Reportage: Modello Mountainbike 2.0: la soluzione tirolese per pedalare legalmente in montagna.

La legge forestale austriaca vieta in maniera categorica la mountain bike nei boschi. Già da 20 anni l’ufficio forestale del Tirolo ha capito che questo modello non ha futuro e, da allora, adotta con successo soluzioni proprie.

Innsbruck – Dieter Stöhr riconosce senza alcuna esitazione la grandissima lungimiranza dell’ex presidente della regione Tirolo Wendelin Weingartner (Partito Popolare Austriaco). Stöhr, che  nel 1997  era  a capo della sezione di competenza presso l’ufficio forestale tirolese, ricorda come già allora Weingartner  avesse affermato: “questa faccenda della bici funzionerà, quindi dovreste fare qualcosa.” In seguito a tale esortazione Stöhr  creò un gruppo di lavoro con cacciatori, agricoltori, proprietari terrieri e addetti al turismo. Lo scopo era quello di trovare una soluzione per rendere legale la pratica della mountain bike in Tirolo. L’Austria è infatti l’unico stato dell’arco alpino a vietare categoricamente l’uso della bici nei boschi e in montagna.  Stöhr ricorda che “l’impulso decisivo è arrivato dal turismo”. Weingartner, in qualità di massimo responsabile del settore, sapeva bene che non sarebbero bastati gli escursionisti a far quadrare il bilancio al termine della stagione estiva. Era dunque necessario aprire nuove strade per i bikers. All’inizio si trattava di strade forestali, ma da circa cinque anni il progetto riguarda anche i cosiddetti Singletrails, ovvero i sentieri, e questo perché, come spiega Stöhr, la mountain bike si è evoluta. Gli agricoltori hanno opposto una resistenza moderata. “Alla maggior parte di loro non interessa chi transita nei loro boschi, finché questo non causa loro  problemi”, spiega la guardia forestale.

 

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foto: land tirol / noichl

 

Per questo è stato elaborato un contratto di utilizzo in accordo con le amministrazioni comunali e le  associazioni per il turismo. L’idea di base era che i comuni, le associazioni turistiche o addirittura la regione si sarebbero assunti la responsabilità in caso di incidente sui sentieri. Stöhr illustra il modello come segue: “la responsabilità legale non è attribuita al proprietario del terreno o del sentiero, ma ricade direttamente sul comune o sull’associazione turistica”. Per fortuna però accade solo di rado che un mountain biker sporga denuncia in seguito a una caduta: “la maggior parte di loro si dimostra ragionevole e riconosce di essere personalmente responsabile.”

 

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La segnaletica rappresenta un aspetto fondamentale del Modello Mountainbike 2.0, che da vent’anni viene elaborato e attuato dall’ufficio forestale del Tirolo. foto: land tirol / noichl

Un compenso per l’utilizzo dei sentieri

Vi è inoltre una copertura assicurativa, la cosiddetta “Assicurazione – ombrello” della regione, che interviene nel caso in cui gli enti comunali o turistici non siano in grado di farlo. Da una parte il proprietario del terreno o del sentiero viene sollevato da ogni responsabilità, dall’altra riceve un compenso annuale di 12 centesimi per ogni metro di sentiero da mountain bike situato sul suo terreno, in ragione della “limitazione del diritto di proprietà” . Questa elaborata formulazione è motivata dal fatto che da un semplice compenso possa derivare una responsabilità giuridica. Molto spesso gli enti comunali e del turismo aumentano ulteriormente questa somma, per cui oggi in Tirolo  vengono pagati in media tra i 15 e i 17 centesimi per metro di sentiero.  Stöhr spiega che, “con circa 350.000 € all’anno, si tratta  della più grande sovvenzione statale per turismo e agricoltura in Tirolo”. Un altro importante elemento del Modello Mountainbike 2.0 è la segnaletica uniforme e la classificazione dei percorsi secondo diversi gradi di difficoltà. Anche questo aspetto contribuisce a rendere gestibile  la questione della responsabilità. “Se qualcuno percorre un sentiero contrassegnato in nero, deve essere consapevole dei rischi che corre, proprio come nello sci”, spiega la guardia forestale. Nel contratto sono stati inoltre definiti degli standard, per esempio viene espressamente stabilito che i ponti sulle strade forestali non debbano necessariamente essere dotati di parapetti.

Traduzione: Mattia Brizzi

Le fonti dell’articolo verranno specificate nel dettaglio dopo la pubblicazione della seconda parte del reportage

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