I migliori momenti dello sport italiano 2017 (Capitolo I)

Peter Fill, re delle nevi

peter fill

15 marzo 2017

Il cielo sopra Aspen si tinge d’azzurro in un’altra storica giornata per i nostri colori. Alle Finali di discesa disputatesi negli Stati Uniti la squadra azzurra ha infatti fatto registrare una fantastica doppietta con la vittoria di Dominik Paris e il secondo posto di Peter Fill, che ha permesso al Carabiniere di Castelrotto di laurearsi per la seconda volta in due anni Campione del Mondo di specialità. E pensare che la coppa di cristallo, che Fill non sembra ormai voler più cedere, non era mai stata portata in Italia prima del 2016. Lo sciatore azzurro ha concesso il bis dopo un finale di stagione tutto all’attacco che gli ha permesso di sopravanzare al fotofinish il norvegese Kjetil Jansrud (11esimo ad Aspen) per una manciata di punti. Tecnica sublime, velocità supersonica e costanza impressionante hanno caratterizzato la stagione di Fill,  che è riuscito a fare suo il titolo pur senza essere mai salito sul gradino più alto del podio e che al momento della consegna dell’ambito trofeo si è lasciato andare a un lungo urlo liberatorio.

2017: annata fortunata per la scherma

Il 2017 è stato davvero un anno fortunato per la nostra nazionale di scherma, la più medagliata sia agli Europei in Georgia che ai Mondiali in Germania.

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Europei 12-17 giugno 2017

Nel fioretto individuale maschile, Daniele Garozzo e Giorgio Avola si incontrano nella semifinale e portano a casa rispettivamente l’oro e il bronzo. Per Luca Curatoli è bronzo nella sciabola individuale, mentre nella spada Paolo Pizzo passa facilmente i quarti e la semifinale per arrestare la sua corsa solo in finale davanti al francese Yannick Borel. Infine, nel torneo a squadre maschile l’Italia si piazza terza nel fioretto battendo la Germania per 45 a 40 e seconda nella sciabola, soccombendo per pochissimo alla Russia. Nel femminile andiamo ancora meglio, con ben due ori nella classifica a squadre: le donne vendicano gli uomini stracciando la Russia nel fioretto e strappandole un’altra vittoria nella sciabola. Nel medagliere femminile brillano altre tre medaglie individuali: oro di Arianna Errigo nel fioretto, che la decreta l’atleta più medagliata della competizione, bronzo di Alice Volpi nella stessa specialità e argento di Rossella Gregorio, che perde contro l’atleta di casa Teodora Kakhiani nella sciabola.

Mondiali 19-26 luglio 2017

Un mese dopo, a Lipsia, l’Italia si conferma la miglior nazione con 9 medaglie. Le squadre femminili di fioretto e sciabola salgono di nuovo sul gradino più alto del podio, mentre la squadra maschile di fioretto, insoddisfatta del terzo posto agli Europei, questa volta si tinge d’oro. Riscatto anche per Paolo Pizzo che conquista l’oro nella sciabola battendo l’estone Nikolai Novosjolov. Bronzo per Daniele Garozzo nella sciabola e anche per la squadra maschile della stessa specialità. Irene Vecchi nella sciabola e Arianna Errigo nl fioretto si fermano ai quarti, mentre Alice Volpi conquista l’argento, risultato che fa di lei l’atleta più medagliata a pari merito con la sudcoreana Gu Bon-Gil e l’ungherese András Szatmári.

Duo sincronizzato: “A scream from Lampedusa”

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17 luglio 2017

Una coreografia intensa quasi perfettamente eseguita ed un’interpretazione coinvolgente ricca di significati, ecco i due elementi che hanno portato sul gradino più alto del podio il duo composto da Giorgio Minisini e Manila Flamini, in gara nella routine tecnica ai mondiali di nuoto di Budapest 2017. I brividi arrivano fin da subito con lo straziante urlo di Minisini che sorregge l’esanime compagna di squadra, in un abbraccio che richiama l’armonia della Pietà: si rivela così l’obiettivo dell’esercizio “A scream from Lampedusa”, un omaggio/denuncia alla tragedia dei migranti del mediterraneo. La routine è riuscita a fotografare la realtà del drammatico viaggio attraverso il Mediterraneo affrontato da milioni: amore, speranza, violenza, disperazione, tutti questi elementi sono stati perfettamente interpretati dal duo azzurro, che ha saputo esaltare appieno la composizione di Michele Braga. Minisini e Flamini dominano così la competizione con l’impressionante punteggio di 90.2979.

Federica Pellegrini: l’oro del riscatto e dell’addio

pellegrini mondiali

26 Luglio 2017

Dopo la delusione di Rio 2016, Federica Pellegrini non ha mollato. E per fortuna, perché a Budapest è arrivata la settima medaglia consecutiva ai Mondiali, che l’ha fatta entrare ancora una volta nel Libro dei primati. Una gara che ha tolto il fiato a noi spettatori ma non a lei, che negli ultimi 30 metri dell’ultima vasca ha rimontato l’australiana McKeon e la favorita Ledecky, entrambe molto più giovani di lei, chiudendo a 1’54”73. Un oro nei 200 stile libero inaspettato ma con cui la Pellegrini ha deciso di terminare in bellezza la sua carriera. La vedremo in altre vesti ma rimarrà sempre un orgoglio italiano.

Sua Altezza Alessandro De Rose

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30 luglio 2017

Come cantava il buon Jovanotti, “La vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare”, e in questa storica settimana per i colori azzurri nei tuffi dalle grandi altezze, Alessandro De Rose ha dimostrato di non soffrire affatto di vertigini, volando prima verso una splendida vittoria nell’appuntamento italiano del Red Bull Cliff Diving di Polignano a Mare, e salendo poi sorprendentemente sul terzo gradino del podio ai mondiali di Budapest.

Un tuffo dove l’acqua è più blu

Alla tappa di Polignano delle World Series l’atleta cosentino, tesserato per la Trieste Tuffi Edera 1904, si era addirittura presentato con una wildcard, ma poi con una sequenza pressoché perfetta di tuffi dai 27 metri ha saputo incantare i giudici e i 50000 spettatori presenti, conquistando il primo posto e riscattando così l’amarezza per la quarta piazza ottenuta lo scorso anno sempre in Puglia.

Danubio “azzurro”

La settimana dopo invece nella capitale magiara De Rose è riuscito a ripetersi contro ogni pronostico, scalzando addirittura dal podio il britannico Gary Hunt, mostro sacro della disciplina, e regalando all’Italia la prima gioia mondiale in questa specialità che ha fatto il suo esordio a Barcellona 2013. La dedica per questa storica medaglia va alla fidanzata e allenatrice Nicole Belsasso e in particolare al papà scomparso: “Spero che sia contento. Gliela porterò quando scenderò a Cosenza ad abbracciare la mamma”.

Fonti

Articolo a cura della Redazione di PalaSport

Andrea Palazzeschi: Peter Fill, re delle nevi; Sua Altezza Alessandro De Rose

Claudia Bondi: 2017: annata fortunata per la scherma; Federica Pellegrini: l’oro del riscatto e dell’addio

Lara Fasoli: Duo sincronizzato: “A scream from Lampedusa”

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