal Tribunale arbitrale dello sport (TAS).

Questa decisione inappellabile non ha fatto altro che alimentare una mobilitazione ormai su scala mondiale a difesa del giocatore, la cui squalifica è considerata come un’esagerazione e da alcuni perfino come un vero e proprio scandalo internazionale.

Il caso ha vissuto un nuovo importante capitolo lo scorso martedì 22 maggio a Zurigo. Guerrero ed Edwin Oviedo, presidente della FPF, la Lega calcio peruviana, si sono infatti recati personalmente in Svizzera per esporre la propria versione dei fatti di fronte al presidente FIFA Gianni Infantino. La speranza, per quanto ridotta al lumicino, è quella di ottenere un’amnistia.

Nella difesa della sua causa, il capitano del Perù ha ottenuto l’aiuto inaspettato dei capitani delle squadre che la sua Nazionale affronterà nel gruppo C della Coppa del mondo. Il danese Simon Kjaer, l’australiano Mile Jedinak e il francese Hugo Lloris si sono uniti al Sindacato dei giocatori professionisti (Fifpro) per chiedere alla FIFA che Guerrero sia “autorizzato a guidare la sua nazione e a vivere quello che sarà uno dei momenti più belli della sua carriera.”

Gli argomenti si basano tanto sulla sfera emotiva…

“Il Perù è di ritorno ai più alti livelli dopo un’assenza lunga 36 anni (…) secondo il nostro punto di vista sarebbe un chiaro errore estromettere il giocatore da quello che sarebbe il punto più alto della sua carriera, un obiettivo per il quale ha lavorato duramente per tanti anni.”

…quanto sui fatti :

“FIFA e TAS hanno riconosciuto che Guerrero non aveva assunto volontariamente la sostanza e che questa non presenta effetti che permettono di migliorare la prestazione sportiva. Alla luce di ciò non è chiaro perché sia stato punito in maniera così severa e dannosa per la sua carriera.”

La sostanza incriminata è la benzoilecgonina, il principale metabolita della cocaina, rinvenuta il 5 ottobre 2017, in occasione di un controllo a margine dell’incontro delle Qualificazioni mondiali contro l’Argentina. Il giocatore assicura che non si tratta di cocaina, ma di residui di foglie di coca contenuti in una tazza di tè utilizzata prima del match.

In un primo tempo la FIFA l’aveva sospeso per un anno prima di ridurre la sanzione a sei mesi. In questo modo Guerrero sarebbe potuto tornare in campo prima del Mondiale. Tuttavia sia i legali del giocatore che l’Agenzia mondiale antidoping (AMA) hanno fatto appello: i primi per far annullare la squalifica, i secondi perché la stessa tornasse a essere di un anno. Il TAS ha deciso di spingersi perfino oltre: squalifica di 14 mesi, pur riconoscendo che il prodotto non ne ha potuto migliorare le performance in campo. Le decisioni del TAS sono infatti inappellabili, se non di fronte alla giustizia extra sportiva.

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Salvare il “Predatore”

In Perù il trattamento riservato a Paolo Guerrero è vissuto come una profonda ingiustizia. Dopo la qualificazione al Mondiale, la prima dal 1982, tutto il paese ha catalizzato la propria attenzione sulla competizione. La settimana scorsa, una volta venuti a conoscenza che il loro miglior cannoniere sarebbe stato escluso dalla rassegna iridata, il futuro del “Predator” si è trasformato in una causa nazionale.

Migliaia di persone hanno sfilato domenica 20 maggio a Lima, capitale del paese, per sostenere il capitano detronizzato. La folla si è inizialmente raccolta attorno alla casa della madre di Guerrero nella periferia di Chorillos, prima di dirigersi, famiglia del martire alla testa del corteo, verso l’Estadio nacional. I colori dei manifestanti erano il rosso e il bianco della selección e il nome del corteo un sobrio “Tutti vogliono Paolo Guerrero al Mondiale di Russia 2018.”

Il Perù sta tentando faticosamente di rialzarsi a seguito della crisi politica provocata dalle dimissioni dell’ex presidente Pablo Kuczynski a marzo. Il nuovo presidente,  Martin Vizcarra, ha comunque promesso che metterà in campo tutti i mezzi a disposizione dello Stato per aiutare Guerrero “poiché abbiamo l’obbligo di sostenere tutti i Peruviani all’estero, tanto più quando si tratta del nostro capitano che tanto che saputo dare al paese.”

Il viaggio di Guerrero in Svizzera è seguito in tempo reale in patria. È possibile seguirne arrivi e partenze collegandosi all’account Twitter della Federazione o sui media (41 articoli sul tema in 48 ore solo sul giornale La Republica) per scoprire ad esempio che l’attaccante ha perso la coincidenza ad Amsterdam. Prima di conoscere l’esito della vicenda che lo vede protagonista, Guerrero ha registrato un video (che ha fatto circa 900.000 visualizzazioni in una giornata) per ringraziare i suoi sostenitori, in cui afferma:

” Si è riaperta una possibilità di giocare il Mondiale. È il mio sogno più grande (…). Spero di poter tornare a casa con buone notizie.”

I suoi legali hanno lasciato intendere che se l’incontro con Infantino non dovesse portare i frutti sperati, si riserverebbero il diritto di adire direttamente la giustizia svizzera nella speranza di ottenere la sospensione della decisione del TAS prima del 4 giugno, data ultima per i giocatori per aggregarsi alle rispettive Nazionali in vista dell’inizio della Coppa del Mondo, previsto per il 14 giugno.

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Guerrero con la maglia del Flamengo, il club brasiliano per cui milita.

Fonti

Traduzione di Andrea Palazzeschi dell’articolo di Luc Vinogradoff “Coupe du monde : suspendu pour dopage à la cocaïne, le Péruvien Guerrero est soutenu même par ses adversaires”, pubblicato su Le Monde il 22 maggio 2018.

Link all’originale: https://www.lemonde.fr/mondial-2018/article/2018/05/22/coupe-du-monde-suspendu-pour-dopage-a-la-cocaine-le-peruvien-guerrero-est-soutenu-meme-par-ses-adversaires_5302825_5193650.html

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