I fantastici quattro nati nella settimana più fertile del calcio

Il 22 settembre del 1976 a Rio nacque un grande calciatore. “Sai a chi deve il suo nome Ronaldo?” chiese il padre allo scrittore Frans Oostervijk anni dopo. “Al dottore che ha chiuso le tube a sua madre dopo averlo dato alla luce. Ha, ha. Dottor Ronaldo, così si chiamava.” Quella nascita fu l’inizio di una delle settimane più fertili di tutta la storia del calcio. Quattro giorni dopo Ronaldo, il piccolo Michael Ballack nacque a Görlitz, nella Repubblica Democratica Tedesca, seguito da Totti, a Roma, il 27 settembre, il quartetto venne poi completato quando Andriy Shevchenko vide la luce nel paesino ucraino di Dvirkivschyna il 29 settembre. In quell’estate ci doveva essere qualcosa di strano nell’acqua. Ruud Van Nistelrooy e Patrick Kluivert nacquero il 1 luglio 1976, in Olanda.

Qualsiasi fosse il segreto, quest’anno hanno tutti compiuto 41 anni e si può cogliere l’occasione di dare vita a una bozza della carriera di una star del calcio moderno. Il primo punto che si deve scrivere è che le origini contano poco. Nel calcio moderno poco importa se sei nato in un paesino evacuato dopo il disastro di Chernobyl (Shevchenko), in una famiglia romana così tradizionale che tua madre continuerà a stirare per sempre il tuo completino (Totti), o in Dr Salvador-Allende-Strasse 168, Karl-Marx-Stadt nella Germania dell’Est (Ballack). Tutti e quattro sono cresciuti sognando in grande. Totti all’inizio voleva fare il benzinaio, Ronaldo il cantante, Shevchenko il boxeur e Ballack era stato inquadrato dalla RDT come un futuro pattinatore di velocità. Solo Ronaldo si è rivelato essere un ragazzo prodigio: a 17 anni sedeva sulla panchina del Brasile nella finale di Coppa del Mondo del ’94, forse tremando dalla paura di essere mandato in campo. La prima cosa che ha comprato con i suoi primi ingaggi è stato un apparecchio. I suoi denti avevano segnato la sua gioventù. Gli altri tre sono arrivati dopo, nessuno ha partecipato alla Coppa del Mondo Under 20 del 1995. Il miglior giocatore del torneo, il brasiliano Caio, non è stato all’altezza delle aspettative.

È stato Ballack quello che ci ha messo di più a diventare una stella. A 22 anni ancora non era titolare fisso in Bundesliga. Questo su lungo periodo nell’anonimato è forse il motivo per cui è l’unico dei quattro a non aver sposato una modella o una showgirl. Infatti ha conosciuto una bella ragazza che lavorava come cameriera al Café Am Markt di Kaiserslautern. Invece Ronaldo si è fatto strada a fatica tra un esercito di bionde conosciute ai più come le Ronaldinhas. Si tratta della prima generazione di calciatori globali. Sebbene il primo trasferimento a Occidente del giocatore dell’ex Unione Sovietica non era andato in porto, Shevchenko ha lasciato la Dinamo Kiev per accasarsi al Milan, adattandosi immediatamente. Si era semplicemente spostato da una nazione in parte capitalista con una forte presenza mafiosa sul territorio e dove l’uomo comune non aveva nulla a una nazione in parte capitalista con una forte presenza mafiosa sul territorio e dove l’uomo comune vestiva Armani. Ha sposato una modella americana.

Tutti e quattro hanno dato ai figli nomi “cosmopoliti”. Shevchenko ha chiamato suo figlio Jordan, in onore di Michael Jordan; i ragazzi di Ballack sono Louis, Emilio e Jordi; il figlio di Ronaldo è Ronaldo perché il calciatore e la moglie di allora amavano mangiare da McDonald’s. Anche Totti, l’eterno romano, ha chiamato sua figlia Chanel.

Già a poco più di vent’anni stavano tutti vivendo momenti d’oro – anche se Ballack non era riuscito a fare bottino pieno, trasferimenti troppo veloci per assaporare i successi. A Yokohama nel 2002, nemmeno un’ora dopo la doppietta di Ronaldo nella finale della Coppa del Mondo, un giornalista brasiliano gli disse: “Non ci interessa il passato, solo il futuro.” A Ronaldo non piacerebbe vincere la medaglia d’oro alle Olimpiadi? Cosa ci dice sulla prossima Coppa del Mondo? “Non voglio alcuna pressione sul futuro,” rispose Ronaldo con la sua solita calma. “Voglio solo pensare a festeggiare.” Aveva finalmente acquisito una qualità essenziale per chi vive al top: saper dire di no.

Tutti questi giocatori hanno sviluppato un meccanismo per gestire lo stress. Totti è rimasto per sempre alla Roma, dove è stato amato anche se non protagonista di performance stratosferiche tutte le domeniche. Shevchenko è tornato al Milan, famoso per viziare i propri giocatori. Ronaldo ha dato la precedenza alle Coppe del Mondo, spesso rimanendo fuori dalle squadre di club per mesi. E quando Ballack era al top era abbastanza maturo da poter reggere lo stress. Si può anche individuare il punto più alto della carriera di ognuno di loro: per Ronaldo è stato il 2002, per Shevchenko il 2004 quando è stato eletto miglior giocatore d’Europa dell’anno, per Totti il 2006 anno in cui ha vinto la Coppa del Mondo e per Ballack l’estate del 2008 durante la quale ha quasi vinto tutto. Ciò mostra anche che più avanti giochi, più sei veloce, prima arrivi al top. Ballack, l’unico centrocampista puro è stato quello che ha maturato per ultimo. Il viaggio è finito prematuramente, gli infortuni hanno fortemente condizionato le carriere di tutti e quattro. Nel 2008 Totti e Ballack erano impegnati a recuperare da gravi infortuni, Shevchenko cercava di segnare il primo gol dell’anno prima del suo compleanno. Ronaldo cercava di tornare in campo, allenandosi su una spiaggia di Rio dopo un terribile infortunio al ginocchio, ma ancora non era pronto a mollare: “Amo così tanto il calcio che sono pronto a qualsiasi sacrificio.” Si vociferava potesse unirsi al Manchester City, ma è stato poi fotografato visibilmente ingrassato mentre fuma e beve birra su uno yacht. In un modo o nell’altro, prima o poi doveva finire.

 

Traduzione di Federico Leone

Pubblicato il 26/09/2008 sul Financial Times, scritto da Simon Kuper in inglese

https://www.ft.com/content/84aa0436-8bfe-11dd-8a4c-0000779fd18c?mhq5j=e5

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