Tutto il calcio minuto per minuto o la nostalgia del calcio italiano alla radio

Ritorno al passato, più precisamente agli anni ’60, per rivivere il successo della prima trasmissione radiofonica italiana che ha avuto l’ideale geniale di raccontare in diretta tutti gli incontri di Serie A. Una trasmissione rivoluzionaria che ha profondamente cambiato le abitudini degli Italiani e che ancora oggi continua a entusiasmare i suoi ascoltatori nostalgici di un’epoca che non tornerà più.

Le due passioni degli Italiani

Il miracolo economico. Il lancio della mitica FIAT 500. La scena politica dominata dalla Democrazia Cristiana di Giovanni Gronchi, Presidente della Repubblica. Il lussemburghese Charly Gaul che vince il Giro d’Italia. José Altafini che porta l’A.C. Milan sul tetto della Serie A. Questa è l’Italia del 1960. Un’Italia ben diversa da quella attuale. Un’Italia piena di speranze che si è da poco ripresa dall’incubo del fascismo, della guerra, e dell’occupazione nazista e che guarda con fiducia al futuro. Un’Italia che deve ancora fare i conti con gli atti terroristici delle Brigate Rosse, le guerre di mafia e la corruzione della classe dirigente. In poche parole, un’Italia gaia e spensierata che beneficia dello sviluppo della società di consumo e dello stile di vita occidentale. Sempre più persone infatti si comprano ormai una radio, oggetto simbolo della nuova società. Portata in Italia a inizio secolo, la radio diventa in quegli anni il prodotto più ambito, nonostante l’avvento della televisione in bianco e nero, ancora troppo cara per la maggior parte delle famiglie italiane. La radio è l’oggetto ideale tanto per rilassarsi in spiaggia ascoltando le stelle della musica dell’epoca, da Edoardo Vianello ad Adriano Celentano, quanto per seguire la vita politica del paese e sentire i dibattiti tra le varie correnti della Democrazia Cristiana, il principale partito del tempo. Senza dubbi la radio rappresenta la nuova grande passione degli Italiani.

Il 1960 scatena dunque una vera e propria rivoluzione. Per mezzo della radio Roberto Bortoluzzi, Guglielmo Moretti e Sergio Zavoli, tre giornalisti RAI, tre perfetti sconosciuti al grande pubblico, danno vita a un cambiamento storico con un’idea semplice ma geniale: coniugare le due grandi passioni degli Italiani – la radio naturalmente, ma soprattutto il calcio – e offrire ai loro compatrioti un nuovo modo di vivere le emozioni dello sport nazionale. Quello che intendono fare è creare a una trasmissione che permetta al grande pubblico, dagli operai che non possono permettersi il biglietto per andare allo stadio, ai ricchi borghesi troppo occupati dai loro affari per pensarci, di ascoltare in diretta per mezzo di questa radio la storia preferita dagli Italiani, ovvero lo straordinario spettacolo della Serie A. Tutto il calcio minuto per minuto nasce quindi nel lontano 10 gennaio 1960 tra l’indifferenza più totale. Ma dentro di sé, Roberto Bortoluzzi sa di avere tra le mani un concetto avanguardista che otterrà un successo senza eguali e forse ineguagliabile. In occasione della sua prima trasmissione dà il benvenuto agli ascoltatori dicendo: “Ci auguriamo di cambiare per sempre le vostre domeniche pomeriggio” (il giorno delle partite, tutte alle ore 14). Inutile dire che aveva ragione. Tra gli Italiani e Tutto il calcio scoppia subito la scintilla e solo quattro anni più tardi la trasmissione raggiunge il primo picco di ascolti con 6 milioni di persone sintonizzate che diventeranno 22, ovvero circa la metà della popolazione del tempo, alla fine degli anni ’70.

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Un’immagine dell’Italia degli anni ’60 con l’avvento della FIAT 500

 

Un successo inverosimile

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Roberto Bortoluzzi

La trasmissione si basa su un concetto semplice ed efficace. Non è infatti un caso se è stata poi esportata in tutto il mondo e adattata al format televisivo. I giornalisti RAI vengono inviati nei principali stadi di Serie A e raccontano a turno dal vivo l’incontro a cui assistono. Essendo giocate tutte le partite alle 14, questo creava una certa difficoltà nella gestione dei 9 match domenicali. Le regole sono dunque molto rigide e il compito di ciascun inviato alquanto semplice: ogni giornalista parla per due o tre minuti, raccontando l’evento in diretta e riassumendo le azioni chiave prima di dare la parola a un collega che assiste a un altro incontro. Il tutto è diretto proprio da Bortoluzzi il quale, seduto alla sua scrivania a Saxa Rubra, quartier generale romano della RAI, vigila sul regolare svolgimento della trasmissione. All’inizio lui è l’unico che può interrompere una diretta per dare la parola a un altro giornalista che segnala una rete su un altro campo. Poi, poco a poco, la trasmissione si evolve e i giornalisti non esitano a intervenire non appena assistono a un’azione pericolosa degna di rilievo. Questo concetto basilare, per non dire elementare, che dimostra chiaramente come le idee più semplici sono spesso anche le più brillanti, esalta le qualità giornalistiche degli inviati della RAI. Le loro voci divengono presto mitiche e accompagnano le sofferenze di milioni di tifosi in occasione dei match domenicali. Le “rivalità” tra alcuni di loro, in particolar modo quella storica tra Sandro Ciotti ed Enrico Ameri, dividono il pubblico italiano in due schieramenti, con uno che preferisce la voce profonda e roca del romano Ciotti e l’altro che parteggia invece per l’energia e l’improvvisazione del toscano Ameri.

Tutto il Calcio Minuto per Minuto riesce così a conquistare un intero paese e il suo successo si basa principalmente sull’eccellente qualità dei suoi giornalisti che raccontano le dirette, ma anche sulla mancanza di concorrenza. La televisione fa sì il suo ingresso in Italia, ma non avrà i diritti per ritrasmettere gli incontri live di Serie A prima dell’inizio degli anni ’90. Gli stadi italiani degli anni ’60 sono più piccoli di quelli attuali e possono contenere solo un numero limitato di spettatori: a titolo di paragone, Roma e Lazio non giocano allo Stadio Olimpico ma al Flaminio, struttura con una capienza massima di 25000 persone, mentre la costruzione del terzo anello di San Siro che aumenta la capienza dello stadio di 18000 unità sarà completata solo nel 1990. La radio è quindi l’unico mezzo per vivere in diretta le emozioni della Serie A e seguire tutte le domeniche le prestazioni delle varie compagini. Oltretutto la radio non è discriminatoria; diversamente dagli abbonamenti allo stadio costa poco ed è accessibile a tutti in ogni momento. Che sia al ristorante o alla stazione di servizio, in macchina o in spiaggia, la radio informa un paese intero sulla situazione al Flaminio di Roma, al Meazza di Milano, al San Paolo di Napoli, al Franchi di Firenze, al Cibali di Catania e di tanti altri stadi sparsi lungo lo Stivale.

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Sandro Ciotti ed Enrico Ameri, due mitici inviati della trasmissione

La domenica degli Italiani è quindi scandita dalle tradizioni e dalla passione per Tutto il Calcio Minuto per Minuto. Sveglia presto, caffè al bar, messa alle 11, pranzo alle 13 e infine alle 14 tutti in salotto o al bar del quartiere per seguire la Serie A in diretta e senza interruzioni. Una scena riproposta svariate volte in film e pièces teatrali italiane, come nel lungometraggio dal titolo ‘‘I 100 passi ’’ (dal  minuto 8.31 al minuto 8.46), e che si è poco a poco fissata nell’immaginario collettivo del paese. Il calcio invade brutalmente la tranquillità delle famiglie della Penisola. Ascoltare le voci dei grandi giornalisti della trasmissione diventa un’abitudine, per non dire una sorta di rituale religioso che unisce gli Italiani, li eccita e li fa sentire davvero un unico popolo. Un popolo che vive simultaneamente le stesse emozioni, dal Friuli alla Sicilia, dalla Toscana alla Sardegna. Non a caso l’ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha ringraziato pubblicamente Bortoluzzi al momento del pensionamento di quest’ultimo con queste parole: “Avete unito gli Italiani ben più di qualsivoglia ideale politico o fatto storico avvenuto dall’unificazione del nostro amato paese. Grazie di cuore.”

Un declino relativo

Purtroppo si sa, il successo non può durare per sempre. Negli anni ’80 il boom delle trasmissioni televisive che ritrasmettono in differita gli highlights delle partite di Serie A, in particolar modo La Domenica Sportiva90° minuto, minano la notorietà de Tutto il Calcio Minuto per Minuto. Una nuova rivoluzione vede dunque la luce: il calcio viene vissuto ormai davanti alla TV e non più alla radio. L’avvento dei match di Serie A live alla televisione negli anni ’90 sembra destinato a dare il colpo di grazia alla trasmissione creata da Bortoluzzi & Co. Eppure Tutto il Calcio limita i danni, supera i momenti difficili e riesce così a sopravvivere. Ormai riunisce “soltanto” due milioni di Italiani ogni weekend, ma è anche miracolosamente riuscito a tenere botta malgrado il dominio assoluto del piccolo schermo che trasmette tutti gli incontri europei a ogni ora.

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Riccardo Cucchi, altra voce storica della trasmissione, che nel febbraio 2017 ha fatto la sua ultima radiocronaca

La trasmissione continua quindi a essere seguita nei posti dove la tele non può (per ora) fargli concorrenza: in macchina, sul treno, in barca o ancora sulle gradinate degli stadi, dove alcuni tifosi continuano a portare le loro radioline per informarsi in diretta sui risultati che maturano sugli altri campi. Le voci di giornalisti come Francesco Repice, Riccardo Cucchi e Giulio Delfino, vere e proprie colonne portanti della trasmissione di oggi e degni eredi dei loro illustri predecessori, continuano quindi a risuonare lungo la Penisola. E menomale, poiché la sopravvivenza de Tutto il Calcio Minuto per Minuto offre infatti a milioni di Italiani la possibilità di immergersi nel loro passato collettivo e vivere il calcio in modo meravigliosamente nostalgico.

Moretti, Zavoli e Bortoluzzi: se in Italia il calcio è tanto amato, gran parte del merito è da attribuire proprio al vostro genio. Gli Italiani vi saranno per sempre riconoscenti.

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Filippo Corsini, attuale conduttore e viceredattore de Tutto il calcio

Fonti

Traduzione: Andrea Palazzeschi

Articolo: « TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO » OU LA NOSTALGIE DU FOOTBALL ITALIEN À LA RADIO

Autore: Ruggero

Articolo pubblicato sul blog Faute Tactique il 6 maggio 2012

Link all’articolo: https://fautetactique.com/2012/05/06/tutto-il-calcio-minuto-per-minuto-ou-la-nostalgie-du-football-italien-a-la-radio/

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