Robin Van Persie: la fragilità del tempo

È ufficiale: Robin Van Persie (34) torna al Feyenoord dopo quattordici anni. Sarà abbastanza in forma per prendere per mano la squadra?

van persie
Foto di Bas Czerwinski

Venerdì sera il Feyenoord ha confermato con l’hashtag #RVPISBACK la notizia che era nell’aria ormai da una settimana: dopo quasi quattordici anni Robin Van Persie, 34 primavere, torna al Feyenoord. Lunedì la firma sul contratto che lo legherà al club di Rotterdam per un anno e mezzo.

“Sono arrivato qui che ero un ragazzino. Il Feyenoord è una squadra straordinaria”, dichiara l’attaccante nel video in cui il club annuncia il suo ritorno.
Passato ancora tredicenne dall’Excelsior ai rivali del Feyenoord nel 1996, Van Persie si fa apprezzare fin da piccolo per l’estro e il sinistro sopraffino, allenato nelle piazzette di Kralingen, il quartiere di Rotterdam dove è cresciuto.

Van Persie dimostra di avere la stoffa del predestinato. Fa il suo debutto in prima squadra ancora prima di compiere diciotto anni, nel febbraio 2002, e tre mesi dopo gioca e vince da titolare la finale di Coppa Uefa, in casa contro il Borussia Dortmund. Robin si mette in mostra in Eredivisie insieme ai talentuosi compagni della seconda generazione d’oro del calcio olandese Wesley Sneijder (Ajax) e Arjen Robben (FC Groningen, PSV), con i quali raccoglie un secondo e un terzo posto negli ultimi due Mondiali.

Nei primi anni al Feyenoord gli viene rimproverato il fatto di giocare poco per la squadra e di avere un talento fenomenale ma talvolta difficile da gestire. Un noto episodio risalente al 2002, in occasione di una gara contro il RKC Waalwijk, lo vede scippare un calcio di punizione allo specialista Pierre van Hooijdonk sotto lo sguardo irritato di molti. Nel 2004, in una controversa intervista a Voetbal International, spinge per il trasferimento criticando l’allenatore Bert van Marwijk reo di lasciarlo troppo spesso in panchina. Un atteggiamento a suo dire incomprensibile.

Qualche mese dopo Van Persie passa all’Arsenal, dove cresce sotto l’ala protettiva di Arsène Wenger, Dennis Bergkamp e Thierry Henry, diventando una star di calibro internazionale ma vincendo ben poco.

Nel 2012, dopo aver chiuso la stagione da capocannoniere con 30 reti, fa infuriare i tifosi dell’Arsenal trasferendosi al Manchester United di Sir Alex Ferguson e conducendo i red devils allo scudetto (l’ultimo vinto da allora). Van Persie termina anche questa stagione da capocannoniere con 26 gol: conclusioni magnifiche, azioni fenomenali – l’Olandese volante nella sua massima espressione.

Gioca i Mondiali 2014 da capitano della propria nazionale con Louis van Gaal in panchina. Nonostante si dice che attaccante e mister fossero già ai ferri corti, l’Olanda riesce comunque a chiudere la competizione al terzo posto. Allo United Van Persie viene man mano accantonato da Van Gaal, complice anche un lungo infortunio alla caviglia. Nel 2015 l’attaccante si trasferisce al Fenerbahçe.

A inizio gennaio, l’agente di Van Persie dichiara ad Algemeen Dagblad che l’attaccante è “libero di accordarsi con altri club”. Tra l’olandese e il Fenerbahce non è mai scoccata la scintilla. A fine agosto fa storcere il naso alla dirigenza rispondendo alla convocazione dell’allora CT Dick Advocaat in vista della partita di qualificazione ai Mondiali 2018 contro la Francia, dopo essere stato dichiarato indisponibile dal medico sociale per un problema alla spalla. Sarà costretto a uscire anzitempo per un infortunio al ginocchio sinistro.

Non tornerà praticamente più in campo con la maglia del Fenerbahçe, prima per colpa del ginocchio, poi perché scalzato definitivamente nelle gerarchie, giocando soltanto 199 minuti. Viene falcidiato da ben sette infortuni in un anno e mezzo perdendo 28 partite, stando al database di transfermarkt.nl. Con gli anni è divenuto più fragile.

Il trasferimento è stato ritardato dalla complicata risoluzione anticipata del contratto con il Fenerbahçe. L’ufficialità è arrivata solo venerdì, dopo un accordo verbale raggiunto in precedenza tra il giocatore e il Feyenoord.

Non farà in tempo a giocare il Klassieker contro l’Ajax, ma Van Persie, miglior cannoniere di tutti i tempi con la nazionale olandese con le sue 50 reti, verrà convocato per la sfida di mercoledì contro l’Utrecht.

Al Feyenoord, quinto in campionato, sperano che Robin sia in grado di riportare ordine all’interno dello spogliatoio del de Kuip orfano del pilastro Dirk Kuijt, uomo chiave la scorsa stagione nella cavalcata trionfale verso lo scudetto. Si prevede che Van Persie sarà in lotta con Jens Toornstra per un posto da titolare, essendo Nicolai Jørgensen al momento inamovibile.

Saprà dunque dimostrarsi all’altezza?

 

 

Fonti

Traduzione: Alice Bortolosso

Articolo: “Met de jaren is Van Persie kwetsbaar geworden”

Autori: Steven Verseput

Giornale: nrc.nl

Data di pubblicazione (ultimo aggiornamento): venerdì 19 gennaio 2018

Link all’originale: https://www.nrc.nl/nieuws/2018/01/19/met-de-jaren-is-van-persie-kwetsbaar-geworden-a1589094

 

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