Reportage: Il coraggio di mollare (prima parte)

Dale Earnhardt jr. lascia le corse: con il figlio d’arte la NASCAR perde la sua star più temeraria.

Di giorni come quello trascorso recentemente a Loudon, nel New Hampshire, la pista più settentrionale del calendario della NASCAR, ne ha vissuti tanti. È stata “una giornata terribile, penosa”, in cui l’auto prima della partenza “era piuttosto veloce”, ma non abbastanza scattante in gara. Il momento saliente è stato una delle solite carambole, che gli è apparsa davanti in una gigantesca nuvola di polvere alla velocità di circa 250 chilometri all’ora. Ha concluso la gara in trentaquattresima posizione. Non è più disposto ad andare avanti così. Presto per il veterano, 43 anni, arriverà il ritiro.

imagesDale Earnhardt junior ha iniziato la sua carriera nel motorsport a diciassette anni. “Junior”, come allora veniva chiamato, voleva seguire l’esempio del padre, uno dei piloti più temerari della NASCAR, la categoria automobilistica più seguita negli USA. Al volante di queste antiquate e spartane gabbie di metallo su ruote Earnhardt ha ottenuto tanto. E non si tratta solo delle due vittorie sul prestigioso ovale di Daytona, ma anche e soprattutto dell’enorme popolarità di cui gode, sebbene non abbia mai vinto un campionato piloti. Il governatore dell’Alabama ha approfittato della tappa di questa settimana a Talladega per dichiarare ufficialmente questa domenica “Dale Earnhardt Jr. Day” in tutto lo Stato.

Il destinatario di tanto onore desidera sfrecciare come si deve nella sua Chevrolet numero 88. Raggiungere i 340 km/h sull’ovale più veloce d’America è il minimo sindacale. Non ha paura di prendere la scia e compiere sorpassi millimetrici. Qui tra il 2001 e il 2004 ha tagliato più volte la linea del traguardo da vincitore, e il suo ultimo trionfo risale al 2015. Ma la maggioranza delle volte si ritrova a guidare nelle retrovie. I numerosi incidenti e i conseguenti traumi cerebrali hanno richiesto il loro tributo.

Nel 2016, l’ultima volta che si è dovuto ritirare da una gara, si è sentito così stremato che ha deciso di lasciare definitivamente le corse. Da quando ha reso nota la sua decisione, all’inizio della stagione, è sulla bocca di tutti come non mai. È il grande protagonista di un’ondata di ritiri in cui i vari Truex, Busch, Keselowski e Harvick, piloti di punta della nuova generazione, sono relegati al ruolo di comparse.

 

Traduzione: Francesca Scapecchi

Le fonti dell’articolo saranno specificate al termine della seconda e ultima parte del reportage

 

 

 

 

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *