Mirko Savoretti: giocare e pensare da Italiani

Prima parte

Come accennato nello scorso articolo, mentre mi trovavo in Italia ho assistito a Perugia a un torneo nazionale di bocce categoria A-A1. Lì, ho avuto la fortuna di vedere un grande incontro tra due degli assoluti protagonisti del circuito: Mirko Savoretti e Luca Santucci. Riviviamo insieme le fasi salienti del match, perché più che una partita di bocce si è trattato di un vera e propria partita a scacchi giocata da due maestri della specialità. Vediamo se riuscirete a capire in anticipo le giocate chiave e le strategie messe in atto dai due giocatori per provare a vincere la partita.

Partiamo dalla fase del in cui inizia la “vera” partita. Savoretti ha accumulato un vantaggio di 10 punti a 2 su Santucci (la partita si conclude a 12, n.d.t.). Questo dopo che entrambi i giocatori hanno messo in mostra le loro eccellenti doti di accosto e bocciata di raffa e volo. Savoretti sembra ormai avere la vittoria in pugno, quando l’avversario e atleta di casa dà avvio a una grande rimonta che a sorpresa gli permette di portare il punteggio in parità a quota 10. Nella mano seguente Santucci accosta bene la sua prima boccia a qualche centimetro dal pallino e Savoretti la colpisce subito con una bocciata precisa ed efficace. La boccia di Savoretti termina la sua corsa al centro dell’asse di fondo campo, mentre quella dell’avversario va nell’angolo destro. Dopo che entrambi sono rimasti con una sola boccia in mano avendone giocate tre, Santucci ha per terra due punti vicino alla linea B del campo (22 mt circa, vedi immagine sotto n.d.t.), mentre le tre bocce di Savoretti sono collocate vicine al centro della testata di fondo (26,5 mt circa, n.d.t.).

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Campo regolamentare di bocce, specialità raffa, (sito Federbocce)

Ecco dunque il quesito: cosa farà Savoretti? Prima di continuare a leggere, provate a mettervi nei panni del campione di Recanati, pensate alle opzioni a vostra disposizione e alla fine dell’articolo vedrete se sarete riusciti a “giocare e pensare da Italiani”.

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Spettacolare bocciata di volo, una delle tante specialità della casa, ad opera di Savoretti.

Seconda parte

Ci eravamo lasciati sul punteggio di 10-10, Santucci ha il punto a terra e Savoretti deve prendere una decisione importante. Se avete già visto giocare Savoretti, saprete di certo che siamo davanti a un giocatore sicuro di sé, che non mostra esitazioni o indecisioni, ma soprattutto estremamente concentrato e presente nel match. In campo è come un gatto che si muove con precisione ed eleganza, nessun movimento fuori posto.

Quindi riassumendo: in gioco ci sono sei bocce nei pressi del fondo campo, Savoretti ne ha tre all’asse, mentre Santucci ne ha una all’angolo destro, sempre della testata di fondo, e due nei pressi della linea B del campo. Savoretti chiede all’arbitro di poter andare a vedere il gioco. Cammina a testa alta lungo il campo, osserva il posizionamento delle bocce e infine ritorna indietro pronto per la prossima mossa. Cosa farà? E voi al suo posto cosa fareste? […]

Ed è proprio qui che comincia la partita a scacchi. Savoretti va al punto e accosta la sua ultima boccia 3 metri circa dopo il pallino, ma prima delle due bocce dell’avversario e in prossimità delle stesse. In Italia il pallino viene posizionato al centro della linea D e non sul punto come negli Stati Uniti. Cosa ha fatto Savoretti? Non può avere commesso un errore così madornale! Ma aspettate un attimo… e se si trattasse del “pedone sacrificato”, mossa spesso utilizzata negli scacchi? Savoretti infatti, dopo aver valutato le possibili giocate, ha scelto di sacrificare questa mano, sperando che Santucci si accontenti di prendere un punto con la boccia che ha ancora a sua disposizione portando così lo score a 10 a 11 in suo favore.

Se Santucci accetta di prendere un solo punto, darà la possibilità a Savoretti di giocare un altro sfoglio (termine gergale che indica una mano del gioco in cui ogni giocatore, in caso di match individuale, ha diritto a giocare quattro bocce) e di conquistare i due punti che gli mancano per giungere alla vittoria. Ora vediamo cosa farà Santucci, ma prima pensate un attimo a cosa avreste fatto voi: vi sareste accontentati di fare un punto? Avreste bocciato la boccia di Savoretti tentando così di conquistarne due grazie alle due bocce posizionate proprio dietro quella dell’avversario? Come sta andando finora? State riuscendo a “giocare e pensare da Italiani?”

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Savoretti si esibisce in una bocciata di raffa.

Terza parte

Ora è Santucci a essere chiamato a prendere una decisione importante, che gli potrebbe permettere di vincere l’incontro o eventualmente riportare in carreggiata l’avversario  concedendogli un’ altra mano. Se Santucci accetta di prendere un punto, può ancora vincere nello sfoglio seguente. Se decide di bocciare e colpisce la boccia dell’avversario vince, a meno di particolari, e difficilmente pronosticabili, carambole che potrebbero addirittura farlo perdere o consegnarli solo un punto nel caso in cui la boccia colpita dell’avversario andasse a impattare su una o entrambe le sue subito dietro. La soluzione migliore è a questo punto forse quella di accontentarsi e prendere un solo punto, in quanto tutte le altre giocate comportano rischi. Ora, come vi dicevo, ci troviamo di fronte a due grandi campioni che provano a vincere la partita con la loro ultima boccia rimasta. Non dimenticatevi inoltre che entrambi i giocatori sono reduci da numerosi altri incontri disputati e vinti durante la stessa giornata e che a questo punto può succedere di tutto.

Torniamo dunque a Santucci, che alla fine si accontenta di prendere un punto, perché come recita un vecchio adagio: “meglio un uovo oggi che una gallina domani”. E lo stesso vale anche in questi incontri di altissimo livello: il rischio si misura in termini di punti certi da conquistare e non in base alle possibilità di fare punti. Santucci accetta dunque il punto e conduce ora per 11 a 10 sull’avversario, la cui scommessa ha pagato e che si concede così ora un’ultima chance per tornare a galla e fare sua la partita. Senza scendere ulteriormente nel dettaglio, vi dirò solo che l’ultimo sfoglio ha regalato altre grandi giocate al punto e bocciate, tutte all’asse di fondo campo, e che alla fine è stato proprio Savoretti a spuntarla e a portare a casa l’incontro.

Qual è dunque l’insegnamento che ci lascia in eredità questa partita? Savoretti grazie alla sua bravura ed esperienza ha fiutato il pericolo nelle possibili giocate che gli si presentavano e ha scelto pertanto di sacrificare il punto (il pedone), in quanto al momento ciò rappresentava l’unica speranza per lui di non affondare e addirittura vincere nella mano successiva. Dal suo punto di vista, Santucci ha invece creduto che in quella circostanza non valesse la pena assumersi rischi inutili e che accontentarsi di prendere un punto e proseguire l’incontro sarebbe stata la scelta più saggia. Il campo, nella mano seguente, ha dimostrato che dei due aveva ragione…

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Palmarès di Mirko Savoretti

  • 9 titoli italiani
  • 7 campionati di società
  • 1 master FIB
  • 5 coppa Italia
  • 3 campionati europei
  • 3 mondiali
  • 1 mondiale di club
  • 125 gare nazionali
  • 40 presenze in nazionale
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Puerto Iguazu, Argentina. Mondiale di bocce 2012. (Sito Federbocce)
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Crema. Campionato europeo 2016.
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Milano 2017. Campionato italiano specialità raffa.
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Ancona, ottobre 2017. Premio Marche

 

Il video saluto di Mirko Savoretti a PalaSport

Fonti

Traduzione: Andrea Palazzeschi

Giornale: United States Bocce Federation

Articolo: Playing and Thinking Like The Italians

Autore: Mario Veltri

Link all’articolo: http://usbf.us/uploads/3/2/4/1/3241175/usbf-aug13online2.pdf

Tutte le foto proposte nell’articolo, ad eccezione di quelle prese dal sito della Federbocce, sono tratte dal profilo Facebook ufficiale di Mirko Savoretti.

La redazione di PalaSport ringrazia l’atleta Mirko Savoretti per la preziosa collaborazione e per il video saluto realizzato per la nostra pagina Facebook ufficiale.

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