Boxing day, il regalo di natale del calcio inglese

Nessun riposo per i calciatori della Premier League che giocheranno tre volte tra Natale e Capodanno. Stéphane Henchoz, ex difensore del Liverpool e della nazionale svizzera, svela i dietro le quinte di una settimana di pura follia.

A giugno, quando vengono svelati i calendari della nuova stagione, la prima cosa che guardano i giocatori della Premier è il turno di campionato del 26 dicembre. In casa o in trasferta per il Boxing Day? […] In questa speciale giornata si disputano infatti in Inghilterra gli incontri delle leghe professionistiche e semiprofessionistiche fino alla settima/ottava divisione. In passato lo stesso valeva per il lunedì dell’Angelo, il giorno dopo Pasqua, ma oggi non più per la concomitanza in quella settimana con la Champions League.

Per gli Inglesi non c’è nulla di strano

I giocatori inglesi ci sono abituati, per loro è una cosa normalissima. Per gli altri invece il Boxing Day è un’assoluta novità che richiede almeno due o tre anni di permanenza oltremanica prima di essere metabolizzata. Certo, non si può parlare di sfruttamento e i non addetti ai lavori dicono che si può giocare tranquillamente il 26. Tuttavia è necessario guardare anche a tutto ciò che tale evento implica. Per i giocatori stranieri il Natale è spesso l’unico momento dell’anno in cui la famiglia li viene a trovare, ma il programma della squadra lascia davvero poco spazio per le visite: allenamento il 24 e il 25 mattina e, se hanno la sfortuna di giocare fuori il 26, partenza in bus il 25 pomeriggio. Perciò i giocatori mangiano poco, salutano tutti al volo e lasciano la famiglia attorno all’albero con i regali per unirsi alla squadra e andare a Newcastle o Birmingham. Non c’è da stupirsi quindi se sul bus non si respira una bella atmosfera… Ecco spiegato il motivo per cui tutti i giocatori a inizio stagione controllano per prima cosa dove giocheranno il giorno di Santo Stefano.

Pallone ghiacciato a Borough

Ho trascorso il mio primo Boxing Day a Sheffield. Negli spogliatoi faceva un freddo cane. Amavo il mio mestiere come amo oggi il calcio, ma quel giorno mi sono chiesto in tutta sincerità cosa ci facessi lì, poiché quella situazione mi sembrava tutto fuorché normale. La mia famiglia era venuta in trasferta per fare il tifo per me, ma era una situazione davvero strana. Quel giorno mi avevano dovuto prendere a calci nel sedere per farmi andare a giocare. Abbiamo poi pareggiato 0 a 0. Mi torna in mente anche un’altra partita e un’altra inquietante trasferta in pullman il 25 dicembre per andare a giocare a Middlesbrough. Nevicava, freddo da battere i denti e sconfitta finale per 1 a 0 con una rete di Christian Karembeu su un tiro all’apparenza non irresistibile. Al termine dell’incontro il nostro portiere ci ha spiegato che non aveva potuto fare niente su quel tiro perché il pallone era congelato.

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Come nell’hockey

Quando le condizioni atmosferiche lo permettono, i match sono generalmente aperti con più reti del solito. Capita infatti che i giocatori si lascino contagiare dall’atmosfera di festa e perdano parte della loro concentrazione. Ciononostante è un periodo molto duro sportivamente parlando. È raro infatti che una squadra ottenga 9 punti in 3 partite. Per quanto mi riguarda non ne ho memoria. Sono un grande appassionato di hockey su ghiaccio e il Boxing Day si avvicina a quello che vivono i giocatori di questo sport. Ci si scorda per un attimo del “partita dopo partita” per ragionare in termini di “serie”, prefiggendosi un obiettivo di sette punti su nove o di due successi consecutivi fuori casa. L’allenatore prepara tre partite alla volta e non una sola e fa ruotare i suoi uomini con l’idea di gestire un periodo e non il singolo incontro. Questo almeno fino al primo sabato di gennaio dove scendono in campo – e qui di nuovo un’altra tradizione – i club di Premier in FA Cup. Altra partita delicata da gestire.

Il periodo del Boxing Day è molto importante dal punto di vista sportivo. In questi giorni magari non si vincerà il titolo, ma di certo lo si può perdere. Si disputano tre incontri in sei giorni, con nove punti in palio. Se non si arriva preparati all’appuntamento, se si totalizza soltanto un punto sui nove disponibili, si finisce per accumulare un distacco incolmabile. In sei giorni è possibile scendere di quattro o cinque posizione in classifica. Al contrario, si può essere sesti il 26 dicembre e ritrovarsi terzi il 1 gennaio.

Un tacchino come regalo

Nel periodo in cui tutti si lasciano andare i giocatori devono moltiplicare gli sforzi, prestando attenzione al cibo e a non bere troppi alcolici. In vista della partita del 1 gennaio, il ritiro il 31 dicembre è pressoché sistematico perché la tentazione di fare uno sgarro alla dieta è quasi irresistibile. Allora gli allenatori per non correre rischi mandano tutta la squadra a dormire in hotel, perfino per un match casalingo, caso del tutto eccezionale in Inghilterra.

Tuttavia non è che le società non festeggino Natale, ma le celebrazioni avvengono ben prima, a inizio dicembre. C’è il Natale della squadra con tutti i dipendenti del club. La tradizione vuole che la società offra un tacchino a ciascuno. Per i giovani in rosa un tacchino di otto chili è un regalo ingombrante, allora si ritrovano spesso a offrirlo ai vicini di casa o a enti benefici. Io ho sempre mangiato il tacchino a casa per Natale e mia madre era ben contenta di venire a cucinarlo. Esisteva anche il Natale dei giocatori, ma stiamo parlando di una tradizione che sta via via scomparendo. Spesso il tutto degenerava per finire poi sui tabloid scandalistici. In numerosi club questa festa è rigidamente regolamentata, in altri addirittura proibita.

Dura per il morale, non per le gambePremier-League-Holiday-Fixtures-Logo

C’è il fatto di giocare a Natale e quello di non riposare. Si tratta di due problemi distinti. Gli allenatori stranieri parlano sempre più apertamente delle ripercussioni nefaste del Boxing Day sulle prestazioni dei club inglesi in campo europeo. Prima di firmare con il Blackburn ho giocato in Svizzera e Germania, dove i campionati osservano una lunga pausa invernale. In Italia, Spagna e Francia invece c’è almeno una settimana di stop e di conseguenza i loro giocatori sono più freschi degli “Inglesi” in primavera. Credo però si tratti più di un problema mentale che fisico.

Un professionista è sufficientemente allenato e seguito per resistere fisicamente per tutta la stagione. La questione mentale è tutta altra cosa invece. Una settimana di pausa può sembrare poco ma basta comunque per staccare un po’con il calcio e ricaricare le batterie. Quando giocavo in Germania mi preparavo a inizio stagione mettendo nel mirino il break invernale. In Inghilterra invece la data in questione slittava fino al mese di maggio. È un lasso di tempo molto più lungo e usurante. Gennaio e febbraio sono i mesi più duri: fa freddo, il tempo è grigio, alle quattro di pomeriggio fa già buio… A marzo-aprile va già meglio con le giornate che si allungano e il tempo che migliora.

Nel DNA del calcio inglese

Gli allenatori stranieri parteggiano per la fine del Boxing Day, ma io spero che gli Inglesi non ci rinuncino mai perché è parte del loro DNA. Sono amanti delle tradizioni e su quelle durante le feste non transigono. È il periodo dell’anno in cui ci si stringe la mano – in Inghilterra si fa questo gesto solo due volte all’anno, rispettivamente il 25 dicembre e il 1 gennaio – e si vanno a vedere le partite con la famiglia. Il pubblico è entusiasta e allegro, alcuni si travestono da Babbo Natale. Allo stadio ci sono più bambini del solito perché molti di loro ricevono un biglietto come regalo di Natale.

Da giocatore non amavo molto il Boxing Day. Oggi invece sono sempre un po’malinconico il 26 dicembre. Questa giornata e il weekend di inizio stagione sono i momenti in cui la nostalgia del mio passato da calciatore si fa sentire di più.

Il “giorno delle scatole”

Il 26 dicembre è un giorno festivo in Inghilterra dal 1871. Il giorno dopo Natale i domestici avevano diritto a una giornata di riposo e ricevevano i regali, oltre ai resti del pasto di Natale, in una scatola. Nacque così “il giorno delle scatole”, il Boxing Day. Con lo sviluppo della società moderna alla fine del XIX secolo, questa giornata è anche diventata l’inizio dei saldi e, in breve tempo, il giorno del football. Dal 1888 con la creazione della First Division, antenata della Premier League, i responsabili si sono impegnati per concentrare i vari derby nella giornata del 26 dicembre, di modo da evitare ai tifosi lunghi spostamenti durante le feste. I derby erano attesi con trepidazione in Inghilterra e il Boxing Day è presto divenuto una data da segnare sul calendario e lo resta tutt’ora nonostante alcune squadre debbano ormai in questo giorno spostarsi in giro per il paese.

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Fonti

Traduzione: Andrea Palazzeschi

Articolo: “Boxing Day, le cadeau de Noël du foot anglais”

Autore: Stéphane Henchoz et Laurent Favre

Data di pubblicazione (ultimo aggiornamento): lunedì 26 dicembre 2016

Giornale: Le Temps (Svizzera)

Link all’originale: https://www.letemps.ch/sport/2016/12/26/boxing-day-cadeau-noel-foot-anglais

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