Theodore Roosevelt e la carriera da pugile mancata

Il 14 settembre 1901, l’ex soldato originario di New York Theodore Roosevelt venne eletto come ventiseiesimo Presidente degli Stati Uniti d’America. Teddy, come si faceva chiamare amichevolmente, fu probabilmente il presidente più influente prima delle Guerre Mondiali. Ma dietro la sua brillante carriera militare e politica si celava una profonda passione per la boxe.

Finché rimase in vita, della sua carriera sportiva non si seppe mai nulla, ma nel corso del secolo successivo alla sua morte sono venute a galla molte informazioni. La carriera da pugile di Roosevelt cominciò durante la sua infanzia newyorchese  ma i momenti di gloria sportiva ebbero inizio solo quando si iscrisse alla rinomata Università di Harvard per studiare Storia Naturale.

Il periodo che Roosevelt passò ad Harvard fu fertile. Secondo quanto è stato largamente raccontato di lui negli anni, Roosevelt era, al meglio delle ipotesi, uno studente mediocre. Le sue capacità atletiche, invece, cominciavano già a fiorire. Partecipava regolarmente a gare di resistenza, come maratone di pattinaggio su ghiaccio, ma non entrò mai in nessuna squadra universitaria.

Forse già consapevole delle capacità che lo avrebbero portato al successo, Roosevelt preferiva gli sport individuali. Fu allora che cominciò a prendere la boxe seriamente, lottando nella categoria dei pesi mediomassimi, dove però ottenne risultati contrastanti.

Il 22 marzo 1879 si tenne la finale del campionato universitario in cui Roosevelt lottò contro lo studente dell’ultimo anno Charles Steadman Hanks. Il futuro presidente perse quello che forse fu l’incontro più importante della sua carriera da pugile per decisione arbitrale. Ma il match scatenò molte polemiche: si diceva che Hanks avesse vinto grazie a colpi non ammessi.

Le imprese da picchiatore di Roosevelt, tuttavia, non si limitarono al ring. Stando a quanto racconta Frederic Almy, una volta in cui uno spettatore si lasciò scappare commenti offensivi di fronte a lui, Roosevelt “venne alle mani e lo stese”.

T_Roosevelt

Se molti pensano che con il passare degli anni si debba cominciare ad allentare un po’ la presa, beh, Roosevelt non era di questa opinione. Negli anni in cui fu il Governatore di New York, fece amicizia con il grande pugile John L. Sullivan e iniziò ad invitare nel suo ufficio alcuni suoi assistenti dell’esercito per improvvisare allenamenti di boxe.

Ma la passione di Roosevelt per gli sport di combattimento non si limitava al pugilato. Era anche un accanito wrestler amatoriale. Durante un allenamento con un ufficiale di artiglieria, tuttavia, venne ferito irrimediabilmente a un occhio. Questo infortunio lo obbligò a smettere sia con il pugilato che con il wrestling.

Roosevelt parlò di questo infortunio nella sua autobiografia:

“Ho dovuto lasciare sia la boxe che il wrestling poiché, durante un allenamento, un giovane capitano dell’artiglieria mi ha colpito gravemente a un’occhio rompendomi tutti i capillari e da allora ho la vista offuscata. Fortunatamente era il mio occhio sinistro, se fosse stato il destro non sarei più stato in grado di sparare. In quel momento ho capito che era meglio accettare la mia età e smettere con la boxe”.

Tuttavia, il ritiro dalla lotta che Roosevelt (il cui soprannome era “Guerriero Felice”) si auto impose, fu breve, in quanto iniziò a prendere lezioni di Ju jitsu dal giapponese Yamashita Yoshiaki, leggenda della disciplina. Nel 1904, Roosevelt praticava Ju jitsu tre volte a settimana e, quando il suo insegnante lo lasciò, egli continuò ad allenarsi con i suoi figli, la sua segretaria personale, il Diplomatico alla Marina, il Governatore della Guerra William Howard Taft e il Ministro degli Interni Gifford Pinchot.

Da uno sguardo retrospettivo sulla vita di Roosevelt, emerge un’interessante constatazione: il presidente amava sia le arti marziali basate sul contatto fisico come il wrestling che quelle in cui si colpisce a distanza come la boxe. Nel pugilato colpiva con astuzia ma era anche un wrestler capace di eseguire abili mosse di sottomissione.

Per questo motivo, è da considerarsi uno dei primi praticanti di arti marziali miste.

Fonti

Traduzione di Claudia Bondi

Articolo originale: The forgotten fighting career of Theodore Roosevelt

Link all’originale: https://www.flocombat.com/articles/5046467-the-forgotten-fighting-career-of-theodore-roosevelt

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