Il lungo viaggio di Nadia Nadim, calciatrice afghana e nuova recluta del Manchester City femminile

Parlare di acquisti top in casa City è un dolce eufemismo se si guarda anche solo all’ultima faraonica campagna acquisti. Ma, senza arrivare alle decine di milioni di euro sborsati per ingaggiare Benjamin Mendy, Kyle Walker o Bernardo Silva, la squadra femminile ha piazzato uno dei migliori colpi dell’anno mettendo sotto contratto Nadia Nadim. Finalista al recente Europeo con la sua Danimarca, questa giocatrice ha alle  spalle  un percorso certamente fuori dal comune, che i Citizens hanno presentato con un video sui loro canali social ufficiali.

La fuga dalle minacce di morte

È tuttavia a oltre 7000 km dal paese che tra gli altri ha dato i natali a Christian Eriksen che è nata Nadia. Il suo paese di origine è infatti l’Afghanistan, dove ancora giovanissima scopre la sua passione, dando i primi calci al pallone nel giardino di casa insieme alle quattro sorelle. Ma dietro al sogno di un futuro da calciatrice si nasconde una dolorosa realtà: nel suo paese si moltiplicano le misure coercitive contro le donne, a cui è vietato anche giocare a calcio, pena la lapidazione. L’arrivo dei talebani al potere nel 1996 mette addirittura a serio rischio la vita della sua famiglia fino a sfociare nel 2000 nell’esecuzione di Rabani, padre di Nadia e generale dell’esercito nazionale afghano. A soli 12 anni Nadia, proprio come la madre Hamida e le quattro sorelle, deve quindi scappare in gran fretta dal paese.

Le scelte possibili non sono molte e il tempo per riflettere ancora meno: Hamida conosce una famiglia a Londra e in questo caso ogni destinazione va bene a patto di anticipare le minacce di esecuzione che rischiano di andare a colpire anche loro. Ma dopo lunghe peripezie e una parte del tragitto fatta a bordo di un camion per il trasporto merci, decidono di fermarsi definitivamente in Danimarca. Dovranno passare poi per vari campi di rifugiati e città prima di stabilirsi ad Aalborg. È proprio lì che Nadia e le sorelle scoprono il calcio come sport di squadra nella compagine locale del Gug Boldklub e in occasione del sul primo vero incontro Nadia segna subito una tripletta… giocando da difensore centrale.

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L’esultanza di Nadia Nadim dopo aver segnato un goal con la sua Danimarca contro la Svezia

Nove lingue parlate e il sogno di diventare chirurgo

Il suo immenso talento farà poi il resto. In Danimarca si fa subito conoscere guadagnandosi un posto in Nazionale. 74 presenze e 22 reti dopo fa ormai parte della storia del paese: nessuno prima di lei nato all’estero, uomo o donna che fosse, aveva mai indossato la maglia della nazionale danese. Oggi è un pilastro della squadra e ha perfino aperto le marcature nella finale dell’Europeo femminile, match poi perso 4 a 2 per mano dei Paesi Bassi.

Ma anche fuori dal rettangolo di gioco Nadia suscita ammirazione e si costruisce un curriculum di tutto rispetto. Appassionata di medicina fin dal suo arrivo ad Aarhus a 18 anni, segue attualmente dei corsi all’università per diventare chirurgo e parla correntemente nove lingue: danese, inglese, urdu, hindi, tedesco, persiano, dari, arabo e francese. Una ragazza con la testa sulle spalle e con il sogno di costruire una scuola calcio, Nadia Nadim ha davvero tutte le carte in regola per poter essere considerata  simbolo ed esempio per tutte le giovani ragazze afghane di oggi.

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Le due passioni di Nadia: calcio e chirurgia.

Traduzione: Andrea Palazzeschi

Articolo: Découvrez le parcours incroyable de Nadia Nadim, cette Afghane qui vient d’être recrutée par Manchester City

Autore: Sacha Dahan

Giornale: Football Stories

Data di pubblicazione: 29 settembre 2017

Link all’articolo: http://footballstories.konbini.com/news/nadia-nadim-manchester-city/

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