Borg-McEnroe, la (sola) mitica rivalità della storia del tennis

Ritorno su questa storica rivalità in concomitanza con l’uscita nelle sale del film di Janus Metz che racconta la lunga lotta tra i due monumenti del tennis anni ’80.

Il gentleman o il ribelle? “Iceborg” o “Super Brat”? Con loro non esistevano mezze misure e tu dovevi solo scegliere con chi stare: da una parte Björn Borg, dall’altra John McEnroe. Oggi la rivalità suprema tra questi due mitici giocatori che hanno segnato un’epoca rivive di nuovo nelle sale cinematografiche; interessante spunto per tornare sugli elementi che costituivano il sale di una rivalità senza eguali.

Guerra di personalità e di look

Due caratteri agli antipodi. Il fuoco e il ghiaccio. Già questo faceva presagire una lotta di portata omerica. Tutto ha inizio nel 1978, all’Open di Stoccolma. Il pubblico conosce già Borg, tre anni più vecchio del rivale, scoprendo in quell’occasione un giovane Americano alla prima stagione nel circuito pro. Immediatamente tutti notano qualcosa di particolare, tanto i due giocatori sono diversi.

Da una parte l’imperturbabile scandinavo con i suoi lunghi capelli biondi e lisci. Dall’adolescenza e da un lungo lavoro compiuto su se stesso, Björn Borg ha imparato a interiorizzare tutto. Sembra che le emozioni che prova non possano mai invaderlo, al punto che corrisponde all’immagine del giocatore perfetto dall’atteggiamento esemplare. Ma sotto questa apparenza ben controllata, Borg è in realtà un vulcano sull’orlo dell’implosione. Poco a poco viene consumato dalla pressione terribile che si infligge e che gli viene imposta dal circuito e dall’orda di fan. Proprio quando questa pressione diverrà insostenibile, Borg decide di dire basta con il tennis a soli 26 anni.

Dall’altra L’Americano dai ricci ispidi, che entra nel piccolo mondo del tennis come un cane rabbioso. Non riuscendo infatti a canalizzare la rabbia, si lascia spesso andare a scatti d’ira memorabili. La rivalità con Borg lo trascende. Detesta tanto lo Svedese con la racchetta in mano, quanto lo ammira fuori dal campo. “La gente pensa che fossimo molto diversi, ma in realtà non lo eravamo poi tanto,” spiega McEnroe al Telegraph nel novembre 2015. “Fuori dal campo i nostri caratteri erano perfino piuttosto simili. Entrambi avevamo lo stesso senso dell’umorismo e vedevamo cose allo stesso modo.”

Ma in campo McEnroe si nutre di questa rivalità, Non a caso, quando Borg appende la racchetta al chiodo, l’Americano cerca di fargli cambiare idea.  “Ero molto deluso. Sentivo che entrambi rendevamo migliori noi stessi e l’altro. Mi sarebbe davvero piaciuto se la nostra rivalità fosse durata più a lungo.

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Björn Borg con la sua storica racchetta di legno

Guerra di stile e di gioco

Borg è destro, McEnroe sinistro. Il primo controlla il gioco e annienta i propositi dell’avversario, mentre il secondo è un attaccante spumeggiante che passa gran parte dell’incontro nei pressi della rete. “Ho giocato contro entrambi,” ricorda a L’Express l’ex tennista Christophe Roger-Vasselin, padre di Edouard, anche lui attuale giocatore professionista. “Borg vinceva i punti importanti ed era in grado di imbastire rimonte incredibili sulle palle break. Era un metronomo. Controllava il gioco e colpiva a tutto braccio. Ma è McEnroe che mi ha davvero impressionato. Il suo stile di gioco era geniale. Alcuni hanno cercato di imitare Borg, ma nessuno ha neanche mai provato a fare lo stesso con McEnroe. Solo lui infatti poteva giocare in quel modo.”

McEnroe esercitava lo stesso fascino anche sul giornalista Serge Daney, che aveva seguito la finale di Wimbledon del 1980 per Libération e che in un articolo scovato da Le Temps scriveva che “Borg mandava la pallina dove l’avversario non poteva controbattere. McEnroe, dal canto suo, tendeva invece a scagliarla dove l’altro non poteva nemmeno immaginare.”

A sua volta Patrice Hagelauer, coach all’epoca di Yannick Noah, spiega a L’Express che non ha mai saputo scegliere: “Ho amato quel periodo. Eravamo in presenza di due geni opposti in tutto. Borg era il re della difesa, l’asso del liftato. Giocava da fondo campo con una regolarità impressionante. Esercitava un dominio schiacciante sul circuito. Quando partecipava a un torneo gli altri sognavano, nella migliore delle ipotesi, di ottenere al massimo un posto in finale. E poi è arrivato McEnroe e ha rotto questa egemonia. Era un genio dell’attacco. Ha rivoluzionato il gioco. I loro duelli hanno dato vita a incontri epici e la loro rivalità ha fatto entrare il tennis in una nuova era.”

In totale Borg e McEnroe si sono affrontati 14 volte in soli quattro anni (dal 1978 al 1981), per un bilancio di 7 vittorie ciascuno. “Penso che sia stato John McEnroe a far smettere Björn Borg, quando quest’ultimo si è reso conto che stava per essere destituito,” afferma Christophe Roger-Vasselin.

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John McEnroe in una delle sue innumerevoli discese a rete

Guerra verbale

Borg è superstizioso e pieno di tic nervosi. Taciturno e misterioso. Il suo mito non finirà mai. Ancora oggi mantiene il suo fascino. McEnroe invece è capace di andare su tutte le furie in ogni momento e quando sbrocca gli capita di pronunciare frasi leggendarie, come il mitico: “You cannot be serious!” Ancora oggi la battuta perseguita l’Americano. Di recente ha spiegato al Telegraph di non sopportare più le persone che lo chiamano per strada imitandolo con la sua ormai celebre frase.

Dopo la fine della carriera McEnroe ha continuato a esprimere il proprio pensiero con forza. “Quello normale ero io,” ruggirà in un documentario della BBC qualche anno dopo aver lasciato il tennis giocato, come ricordato da Le Temps. “La maggior parte di quelli che giocano a tennis  che conosco gettano per terra la racchetta e si arrabbiano!” Proprio come lui.

I media hanno provato a lungo a presentare il lungo duello Federer-Nadal come erede dello scontro tra Borg-McEnroe, ma il tennis attuale non offre più una simile opposizione di stili. Eppure resta forse ancora qualcosa del duello leggendario che ha contrapposto i due geni. Qualcosa di più diffuso. Il sale di quella rivalità si è in un certo senso diluito infatti nella perfezione di Federer, nei tic di Nadal, negli eccessi di Kyrgios o negli attacchi di collera di Murray.

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I due campionissimi oggi

 

Fonti

Traduzione: Andrea Palazzeschi

Articolo: Borg – McEnroe, la (seule) rivalité mythique de l’histoire du tennis

Giornale: L’Express, France.

Autore:  Sébastien Leurquin

Data di pubblicazione:

Link all’articolo: https://www.lexpress.fr/actualite/sport/tennis/borg-mcenroe-la-seule-rivalite-mythique-de-l-histoire-du-tennis_1958384.html

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