Deriso e ignorato: fare l’arbitro in India – Pt. I

Le torri gemelle del calcio indiano (una metafora forzata, è vero), Indian Super League (ISL) e I-League, hanno poco in comune. Sono diversi i finanziamenti, le pubblicità, la qualità delle immagini televisive e i calciatori. Ma un aspetto della stagione in corso le accomuna: gli arbitri indiani.

Nella ISL, due allenatori e un vice hanno ricevuto squalifiche e multe salatissime per aver criticato e, in un caso, spintonato un arbitro, mentre altri tre allenatori sono stati allontanati dall’area tecnica. Nella I-League, quattro squadre si sono lamentate dell’arbitraggio: le due big di Calcutta, Mohun Bagan e East Bengal, si sono rivolte all’AIFF, la Federazione calcistica dell’India, chiedendo la designazione di arbitri stranieri e osservatori. Pare che sostituire gli arbitri indiani sia la sola opzione per svoltare la stagione di una squadra e da lì, intoppi permettendo, migliorare gli standard del calcio indiano. Magari.

Parlare degli arbitri indiani può sembrare volersi occupare del problema soltanto per finta, perché “gli arbitri di calcio non rilasciano interviste.” L’unico autorizzato a parlare dell’arbitraggio nel calcio indiano è il capo degli arbitri AIFF, Goutam Kar. L’ondata di critiche agli arbitri di questa stagione non è una novità, dice Kar; gli arbitri vengono criticati in tutto il mondo, anche ai Mondiali, gli spettatori e gli esperti televisivi non comprendono le regole e “l’arbitro perfetto deve ancora nascere.”

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Un assistente dell’arbitro guarda l’esultanza dei giocatori del Bengaluru FC. Faheem Hussein/ISL/SPORTZPICS

 
In verità gli arbitri indiani parlano eccome, e raccontano le loro storie solo a patto che venga loro garantito l’anonimato. Una serie di conversazioni con arbitri di tutto il paese, in attività e non, che operano in realtà locali, nazionali e internazionali, è un tuffo in un mondo caratterizzato allo stesso tempo da straordinaria ricchezza e sconfortante penuria.

Ricco è l’amore degli arbitri per lo sport e il mestiere, e la studiata tolleranza nei confronti di giocatori e allenatori insolenti.

“I giocatori provano emozioni e sono stressati, provano a segnare e quando falliscono sfogano la loro frustrazione. Se cadono senza protestare, l’allenatore chiede cosa ti succede, non stai giocando bene. Ecco perché devono alzare il braccio e urlare contro l’arbitro. E noi non possiamo tirare fuori il cartellino rosso ed espellerli tutti.”

“Siamo abituati, non possiamo innervosirci. Facciamo yoga. Non possiamo essere impulsivi. Se dopo dieci minuti tiri fuori un rosso, la partita ti sfugge di mano. Spesso l’unica opzione è ignorare i giocatori infuriati e far finta di non sentirli.”

“A fine partita, i calciatori si avvicinano e chiedono scusa, “Arbitro, era colpa mia. In quel momento dovevo fare così.”

L’arbitro deve smettere di dare importanza solo alle sceneggiate dei giocatori. Un arbitro ha detto che l’unica differenza tra i due campionati indiani è che “i giocatori stranieri simulano molto di più, e a volte i falli vengono fischiati per una simulazione dello straniero piuttosto che per un fallo su un giocatore indiano. Bisogna stare attenti.”

Gli arbitri hanno gruppi Whatsapp in cui si mandano video, discutono i propri errori e propongono soluzioni. A volte gli incidenti più controversi non avvengono sotto gli occhi di tutti, come un fallo di mano o un’aggressione fisica nei confronti dell’arbitro. Trovarsi nell’occhio del ciclone, dicono gli arbitri, dà loro una visione dell’incidente che nessun altro, televisioni incluse, può vantare.

“È la palla che tocca la mano o la mano che tocca la palla? Solo l’arbitro può stabilirlo. Solo l’arbitro sa se il calciatore l’ha aggredito o se si è trattato di uno scontro fortuito. Sono cose che accadono in una frazione di secondo.”

 

 

Fonti

Traduzione: Alice Bortolosso

Articolo: “Much-mocked, not heard: the story of the Indian football referee”

Autore: Sharda Ugra

Giornale: espn (online)

Data di pubblicazione (ultimo aggiornamento): domenica 25 febbraio 2018

Link all’originale: http://global.espn.com/football/india/story/3394421/sharda-ugra-on-indian-refereesthe-one-thing-common-between-the-isl-and-i-league

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