Rio 2016: l’hijab “non terrà lontana” dallo sport la giocatrice egiziana di beach volley Doaa Elghobashy

“Porto l’hijab da 10 anni. Non mi preclude la possibilità di fare le cose che amo, e il beach volley è una di queste”.

Un’atleta egiziana che ha indossato l’hijab, una maglia a maniche lunghe e delle panta mentre affrontava la Germania durante un incontro di beach volley alle Olimpiadi di Rio ha affermato che portare il velo “non [la] terrà lontana” dallo sport.

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L’atleta egiziana Doaa Elghobashy in battuta alla Beach Volleyball Arena (PA)

Doaa Elghobashy e la sua compagna Nada Meawad domenica 7 agosto 2016 hanno scritto una pagina di storia giocando sulla spiaggia di Copacabana e diventando la prima squadra olimpica egiziana a gareggiare in un torneo di beach volley. Elghobashy, la cui divisa contrastava fortemente con il bikini indossato dalle avversarie tedesche, dopo la sconfitta 21-12 e 21-15 contro la Germania, ha parlato della necessità di indossare l’hijab durante la gara e dell’orgoglio che ha provato nel rappresentare il suo paese alle Olimpiadi:

“Porto l’hijab da 10 anni”, ha raccontato all’agenzia di stampa internazionale Associated Press. “Non mi preclude la possibilità di fare le cose che amo, e il beach volley è una di queste. Sono orgogliosa di poter portare in alto la bandiera egiziana in una manifestazione cui partecipano così tante nazioni”.

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L’esultanza di Doaa Elghobashy  contro la Germania (Getty Images)

Elghobashy e Meawad si sono qualificate ai Giochi Olimpici attraverso una competizione regionale volta a dare spazio ad altri paesi al di là dei brasiliani, americani ed europei che generalmente dominano il torneo internazionale di beach volley. Il duo ha beneficiato della decisione della Federazione Internazionale Pallavolo di rendere meno severo il regolamento sulle uniformi da beach volley: se prima delle Olimpiadi di Londra le donne dovevano indossare il bikini e gli uomini i bermuda, dal 2012 sono concesse le maglie a maniche lunghe e i pantaloni.

Il portavoce della FIVB Richard Baker ha affermato che la decisione aveva come obiettivo quello di rendere il beach volley più aperto dal punto di vista culturale. Sembra essere stata una scelta azzeccata se si considera che alle qualificazioni continentali per le Olimpiadi di Rio hanno partecipato 169 paesi diversi contro i 143 di Londra 2012, ha aggiunto Baker.

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La tedesca Kira Walkenhorst sulla sinistra e Doaa Elghobashy sulla destra (EPA)

 

Il 2016 ha segnato una svolta importante per l’Egitto, che non aveva mai ottenuto la qualificazione al torneo olimpico di beach volley, né femminile né maschile. Ma a Rio 2016 anche la sciabolatrice statunitense Ibtihaj Muhammad ha fatto la storia delle Olimpiadi, diventando la prima atleta del paese a indossare l’hijab durante i Giochi. Muhammad, che ha portato a casa la medaglia di bronzo nella sciabola a squadre, aveva precedentemente dichiarato:

“Mi resi conto che c’era una carenza di minoranze in questo sport. Sapevo di avere delle qualità, così ho iniziato a praticare la scherma a tempo pieno. Sentivo che la squadra ne aveva bisogno. Nella sciabola femminile c’erano delle barriere da abbattere”.

 

Fonti

Traduzione: Isabella Lega

Articolo originale di Alexandra Sims, pubblicato da The Independent

Link: http://www.independent.co.uk/news/people/rio-2016-wearing-a-hijab-wont-keep-egyptian-volleyball-player-doaa-elghobashy-away-from-sport-a7180636.html

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