Fernando “Morgan” Morganelli: una vita per il Sitting Volley

L’appuntamento di oggi con la rubrica #Italians è dedicato a Fernando Morganelli, detto Morgan: allenatore di pallavolo, fervente promotore del sitting volley, e soprattutto grande educatore impegnato nel trasmettere i valori di inclusione sociale e integrazione attraverso lo sport.

Morgan è direttore sportivo e allenatore di pallavolo al Villanova Volley di Castenaso (BO), ma è anche stato tra i primi in Italia a promuovere il sitting volley (letteralmente “pallavolo da seduti”, disciplina praticabile anche da atleti disabili). A partire dalla stagione sportiva 2009/2010 ha infatti organizzato eventi e dimostrazioni pratiche su tutto il territorio nazionale (e ultimamente anche in Bulgaria e Romania) per far conoscere questo sport fin troppo ignorato.

 

Sitting Volley per Mondo Parallelo Plodiv Bulgaria 2017
Sitting Volley in Bulgaria (2017)

Organizzatore di “Happy Hand – Giochi senza barriere” sin dalla prima edizione nel 2011 e responsabile Fipav Comitato Territoriale di Bologna per il Sitting Volley, Morgan ha anche tenuto alcune lezioni alla facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Bologna e di Ferrara, oltre che interventi formativi in occasione di corsi di aggiornamento per insegnanti di Educazione fisica a Firenze, Bologna e Modena. È inoltre impegnato in progetti nelle scuole primarie e superiori, ed è docente UISP per i corsi “Sport e disabilità”.

Romania 2017 foto2 Jonella
Sitting volley in Romania (2017)

Durante i suoi eventi ha coinvolto e fatto giocare a sitting volley personaggi del calibro di Andrea Gardini, Andrea Lucchetta, Giulia Toti, Andrea Zorzi, Manu Benelli, oltre ad atlete di Serie A1 di Villa Cortese, Idea Volley 2002 Bologna (2012-2013), Piacenza e Conegliano (2013-2014), fra cui Valentina Fiorin, Cristina Barcellini, Monica De Gennaro, Jenny Barazza, Raffa Calloni e Valeria Caracuta. Non mancano poi le collaborazioni con grandi sportivi come Riccardo Scendoni (atleta paralimpico), Gianni Sasso (recordman di maratona con stampelle), Beatrice “Bebe” Vio (Scherma paralimpica), Lorenzo Major (canoa, scherma, tiro a segno, basket in carrozzina, nuoto e arrampicata) e Francesco Messori (calciatore con stampelle, fondatore della Nazionale Calcio Amputati). Grazie alle manifestazioni di Morgan hanno conosciuto e imparato ad amare questo sport numerosi atleti dell’attuale nazionale italiana maschile e femminile di sitting volley.

Bebe Vio 3 giugno 2012 Happy Hand
Bebe Vio (2012)

 

Sitting Volley e Giulia Toti
La campionessa di beach volley Giulia Toti

Il sitting volley in breve

Il Sitting Volley è uno sport che deriva dalla pallavolo e che può essere praticato anche da persone con disabilità. Inventato nei Paesi Bassi nel 1956-57, è stato riconosciuto ufficialmente dalla FIPAV nel 2013. Le regole del sitting volley sono molto simili a quelle della pallavolo, ma la differenza principale è che i giocatori devono trovarsi con le natiche a contatto con il pavimento nel momento in cui toccano la palla. La rete è dunque più bassa (1,10 m per il misto, 1,15 m per gli uomini e 1,05 m per le donne) e il campo più ristretto con un’area che varia a seconda del numero di giocatori. Per sua natura, il sitting volley favorisce dunque l’integrazione sociale delle persone con disabilità, dato che nella stessa squadra possono giocare soggetti normodotati e soggetti diversamente abili. Infine, il sitting volley propedeutico è un ulteriore adattamento teso a inserire individui con disabilità intellettiva relazionale, o con diversità associate. In questo caso è possibile bloccare il pallone e rilanciarlo ad un compagno o nel campo avversario.

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L’intervista

Ciao Morgan, attualmente alleni una squadra di sitting volley?

Sì, alleno un gruppo che fa parte della società sportiva Villanova Volley di Castenaso; al momento non siamo tantissimi agli allenamenti, ma è un ambiente molto stimolante perché ci sono atleti di età diverse e con caratteristiche diverse. Ci sono persone con la Sclerosi Multipla, altre afflitte da Spina Bifida e altre ancora con disabilità cognitive.

Sitting Volley Vivo in volley Villanova Volley Valentina 29 nov 2017
Valentina:
“Per me il sitting volley è un momento rilassante, mi piace giocare a pallavolo. Amo andare ad allenamento perché faccio movimento, mi piace muovermi e giocare in compagnia.”
Sitting Volley Vivo in volley Villanova Volley Nemo 29 nov 17
Nemo:
“Per me il sitting volley è un gioco di gruppo che mi permette di imparare nuove cose.”

Da cosa è nata questa tua passione per il sitting volley e come hai iniziato?

Come spesso succede è stato casuale il mio incontro con il sitting volley. Organizzavo la Festa dello Sport di Castenaso e cercavo qualche dimostrazione sportiva sociale da proporre: dopo 6 anni, tramite Paolo Carminati (un allenatore di Padova) ho scoperto questa disciplina. Il 23 maggio 2010 abbiamo organizzato e proposto una prima dimostrazione di sitting volley e da lì si è poi sviluppato un passaparola che mi ha visto girare mezza Italia.

Siete iscritti a un campionato? Quanto è importante il lato agonistico all’interno del progetto?

Abbiamo organizzato due campionati regionali e qualche torneo con il primo gruppo, ora disciolto. Ora pratichiamo l’attività in maniera ludica, ma a volte capita anche di fare qualche partita amichevole. Per quanto ci riguarda, abbiamo constatato che quando c’è troppa competizione nascono dinamiche poco simpatiche e controproducenti, quindi abbiamo puntato su una squadra dove tutti giocano e si divertono senza pensare ad ottenere un risultato in termini di vittoria. La vittoria è già intrinseca nel fare attività.

Ti ritieni un allenatore severo?

In passato lo sono stato moderatamente, ora non più!

Perché secondo te il sitting volley è ancora una realtà poco conosciuta in Italia? Cosa servirebbe per aumentarne la visibilità?

La comunicazione è ancora troppo debole secondo me, non raggiunge tutti. Per questo è anche difficile raggiungere il numero minimo di atleti per formare una squadra e giocare. Bisogna fare promozione a tutti i livelli e riuscire ad interessare maggiormente i media. Bisogna che si ribalti la ricerca: non dobbiamo più essere noi a cercare i giocatori, ma sono i giocatori che devono cercare le società che propongono attività di sitting volley.

Qual è il ricordo più bello legato al sitting volley?

Essere riuscito a far giocare a sitting volley Bebe Vio e Francesco Messori all’evento di Happy Hand nel 2012: erano ragazzini, ma già con la loro bella e forte personalità.

Grazie Morgan, un’ultima domanda: in breve, che cos’è per te il sitting volley?

Il sitting volley per me è la pallavolo con il sorriso, è inclusione e integrazione.

morgan
Morgan e il suo gatto Vasco

A Morgan e alla sua squadra vanno i migliori auguri di tutta la redazione di PalaSport per un percorso ancora ricco di tante soddisfazioni e successi, con la speranza che la pratica del sitting volley possa diventare sempre più visibile coinvolgendo sempre più persone sotto il segno dello sport e dei valori di condivisione e inclusione sociale.

 

Fonti e link utili

Autrice: Isabella Lega

Sito Villanova Volley: http://www.villanovavolley.com/

Facebook Villanova Volley: https://www.facebook.com/villanovavolleyesitting/

Facebook Sitting Volley Bologna: https://www.facebook.com/groups/323344131760/about/

Sito Happy Hand – Giochi senza barriere: http://happyhand.it/

 

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