Perché il PSG deve costruire il suo progetto attorno a Cheick Diabaté

Cheick è la sola e unica speranza per il Paris Saint Germain di conquistare la Champions…

Anche in questa stagione il PSG ha passeggiato in campionato e steccato in campo europeo. Il carnefice dei Transalpini è stato stavolta il Real Madrid che grazie al solito decisivo Cristiano Ronaldo ha letteralmente strapazzato i Parigini dominando gli ottavi di finale. Nonostante l’approdo sotto la Tour Eiffel di Neymar, alla squadra manca ancora qualcosa per arrivare al livello dei vincitori delle ultime due Champions League, ossia un cannoniere capace di esprimersi ai più alti livelli, proprio come CR7 in occasione dei match decisivi. Per questo ci sentiamo di dare un consiglio per gli acquisti al PSG: comprate Cheick Diabaté, il mostro di Benevento. Il perché è presto detto.

Per rimpiazzare Edinson Cavani

Edinson Cavani ha segnato tanto anche quest’anno, ma i giudizi dei parigini su di lui sono tutt’altro che concordi. Troppo irregolare sotto porta, non abbastanza decisivo nei match clou: le critiche non mancano e portano a ipotizzare un divorzio già quest’estate che finirebbe per portare a Parigi un nuovo numero 9 a cui affidare le chiavi dell’attacco.

E per quanto alcuni pensino che Mbappé potrebbe ricoprire quella posizione, perché non ingaggiare al posto dell’Uruguaiano un attaccante di caratura mondiale come Cheick Diabaté? Uomo salvezza del Metz l’anno scorso, goleador del Bordeaux per sei stagioni, il Maliano sta attualmente spaccando in Serie A dal suo arrivo a Benevento.

I numeri lo dimostrano: Cheick Diabaté ha messo a segno 7 reti in 8 incontri disputati con i Campani divenendo già l’idolo della piazza. E se finora si è spesso presentato come potenziale salvatore delle squadre che lottano per la salvezza, perché non provare a imporsi come titolare anche in una formazione che ambisce alla vittoria della Champions? La pressione, un fattore che galvanizza il grande Cheick e annienta i Parigini da tante stagioni ormai, non cambierebbe di certo. Poi non veniteci a ringraziare per la dritta.

Perché non farà ombra a Neymar

Pagato a peso d’oro la scorsa estate, Neymar è la punta di diamante di questo PSG versione qatariota. Nessuno può stare sopra il Brasiliano nelle gerarchie e questo è ormai chiaro a tutti. Per questo è fondamentale per il PSG avere giocatori che si mettano al servizio del collettivo, o meglio di Neymar, e che non gli facciano ombra.

E chi se non Cheick Diabaté potrebbe permettere tutto ciò? Diabaté è una persona di cuore e non avrebbe problemi a lasciar battere i rigori al Brasiliano. Inoltre non è presente sui social e non susciterebbe clamori lontano dal terreno di gioco, lasciando tutta la copertura mediatica a Neymar. Ama il prossimo e ringrazierebbe Neymar per gli assist prima di andare a esultare. Cheick non è tipo da stare sotto i riflettori e non esiterebbe a prendersi lui le critiche pur di tutelare il compagno ex Barcellona. La pedina ideale dunque in casa PSG.

 

Perché conosce perfettamente il campionato francese

Dopo che ha lasciato la Ligue 1 al termine della scorsa stagione, i portieri sono molto più tranquilli. Vero e proprio spauracchio per le difese avversarie con la maglia del Metz, dove ha messo a segno 8 reti nella seconda metà della stagione, Diabaté conosce a menadito ogni filo d’erba di ogni stadio. Autore di 51 goal in 143 partite di Ligue 1, media assolutamente mostruosa per un giocatore che ha vestito prevalentemente la maglia del Bordeaux, Cheick è un grande cannoniere e non avrebbe alcuna difficoltà a polverizzare le statistiche di Cavani.

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Non dimentichiamo naturalmente il fatto che sarebbe anche decisivo nelle coppe nazionali, competizioni in cui si è sempre distinto. Impossibile non ricordare la sua prestazione nella finale di Coppa di Francia 2013. Dopo aver sbagliato un rigore, Diabaté ha infatti messo a segno una doppietta consegnando la coppa ai Girondini. Che uomo.

Per ridare lustro all’immagine del club

Nonostante il PSG per la prima volta nella sua storia sia stato eletto quest’anno il club preferito dai Francesi, resta comunque tra quelli maggiormente presi di mira dagli sfottò. Spese faraoniche, giocatori arroganti, gestione del club criticata: l’immagine del club sulla scena internazionale non è propriamente immacolata. Per mettere a tacere le malelingue, il PSG farebbe un vero affare ingaggiando Diabaté. Adorato in Francia, il Maliano si è anche messo in luce in Italia per la sua immagine di giocatore e uomo semplice che sembra amare più la vita che il pallone.

 

 

Con Diabaté si è ben lontani dal giocatore che sta tutto il tempo isolato con le grandi cuffie in testa. Con lui potete essere certi che ci saranno foto con i fan sul tappetto rosso che porta al Parco dei Principi, e saluti a tutto lo stadio al termine di ogni incontro prima di fermarsi in zona mista per scherzare con i giornalisti.

Ingaggiare Diabaté vuol dire avere la garanzia di disporre del giocatore ideale da ogni punto di vista: sportivo, mediatico e di marketing. A Nasser Al-Khelaïfi non resta dunque che alzare il telefono e tentare di convincere il Maliano ad accasarsi nella Ville Lumière e far risplendere il Parco dei Principi.

 

Fonti

Traduzione di Andrea Palazzeschi dell’articolo di Julien Choquet “Pourquoi le PSG doit construire son projet autour de Cheick Diabaté” pubblicato su Football Stories.

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