Perché Cheick Diabaté condurrà il Benevento alla salvezza

Il piccolo principe del pallone fa il suo ritorno ad alti livelli.

Vi ricordate di quando un anno fa il mondo del pallone apriva finalmente gli occhi sul reale valore di Cheick Diabaté? Allora l’attaccante maliano militava in Francia nel Metz, dove ha meravigliato tutti mostrando il suo grande potenziale e permettendo alla squadra di giungere alla salvezza. […]

Un anno più tardi, le Roi è stato di nuovo chiamato in missione. Questa volta in Italia, dove dovrà dar prova di tutto il suo valore per salvare il piccolo Benevento. La squadra campana che si era fatta notare a inizio stagione per il record di 14 sconfitte consecutive (vedi il nostro precedente articolo sul tema: Benevento: la squadra con il peggiore avvio di stagione di sempre nella storia dei 5 maggiori campionati europei) è divenuta celebre in Francia grazie anche a Mohamed Henni e alle sue pazze scommesse sportive.

 

Ma ora basta con gli scherzi e passiamo a presentare l’uomo che condurrà il Benevento alla permanenza in Serie A: Cheick Diabaté.

L’esordio da sogno

Sbarcato il 13 gennaio scorso dai turchi dell’Osmanlispor, il Maliano ha trascorso un mese nell’ombra che gli ha permesso di ritrovare la forma necessaria per disputare il suo primo incontro in Serie A. Pur avendo ancora pochi minuti nelle gambe (il suo ultimo match ufficiale risale al 6 maggio scorso), Cheick Diabaté non ci ha comunque messo molto per tornare al suo livello. Il livello di un potenziale Pallone d’Oro, diciamocelo chiaramente.

Gli sono serviti infatti solo tredici minuti per ritrovare la via del goal. Tredici minuti da quando ha messo piede in campo a quando ha allungato la gambona per infilare il pallone in rete da distanza ravvicinata. E l’importanza di questa rete è stata capitale in quanto ha permesso al Benevento di vincere 3 a 2 sul Crotone, avversario diretto nella lotta salvezza. Cheick Diabaté, un vero eroe.

L’esperienza del vecchio saggio

Non è certo un caso che Diabaté sia stato scelto dal Benevento per dare avvio all’operazione salvezza. Dopo il miracolo di Metz dello scorso anno, l’attaccante maliano è diventato una vera e propria ancora di salvezza e un segno di speranza per le squadre in seria difficoltà.

Infatti quando nella finestra del mercato di gennaio 2017 ha firmato per il Metz, il club transalpino contava solo 17 punti occupando il penultimo posto in classifica alla sosta. Diciannove giornate più tardi, la squadra ha invece terminato il campionato da quattordicesima con 43 punti. Una salvezza tranquilla dunque, garantita da un Cheick Diabaté autore di 8 reti in 14 partite che lo hanno reso anche capocannoniere della squadra. Una vera forza tranquilla.

Questa volta però l’impresa sembra ancora più ardua. Dopo 25 giornate il Benevento ha infatti totalizzato la miseria di dieci punti e si trova a undici lunghezze dall’ultima squadra virtualmente salva. Una situazione all’apparenza disperata, ma che rappresenta soltanto l’ennesima sfida che il grande Cheick trova lungo il suo cammino. Elementare.

I tifosi sono pazzi di lui

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Fotomontaggio che ritrae Diabaté nei panni del Presidente francese

Se vuoi portare a termine una missione salvezza, devi avere necessariamente il sostegno di città e tifosi. Dopo aver permesso al suo nuovo club di portare a casa 3 punti d’oro in un match decisivo, Cheick Diabaté è immediatamente  diventato un eroe a Benevento. Naturale, Diabaté è un maestro in materia. Grazie al suo carattere agli antipodi rispetto all’arroganza del calciatore medio, attira a sé le simpatie e fa venire voglia a qualsiasi persona che abbia un minimo di cuore di diventare il suo miglior amico. Se riuscirà a dare continuità e a trovare lo stesso ritmo di Metz, allora finirà certamente per creare una bolla positiva attorno al club e ai tifosi e la salvezza diverrà una pura formalità e non più un semplice miracolo.

Un’aura mediatica fuori dal comune

Una cosa è essere ben voluto dai tifosi, un’altra è esserlo dai media. Ma anche in questo campo Cheick Diabaté può essere considerato un vero esperto, anche se senza davvero volerlo… ed è proprio questa la cosa più incredibile. Lo scorso anno le sue dichiarazioni al miele per la squadra hanno fatto il giro delle televisioni e, impresa non semplice, hanno messo il Metz sotto i riflettori. Un vero exploit che Cheick Diabaté è pronto a ripetere oltralpe. Questo lunedì sui giornali c’erano svariati articoli che ne illustravano la vita, il percorso atipico e le dichiarazioni. ESPN, Skysports, La Gazzetta: nessuno ha potuto fare a meno di parlare del grande Cheick.

Dopo questo articolo avete ancora dubbi sul miracolo Cheick Diabaté? Non pensate che dopo il Leicester nel 2016, la prossima favola del calcio mondiale sarà il Benevento nel 2018? Se siete scettici, allora staccate il cervello, aprite il cuore e lasciatevi trasportare dalla magia di Diabaté. Vedrete che dopo la vita vi sembrerà molto più bella….

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La firma sul contratto con il presidente del Benevento Vigorito

Fonti

Traduzione di Andrea Palazzeschi dell’articolo di Julien Choquet “Pourquoi Cheick Diabaté va maintenir Benevento en Serie A”, pubblicato il 19 febbraio 2018 su Football Stories.

Link all’originale: http://footballstories.konbini.com/entertainment/pourquoi-cheick-diabate-maintenir-benevento-serie-a/

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