L’ultimo Mondiale

Con Russia 2018 in molti appenderanno gli scarpini al chiodo. Per molte stelle sarà l’ultima opportunità per dire la loro in un’era che si avvicina alla fine.

A oggi, Lionel Messi e Cristiano Ronaldo sono ancora i due migliori calciatori del pianeta, ma per i Mondiali in Qatar, nel 2022, avranno rispettivamente 35 e 37 anni. In quello stesso anno, Sergio Ramos e David Silva compiranno 36 anni, come Manuel Neuer e Radamel Falcao. I due comandanti della difesa italiana nel 2022 saranno veterani (o avranno appeso gli scarpini al chiodo); Leonardo Bonucci avrà 35 anni e Giorgio Chiellini ne avrà 38. L’Uruguay si troverà in una situazione analoga con i suoi alfieri, Edinson Cavani e Luis Suárez, che in quell’anno avranno 70 anni in due. Gareth Bale avrà gli stessi anni di Alexis Sánchez o Thomas Müller, 33, e uno in meno dei bomber Robert Lewandowski e Sergio Agüero. Per non parlare dei 37 di Lukas Modric, i 38 di Arjen Robben (N.d.T. il quale proprio pochi giorni fa ha ufficializzato il suo addio agli Orange) e i 39 di Dani Alves.

suarez cavani

Indipendente dal fatto se riusciranno o meno a staccare un biglietto per l’appuntamento mondiale di quest’estate, cosa che alcuni non hanno ancora fatto, il voler proiettare questi giocatori nel futuro ci porta a una cruda realtà: ci aggrappiamo all’ultimo colpo di coda di un ciclo. Gli addetti ai lavori sono d’accordo nell’affermare che Russia 2018 sarà l’ultimo capitolo di molte carriere. La manifestazione sarà per molte stelle l’ultima opportunità di dire la loro in un’era che si sta concludendo. O per lo meno a livello internazionale. La Coppa del Mondo, per molti, sarà una sorta di epitaffio. Una pagina bianca, alla fine del libro, sulla quale scrivere una bella lettera d’addio.

Il calcio è l’unico mondo in cui ci distrugge che il tempo scorra per gli altri. Questo riflesso di bizzarra generosità si può spiegare affermando che questo sport è in fondo alla nostra anima. Ci appartiene. Il 9 che non cattura più ogni palla. La mezza punta che non graffia a ogni incontro. Il terzino che non crossa più come una volta. Improvvisamente, la vecchiaia degli altri è anche nostra. Non c’è muro che ci possa proteggere da questo dramma.

BBC

La decadenza dei nostri punti fermi finisce sempre col segnalarci qualcosa di peggiore: la nostra maledetta decadenza. Niente più. E non sarà un boccone facile da mandare giù. Nel giro di 5 anni, quando ci guarderemo attorno, ci sentiremo soli. Soli e defraudati. Perché ci sono racconti che, nel momento in cui li ascoltiamo, ci sembrano immortali. La Spagna dal gioco fine, la Germania del “Mineirazo”, l’Italia della difesa impenetrabile, l’Islanda delle gesta eroiche, la Colombia dalle mille promesse, il Cile veemente, astuto e cattivo… Tutto scorre. Anche i duelli tra Messi e C. Ronaldo per il Pallone d’Oro verranno ricoperti dalla polvere, come accade agli oggetti inutilizzati.


Dopo la prossima Coppa del Mondo qualcosa cambierà per sempre. Un pezzo di calcio se ne andrà per sempre. Un altro.


Nomi come Neymar, Isco, Mbappé, Dybala, Kimmich, Asensio o Dembelé dovrebbero tranquillizzarci perché ci dimostrano che il calcio non sta facendo un salto nel vuoto, bensì sta semplicemente cambiando pelle, come ha già fatto tante volte nel corso degli anni. Sta cambiando leader e dinastie. Ma in situazioni come questa nemmeno queste parole possono cancellare le nostre preoccupazioni. Si tratta di inquietudine cronica. E se il nuovo sarà peggio del vecchio? E se la nuova vista non ci piace? E se lo spettacolo non ci prenderà più come una volta? E se Russia 2018 sarà davvero l’ultimo Mondiale?

neymar mbappe

Non importa che nuove stelle prendano il posto delle vecchie, che è ciò che accadrà, alla fine della prossima Coppa del Mondo qualcosa sarà cambiata per sempre. Un pezzo di calcio se ne andrà per sempre. Un altro.

 

Scritto da Marcel Beltran e pubblicato su Panenka il 10/10/2017

Traduzione: Federico Leone

Link: http://www.panenka.org/pasaportes/el-ultimo-mundial/

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