Europei Juniores 2017 di Taekwondo: Intervista a Vito Dell’Aquila

Domenica 5 novembre, a Larnaca (Cipro), si sono conclusi i Campionati Europei Juniores di Taekwondo, competizione che si svolge ogni due anni e alla quale partecipano i migliori combattenti di ogni Paese, in età compresa fra i 15 e i 17 anni.

palazzetto cipro tkd
Foto scattata per PalaSport dal nostro insider Lucio.

I tecnici della Nazionale Juniores hanno visto salire sul podio tre dei loro atleti: Dalila D’Ambra, bronzo nella categoria -68 kg, Simone Alessio, oro nella categoria -73 kg e Vito Dell’Aquila, Campione Europeo nella categoria -55 kg.

Dedichiamo l’uscita settimanale della rubrica Italians Golden Edition proprio a Vito Dell’Aquila, atleta della A.S.D. New Marzial Mesagne e giovane orgoglio azzurro. Infatti, a soli 17 anni, vanta già un palmarès invidiabile: oro ai Mondiali Cadetti 2014 nella categoria -49 kg, oro ai Campionati Europei Under 21 e bronzo ai Mondiali Seniores di quest’anno, infine, con la gara di domenica, due volte Campione Europeo Juniores. Attualmente è dodicesimo nel ranking mondiale maschile e trentottesimo nel ranking olimpico ma, grazie all’ultima vittoria che gli assegnerà 20 punti, scalerà ancora più in alto le classifiche, a dimostrazione del suo grande potenziale.

Abbiamo intervistato Vito per scoprire le sue sensazioni sulla gara appena disputata, nonché qualche curiosità sull’atleta e sulla persona.

Ti sei laureato Campione Europeo Juniores per la seconda volta di fila. Vincere per te sembra un gioco da ragazzi. Ma qual è stato il combattimento più difficile?

I quarti di finale contro il russo. Innanzitutto, la Russia è una delle nazioni più forti in Europa e nel mondo, infatti ha dominato questo Europeo nelle varie categorie. Il mio avversario era molto preparato, aveva già vinto il Mondiale Cadetti 2014 nella categoria -41 kg, però non mi sono lasciato intimorire. Non è stato difficile dal punto di vista psicologico, bensì fisico. Era molto alto e non si stancava mai, rispondeva ad ogni mio colpo. Infatti sono riuscito a batterlo di soli quattro punti.

Sentivi la pressione di dover riconfermare il titolo?

Sì, tantissimo. Ma al di là delle pressioni della gente, anch’io mi aspettavo molto da me stesso. Quest’anno sono arrivato terzo ai Mondiali Seniores e quindi sentivo che non potevo perdere contro i ragazzi della mia età. Volevo dimostrare di aver acquisito esperienza in più rispetto agli altri miei coetanei.

Deduco che questa vittoria abbia avuto un sapore diverso rispetto a quella di due anni fa, agli Europei in Lettonia.

Ad ogni gara si provano emozioni diverse. Quando ho vinto l’Europeo due anni fa ero emozionatissimo e soddisfatto di aver ottenuto un titolo così importante. Ma questo di Cipro è stato l’Europeo dell’esperienza e della conferma quindi, sì, posso dirmi ancora più felice.

Hai vinto la finale con un punteggio di 16 a 5, quindi con un grande vantaggio. A che cosa pensavi durante gli ultimi secondi prima del gong?

Pensavo: “Tempo, scorri in fretta!”. Non vedevo l’ora che finisse l’incontro per potermi sentire davvero Campione Europeo, per poterlo ufficializzare.

E qual è stato il tuo primo pensiero quando ti sei reso conto che avevi vinto?

Ho esultato come un pazzo e ho gridato: “Questa vittoria è per te, Mimmo!”. Mimmo è mio fratello e ha perso per un solo punto ai quarti di finale disputati due giorni prima, quindi ci tenevo a “vendicarlo”. Volevo vincere anche per lui.

foto Vito Dell'Aquila e Baglivo
Vito e il maestro Roberto Baglivo della A.S.D. New Marzial Mesagne. (PalaSport)

La A.S.D. New Marzial Mesagne continua a sfornare talenti. Primo fra tutti, Carlo Molfetta, oro olimpico a Londra 2012. Potresti essere il suo successore…

Magari, sarebbe un sogno vincere un’Olimpiade. Provo una profonda ammirazione nei suoi confronti. Quando ho cominciato a fare taekwondo, 9 anni fa, Carlo si allenava già a Roma, al Centro di Preparazione Olimpica dell’Acqua Acetosa. Mi sarebbe piaciuto allenarmi con lui a Mesagne, ma non c’è stata l’occasione. Peccato.

Quindi hai cominciato a praticare questa disciplina all’età di 8 anni. Che cosa ti ha spinto a farlo?

È stato mio padre a indirizzarmi verso questo sport. Da piccolo ero molto timido e lui pensava potesse farmi bene. Ora infatti sono molto più estroverso, il taekwondo mi ha dato più sicurezza in me stesso.

Avresti potuto praticare altri sport. Perché proprio il taekwondo?

Perché insegna il rispetto, la disciplina e altri valori che in altri sport si stanno perdendo. Il taekwondo è uno sport spettacolare da vedere e divertente da praticare perché è dinamico, devi dare il massimo in pochissimo tempo. Inoltre, mi piace perché credo sia uno sport in cui contano più le doti tecniche di quelle fisiche.

Per diventare atleti di alto livello e raggiungere buoni risultati bisogna fare molti sacrifici. Raccontaci la tua routine sportiva.

Mi alleno duramente 2-3 ore al giorno. Durante le vacanze, quando non vado a scuola, mi alleno anche 5 ore al giorno. A causa degli allenamenti, non riesco a fare tutti i compiti nel pomeriggio, quindi mi sveglio alle 4 o alle 5 della mattina e li finisco prima di andare a lezione. È dura dormire così poco, ma mi ha insegnato ad avere spirito di sacrificio. Così, quando sono sul tatami, ripenso a tutti i sacrifici che faccio ogni giorno e questo mi spinge a non mollare.

Hai un rituale pregara?

Sì, ad ogni gara ho un rituale diverso ma alcuni sono ricorrenti. Per esempio, prima di una gara non mi scatto mai foto allo specchio, perché penso che portino sfortuna. E ho una predilezione per il numero 11 e per il colore giallo, perché simboleggia l’oro. Scelgo il giallo anche nelle piccole cose, come una bustina di zucchero gialla quando faccio colazione al bar la mattina della gara.

Oggi hai solo 17 anni. Che mestiere vorresti fare da grande a parte il taekwondoka?

Beh, prima spero di diventare un atleta di alto livello. Poi, al termine della mia carriera, mi piacerebbe fare il giornalista sportivo. Vorrei scrivere per una pagina dedicata esclusivamente al taekwondo internazionale e poterlo promuovere in Italia, dato che qui è considerato uno sport minore.

Quanto influiscono i tuoi sostenitori nei tuoi successi sportivi?

Moltissimo. I miei genitori, mio fratello e la mia vicina di casa Maria mi sostengono sempre. Ma per i miei successi devo ringraziare soprattutto il mio straordinario maestro, Roberto Baglivo. È molto severo ed esigente ma ha una grande passione per questo sport e ce la trasmette ogni giorno. Ringrazio anche gli allenatori della Nazionale Juniores, Claudio Nolano e Leonardo Basile, che in questi giorni a Larnaca mi sono stati molto vicini. Se sono riuscito a salire sul gradino più alto del podio è grazie a loro.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Il mio primo obiettivo sono i Campionati Europei a categorie olimpiche che si terranno a dicembre. E poi voglio partecipare ai quattro Grand Prix del 2018. Il primo si svolgerà a Roma. Infine, ovviamente, punto a Tokyo 2020.

E noi di PalaSport non possiamo fare altro che augurare a Vito buona fortuna e sperare che continui a portare in alto la bandiera italiana nel mondo.

Il video saluto di Vito Dell’Aquila a PalaSport

Fonti

Autrice: Claudia Bondi

Sito A.S.D. New Marzial Mesagne: http://www.newmarzial.it/

Sito FITA: http://www.taekwondoitalia.it/

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